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venerdì, 31 ottobre 2003

 

Per carità di patria è meglio chiudere gli occhi

n.b. attenzione : post molto lungo, ripetitivo e probabilmente noioso, e pur tuttavia indispensabile. se andate avanti siete avvertiti.

"Sono le 11.43 sto ascoltando in diretta l'intervento del Santo Padre, i silenzi e gli applausi dell'assemblea. Mi verrebbe voglia di gridare, se fossi presente in aula: sei magnifico e adorabile, le tue parole, il tuo pensiero sono tragicamente espressioni di una ininterrotta lotta contro i valori dell'umanesimo, della tolleranza, della democrazia, della libertà politica. Gli applausi del Parlamento ne sono fotografia, per carità di patria è meglio chiudere gli occhi"

Con queste parole, il 14 novembre del 2002 Marco Pannella commentava a caldo la gigantesca marchetta che - manco ce ne fosse bisogno - il parlamento a camere unificate in seduta genuflessione comune concedeva a papa Giovanni Paolo II. Il giorno prima, grazie alle telecamere di otto e mezzo, l'ottima trasmissione condotta all'epoca da Giuliano Ferrara e Luca Sofri, Pannella aveva ribadito quanto da una vita lo contraddistingue : nessuna paura di dichiararsi anticlericale. Non esistono purtroppo tracce sul web delle puntate di quella trasmissione. Come sempre, sui giornali del giorno dopo Pannella è pressoché assente : su L'Opinione lo si cita così : "Polemico Marco Pannella da Bruxelles"

Mentre Stefano Folli sul Corriere della Sera afferma che "Anche chi non condivide alcunché nel merito, come il vecchio laico Marco Pannella, ammette di avere osservato il Pontefice con ammirazione e di aver avuto la tentazione di gridargli, da avversario: "Sei magnifico!"

Il 13 novembre, per evidenziare ancora meglio quale sia il punto di vista di Marco Pannella su questo argomento, su dall'archivio di radio radicale viene messo a disposizione anche online un intervento di Pannella ad un dibattito svoltosi a Montecchio il 30 luglio del 1993 nell'ambito della festa della politica e riguardante il ruolo del Papa nella nostra società e i rapporti tra laici e cattolici : per 13 minuti e 33 secondi Pannella argomenta su come sia inammissibile l'ingerenza della chiesa cattolica e della dottrina papale nel nostro paese.

Il 14 novembre Pierluigi Battista intervista Pannella. E' chiarissimo come il leader radicale voglia bene all'uomo pontefice, ma ritenga mostruosa l'ingerenza che egli compie quotidianamente nei confronti della laicità dello stato. Sono chiarissime le parole di condanna per quanto accaduto in parlamento, dove, al di là della condivisione delle istanze papali sull'indulto, siedono servitori di una religione che non è, o non dovrebbe essere, religione di stato.

Nella consueta conversazione con Massimo Bordin tenuta il 10 novembre 2002, Pannella ribadisce i motivi per i quali non si schiera con la "portaerei vaticana" rappresentata dalla Rai e dai parlamentari che accoglieranno molto poco laidamente il papa in parlamento come un re : sono 3 minuti e 8 secondi di anticlericalismo.

La cosa si ripete anche nell'appuntamento con Bordin del 17 novembre, con i 10 minuti e 41 secondi più laici di tutta la settimana, durante i quali Pannella, oltre a sostenere (pienamente a ragione, dico io) che "il papa con la sua parola è l'esecutore di milioni di morti", fa riferimento a quanto detto da Adriano Sofri (il quale non ha mai fatto mistero di considerare Pannella il simbolo dell'anticlericalismo). Spiegando la sua dichiarazione del 14 novembre, Pannella dice : "quando dico che lo adoro, ma che aborro le parole che dice e aborro la sua politica, dico che l'errore è immenso, l'errante può essere stupendo, meraviglioso" spiegando così che non c'è contraddizione tra il messaggio "lo adoro" dedicato all'ottantenne malato e il messaggio "aborro la sua politica" dedicato a quello che quel malato sostiene. Successivamente, Pannella rettifica quanto contenuto nell'intervista di Battista di qualche giorno prima : per lui il più grande papa del secolo e Giovanni XXIII e non Giovanni Paolo II.


Ma cosa disse di questo papa Pannella, nei mesi passati ? Ha mai sostenuto la sua dottrina ? Si è mai dimostrato solidale con le sue idee ? Andiamo a vedere, e qui ci aiuta l'archivio di radicali italiani, che parte dal 20 settembre 1999 (non che Pannella non abbia fatto dichiarazioni sull'anticlericalismo prima del settembre 1999 : lo sanno anche i muri. ma qualcuno ha bisogno che venga dimostrato).


Il 14 febbraio 2000 Pannella protesta contro le scomuniche e gli anatemi del papa contro i principi tolleranti, laici e liberali.

Il 19 febbraio del 2000 sul Foglio, il 20 febbraio sul Corriere della Sera ed il 22 febbraio sull'Unità Pannella protesta ancora contro il "partito cattolico" rivolgendosi in particolare a Berlusconi : da segnalare il titolo dell'Unità : "Un disastro i papi che si occupano di politica".


Il 28 giugno del 2000 i radicali comprano una pagina a pagamento sul Foglio, dal significativo titolo "Liberiamoci dal concordato", che contiene un appello rivolto a Giovanni Paolo II.

Il 2 luglio, in tempi di Gay Pride a Roma durante il giubileo, in un'intervista a La Stampa Pannella esprime il principio che poi specificherà meglio nel novembre del 2002, distinguendo tra affetto per la persona del papa e dura condanna per le sue posizioni. Interessante questo passaggio : "Provo molto affetto verso il Papa. Come persona è impossibile non amarlo. Però si è fatto portavoce delle posizioni più retrograde. Il proibizionismo vaticano in tema di amore ha conseguenze gravissime sul piano demografico e biogenetico. Occorre prendere coscienza della gravità dello scontro tra il liberalismo e il clericalismo, che colora di sé gran parte del mondo laico, non soltanto quello che ben conosciamo del cattocomunismo, e dargli forma di lotta politica e civile".

Sempre La Stampa intervista Pannella il 6 novembre del 2000. Il titolo dice tutto : "Usano l'anno santo come un megafono per lanciare anatemi".

E' ancora La Stampa il 23 febbraio del 2001 ad ospitare un articolo di Fabrizio Dondolino, nel quale si parla dell'intervento di Pannella a Satyricon del giorno prima, durante il quale il leader radicale ha duramente contestato la politica vaticana.

In occasione delle elezioni amministrative del maggio 2001 a Roma, la Lista Bonino presenta il suo programma elettorale, alla presenza di tutti i leaders. La prima frase è : "Il 13 maggio 2001 apriamo un'altra breccia. Liberiamo Roma". E' il programma più laico (l'unico, laico) tra tutti quelli delle liste che concorrono all'elezione del Sindaco di Roma.

A ferragosto del 2001 mezza Italia è in vacanza. I radicali no, sono a Piazza S. Pietro (sotto le finestre di … indovinate chi ?) a manifestare per la libertà di ricerca scientifica e contro l'ingerenza della chiesa cattolica nella politica italiana.

Il 13 agosto, difatti, le agenzie rilanciano una dichiarazione di Marco Pannella che risponde al messaggio di Giovanni Paolo II in occasione della giornata della bioetica : "''Pur nella gravità della situazione, credo si possa rispondere, sorridendo, cosi': non tutto quello che e' tecnicamente impedibile, vietabile e' moralmente perseguibile, fattibile. Tutto qui".

Anche il Nuovo inizia ad occuparsi dei radicali : il 13 agosto c'è un pezzo sulla manifestazione di ferragosto, un altro il 16 agosto e uno più forte il 21 agosto, che riprende una frase di Pannella : "E' la chiesa degli epigoni di San Bellarmino e della " puttana sciolta " di Dante".

Si passa al 3 febbraio 2002, quando Pannella dichiara tra l'altro : "Assolutamente scontata e naturale: il Vaticano, sulla linea che è ormai è tornata ad essergli propria, finirà non appena possibile per chiedere che i parlamenti (dove per loro sfortuna ci sono) o i dittatori riconoscano per legge l'infallibilità pontificia, l'immacolata concezione, l'assunzione in corpo ed anima di Maria in cielo e gli altri dogmi proclamati fra il 1860 e il 1880 dal nuovo santo Papa Pio IX , per volontà vaticana di Giovanni Paolo".

Il 22 settembre 2002 Pannella protesta contro la consegna delle chiavi di Roma al papa-re, ad appena due giorni dall'anniversario della breccia di Porta Pia.

Altra dichiarazione di Pannella sulla chiesa cattolica, qui raccolta dal quotidiano "La Sicilia".

Dopo la visita del papa in parlamento, le dichiarazioni di Pannella non si interrompono, ma si fanno più rade. Il tema dell'Iraq è al centro dell'attenzione. Si arriva così a ferragosto 2003, quando i radicali replicano la manifestazione sulla ricerca scientifica a Piazza San Pietro.

Non manca, naturalmente, anche l'appuntamento con il 20 settembre. Qui ne parla www.gay.it

E siamo così arrivati ai giorni nostri. Vanno fatte presenti ancora un paio di cose. La prima : ogni domenica sera Pannella è in conversazione in diretta radio con Massimo Bordin, direttore di radio radicale. Quando si affrontano temi che hanno a che fare con la religione, l'anticlericalismo di Pannella non è mai in dubbio. Inoltre, ogni 20 settembre da decenni ormai Pannella è sempre sul palco, a Porta Pia, ad affermare la laicità dello stato e la difesa di quella breccia, simbolo della liberazione di Roma e dell'Italia dal potere della chiesa. Ancora : qui si è dato conto delle sole dichiarazioni di Marco Pannella. Ma nel corso degli ultimi anni Emma Bonino, Daniele Capezzone, Gianfranco Dell'Alba, Marco cappato, Rita Bernardini hanno sempre ribadito il carattere laico del partito radicale, ed il valore delle battaglie su questi temi, spesso in splendida solitudine contro l'èlite dei parlamentari italiani, loro sì pronti alla genuflessione di rito. E per finire : l'Associazione Luca Coscioni. Luca è uno dei Presidenti dei Radicali Italiani, lotta contro la sclerosi laterale amiotrofica, disperatamente a favore della libertà di ricerca scientifica.

Fine della breve e incompleta rassegna della logorrea Pannelliana sull'argomento : papa.

E adesso, chiudete gli occhi e sognate : c'è qualcuno che sostiene che "Pannella non ha preso le distanze", parlando della "non protesta di Pannella", ma poi magnanimamente concedendo che non sarebbe un peccato mortale il fatto che "Pannella non protesta per l'intervento in parlamento". Suppongo che arriverà qui, e dirà che lei si riferiva solo all'intervento del papa in parlamento. Ora, essendo poche le occasioni per Pannella di passare sui media, su quell'argomento abbiamo trovato poco : sufficiente eccome, sia chiaro. Senza possibilità di malintesi e fraintendimenti. Abbiamo due conversazioni domenicali con Bordin, l'intervista de La Stampa, la dichiarazione all'ANSA, l'articolo su L'Opinione, il pezzo di Stefano Folli. Poi c'è tutto il resto, che prima, durante e dopo quel giorno sta lì a dimostrare cosa significhi la protesta di Marco Pannella sull'ingerenza della chiesa nello stato laico. Sui dubbi al riguardo, per carità di patria è meglio chiudere gli occhi.

Tanto vi dovevamo.








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Halloween

Non è che avessi tanta fantasia di festeggiare Halloween : alle 19 ora locale c'è la parata sulla 6th avenue, ma io sono qui a Roma. Però, ricordandomi quanto rodeva il chiccerone ad alcuni personaggi piuttosto dementi incontrati bloggando quando festeggiai il 4 luglio, mi sono detto che, anche solo per l'idea che gli rodesse un altro pò, non potevo esimermi. Visto che bisogna vestirsi da paura, penso che adotterò il costume da "crocifisso tolto dal muro". Come dite, non vi sembra terrificante ? E' perchè non mi avete mai visto ...

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Andreotti assolto : il Giornale intervista Taradash

Giulio Andreotti è stato assolto dall'accusa di essere il mandante dell'omicidio Pecorelli. Sulla scorta dell'emozione suscitata dal caso Tortora, nel 1987 gli italiani dissero sì al referendum che prevedeva la responsabilità civile dei giudici. Poi sappiamo com'è finita : a tarallucci e vino, grazie alla compattezza con cui tutte le forze politiche dell'epoca esclusa quella che aveva promosso il referendum presero la sovranità popolare degli italiani e ci fecero quello che l'attuale ministro per le riforme istituzionali fa col tricolore. Circa il processo Andreotti, il Giornale (non online) intervista Marco Taradash, che nel 1992 era deputato radicale e scrisse la relazione di minoranza che contestava l'andamento preso dalla Commissione Antimafia presieduta da Violante (ricordate Violante ? E' quello che ultimamente ha urlato dai banchi dell'opposizione che non si fa politica con le commissioni parlamentari d'inchiesta), dando il via alla ignobile stagione del pentitismo di stato. Si tratta di un'intervista molto interessante, da leggere. Tra l'altro, venerdì prossimo 7 novembre alle 21 inizia il programma di approfondimento politico di Taradash su Rete4, dal titolo "La zona rossa".

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Il Congresso dei Radicali Italiani

Da ieri i radicali italiani sono a Congresso, a Roma e su radio radicale. Qui c'è la relazione del segretario Daniele Capezzone. Il qui presente è un fedelissimo di Daniele, che per quanto mi concerne dà una pista a tutto il ciarpame parlamentare ed extraparlamentare che ci ritroviamo alla guida e all'opposizione di questo povero scombiccherato paese. Allora, Daniele, sono con te. Sei sulla strada giusta, assolutamente. Coraggio !

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Il PIL cresce. Il QI crolla.

Il PIL americano è cresciuto nel terzo trimestre 2003 del 7,2 %. Ripeto : 7,2 %. Era dal 1984 che non accadeva, come ci segnala giustamente Camillo. Le cassandre italiote dovrebbero a questo punto tacere, almeno sul tema dell'economia USA : pensate che lo facciano ? Noo. Macchè. Apprendiamo sbalorditi da uno dei guru del segaiolismo blogghettaro che "l’economia americana sarebbe cresciuta a questi ritmi anche se ci fosse stato Bombolo al posto di Bush" (SIC). Io quel blog non lo linko, perchè appartiene a quella sfera di personaggi che si venderebbero la mamma pur di dare addosso agli USA, sempre pronti poi a negarlo fino all'evirazione (degli altri), e che ti danno del cretino se non sei d'accordo con loro. Ma esiste, e non si dà pena di spiegare la sua alta analisi di fine economista. Credetemi, c'è gente così. Anche peggio, a dire il vero. Povero Bombolo ...

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mercoledì, 29 ottobre 2003

 

Bello eh ?

Eccolo qui, il nuovo template. Il merito è di Michele Gerarduzzi, che ha sopportato le mie fisse e le mie richieste. Il nuovo template rispecchia di più il motivo per cui, ahivoi, ho aperto il blog : il mio amore per New York e per gli Stati Uniti d'America, qui rappresentati nel miglior modo possibile, con la statua della libertà.

I contenuti continueranno ad essere quelli scritti da me : sapete dunque con chi prendervela (oltre con voi stessi, che ci tornate. e per questo : grazie). Il template, che è bellissimo, è merito di Michele. Onore a lui, ed i miei ringraziamenti più sentiti. A buon rendere, Michele. Grazie mille a te.

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Filippo e il Viagra

Il Giornale non è online, ma il divertentissimo articolo di Facci sul Viagra è su Dagospia. Vale la pena di leggerlo. Bravo Filippo. At-tenti ! Ri-poso ! RI-POSO ! Soldato, ho detto RI-POSO !!!

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lunedì, 27 ottobre 2003

 

Anticlericalismo ? Si, grazie

L'intervista a Marco Pannella su La Stampa di oggi. Sembra essere l'unica voce controcorrente oggi come ieri. Io sono con lui.

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Di crocifissi e invasioni

Questa del crocifisso è una questione che mi turba, e mi appassiona, non poco. Da due giorni non si fa che parlare della sentenza del tribunale di L'Aquila. Come avviene sulle questioni riguardanti la religione, destra e sinistra sono molto vicine - escludendo alcuni rappresentanti di ambo i poli che non sono nel mainstream - alle posizioni ufficiali della chiesa e dei sepolcri imbiancati mediatici e politici che ad essa si genuflettono, ogni giorno che passa. E mentre dopo anni non sembra ancora essere chiaro ai nostri amici cattolici che prendere atto della secolarizzazione in corso è cosa più intelligente e tollerante dell'imposizione dei simboli religiosi, c'è una cosa che mi colpisce particolarmente. Tutti coloro che sono insorti contro la sentenza sul crocifisso (nel metodo siamo d'accordo, non è certo con una sentenza che si può normare questo argomento : ma l'intervista di oggi al giudice che l'ha emessa dimostra che non era proprio nelle sue intenzioni farlo), e alcuni lo hanno fatto con reazioni davvero scomposte e piuttosto fondamentaliste, continuano a sostenere che il crocifisso va tenuto perchè i musulmani ci invadono, è il nostro simbolo contro i loro, eccetera eccetera. Ora, a parte il fatto che non siamo uno stato confessionale, e quindi quello non è il nostro simbolo ; a parte il fatto che la costituzione non contiene la parola "cristianesimo" in alcuna delle sue coniugazioni ; a parte il fatto che in Francia, paese veramente laico, questo problema proprio non se lo pongono e non mi venite a dire che se ci fosse stato il crocifisso in classe non ci sarebbe stato il dibattito sul velo delle due studentesse : ma non capiscono, non capite, che trattando il crocifisso in questo modo lo rendete una variabile dipendente (ci deve essere perchè in contrapposizione dei musulmani, dite : e dunque se non ci fossero loro non ci starebbe nemmeno lui) e lo sminuite di molto ? E ancora : non vi dice nulla il fatto che dall'unità d'Italia all'avvento del fascismo il crocifisso in aula non c'era, e che ce lo ha messo il duce ? E per finire : non sarebbe meglio lavorare sull'integrazione facendo rispettare rigorosamente le nostre leggi piuttosto che preferire l'omologazione con conseguente agevolazione del radicalismo imponendo un simbolo culturale come fosse una norma di civile convivenza ?

P.S. Vi consiglio, poi, l'intervista di Bossi di oggi. E' uno spettacolo, Corrado Guzzanti quando lo imitava era anni luce più indietro. Spero che qualcuno si decida poi a farne un libro e una videocassetta,come fanno quelli di Zelig.

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domenica, 26 ottobre 2003

 

Entrando nel merito ...

Questo Adel Smith a me sta grandemente sulle palle, per me non rappresenta nessuno altri che lui, ha un modo di fare discutibilissimo. E' anche vero che non è con una sentenza di un giudice che si può cercare di risolvere un problema così grande. Ma nel merito sono d'accordissimo nel togliere il crocifisso dalle scuole (il che non vuol dire che io approvi che un idiota può permettersi di dire che è "l'imposizione di un cadavere" come ha fatto l'imbecille di cui sopra). Se questo è uno stato laico, nessun simbolo religioso deve prevalere. Tolleranza è la parola chiave.

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Va anche detto che ...

Uno frequentava un circolo no global, due erano iscritti alla CGIL, uno faceva parte di una associazione Italia-Cuba. Sono quattro dei sei arrestati come presunti (uno si è autoproclamato prigioniero politico e mi sembra che su quello ci siano pochi dubbi, per gli altri vale la presunzione d'innocenza fino a prova contraria) appartenenti alle Brigate Rosse.

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sabato, 25 ottobre 2003

 

Messaggio di servizio

Alla mia personale regina dei blog : se leggi questo post, non riesco ad inviarti email, credo la tua casella sia piena. Fai qualcosa, mi tornano indietro anche gli abbracci ...

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venerdì, 24 ottobre 2003

 

La legge Mosca

Onore a Libero (che però non è online) perchè oggi, giornata dedicata allo sciopero generale per la riforma sulle pensioni, ha un bell'articolo sulla legge Mosca. Cos'è la legge Mosca ? E' quella simpatica leggina datata 1974 che permette a molti sindacalisti di percepire una pensione per il solo motivo di aver fatto sindacato, a volte riscattando a condizioni ultravantaggiose anni di mancata contribuzione, a volte SENZA AVER VERSATO NEMMENO UNA LIRA DI CONTRIBUTI. E naturalmente, così come l'articolo 18, chi chiama a raccolta la gente per protestare sulle modifiche ad una legge che dice di difendere è quello che non applica quella stessa legge. Fa il pari con questo articolo su www.lavoce.it, che consiglio vivamente. Un dato su tutti : l'età media degli iscritti ai sindacati italiani è la più alta di tutta Europa. Siamo ben 4 anni sopra la media europea. CVD.

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Chevvepiasseunç°=$%%"£ç@#

Ebbene si, anch'io sono uno di quelli che ha usato con soddisfazione una email col dominio libero.it (e si è sorbito le fregnacce di liberoinforma eccetera eccetera).. E quindi anch'io, come tutti, dal 1 novembre sto a spasso, perchè i furboni hanno avuto la brillante idea di rendere a pagamento l'uso mediante un programma di gestione della posta elettronica delle email col loro dominio. Forse uno su mille farà l'adsl con voi, disgraziati : non certo gli altri 999, che avendo già l'adsl sanno che : 1) cambiare gestore adsl senza ripercussioni in ordine di tempo, soldi, pazienza, problematiche varie è più difficile che cambiare sesso munendosi di falciatrice e/o (fate vobis) di martello chiodi e saratoga il silicone sigillante : e certamente anche più doloroso ; 2) è impensabile proporre di gestire la posta tramite web a chi la usa spesso. E quindi ... smanetto un po' e dopo mezz'ora disperato chiamo tin, perchè all'epoca feci l'adsl con loro e devo avere da qualche parte caselle a go-go da utilizzare. Solo che : a) rimango mezz'ora in linea "per non perdere la priorità acquisita" (se volete farmi incazzare, ricordatevelo, non datemi del neocone : pronunciate l'espressione "priorità acquisita". divento come hulk, solo più brutto) ; b) mi risponde una signorina, sarda come tutti quelli di ogni call center sulla faccia della terra (ma perchè ?), che dopo avermi detto grazie per aver chiamato eccetera eccetera mi avverte che la email è a nome del capo, perchè è lei sull'elenco ; c) le caselle di posta elettronica che potrei attivare avrebbero come dominio @casadialice.it, perchè quelle @tin.it sono finite. Come finite ? Chiedo io. Finite, laconicamente sarda, lei. Ora, vi pare a voi che io mi faccio una email con il dominio "casadialice.it" ? Ma chi sono, Barbie ? Che Allah, Budda, Dio e Vanna Marchi in joint venture li strafulmini tutti quanti con l'accuso, perbacco. Dopo essermi ricordato che avevo una casella su tiscali ma che funzionava ogni volta su due, e che quando la aprivo avevo un numero di spammessaggi pari ai peli sul corpo di luciodalla, mi arrendo e userò solo quella col dominio del lavoro. Poco male, però è una sconfitta. Avesse ragione il capo quando sostiene che la vita invece che semplificarsi si complica ?

Un post di Mixumb delle 19:39 · commenti (7)

 

Spino ripensaci

Il mitico spino vuole chiudere il suo blog. Non lo fare spino, nun ce lassà. Non avrei mai pensato di poterlo dire, ma mi mancherebbe molto lo spino nel culo. Mò che l'ho detto, almeno per rispetto al mio outing, ripensaci, dài.

Un post di Mixumb delle 19:25 · commenti (7)

 

Cena alla corte dei Gonzaga

 

Ci ho messo un po’, ma finalmente sono in grado di esibire lo spettacolare menu della cena di sabato scorso alla corte dei Gonzaga aka Manu e Ciccio, il tutto accompagnato da musica medievale e brillante conversazione a 8 e da ottimo vino rigorosamente mantovano e per finire da abbondanti libagioni di Irish Mist. Io mi lecco ancora i baffi : voi rosicate (è tutto vero).

 

Alla corte dei Gonzaga

 

Omaggio a Bartolomeo Stefani

Cuoco bolognese

 

Ricette tratte da : “L’ARTE DI BEN CUCINARE ET INSTRUIRE”

 

Antipasto

 

Uova di quaglia in vellutata di finocchio al profumo di cannella con pinoli tritati

 

I Servitio

 

Gnocchi di castagna alla zucca caramellata con speck affumicato

 

II Servitio

 

Arista reale al latte con scorza di limone, salvia e alloro

 

Contorno

 

Listarelli di patate rosolate con foglie di limone e zenzero fresco e un’idea di berberè

 

Dolci di frutta

 

I Servitio

 

Crostata medievale con confetture di meloni arancioni

 

II Servitio

 

Strudel di mela tiepido in brivido di panna

 

III Servitio

Coppe di pompelmo rosa condito con zucchero di canna, mandorle e noci

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martedì, 21 ottobre 2003

 

Succedono cose che voi umani ...

So che è folle pensare di essere creduto, ma ho appena scritto un biglietto di accompagno indirizzato a Mr. Prez Dabliu. Chevvedevodì, è incredibile ma è vero. Sembra che stia girando qualcosa ... 

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lunedì, 20 ottobre 2003

 

SI' !!

Buone notizie. Sissì. Sì. Buonebuonebuonebuonebuone. Era difficile, ma sembra che io ce l'abbia fatta. Scaramanzia vuole che non dica nulla più. Almeno per ora. Un misterioso Mixumb

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Sono Pazzi Questi Onusiani

Qualche giorno fa ho appreso dal capo alcune delle stranezze in voga presso le agenzie delle Nazioni Unite. Si tratta di cose divertenti, altre inquietanti, alcune delle quali è meglio non dire. Certo, sapere che se la prossima volta che andremo in vacanza lei dovrà comunicare al suo ufficio anche il numero della nostra stanza è strano : ma mai quanto apprendere che se ci dovesse capitare di dire ad alta voce tale numero, dovremo poi automaticamente chiederne un’altra, e poi comunicare l’avvenuto cambio. Simpatico anche l’aneddoto per cui qui in Italia arrivano telefonate di richiesta da mezza Europa che invocano la risoluzione/scappatoia ad alcune ferree norme interne della burocrazia più cupa : sapevate che nell’ambito ONU ci sono non pochi che ci chiedono lumi sulla nostra propensione per il “creative budget” già da molto prima dell’avvento di Tremonti ? E che ne direste se vi dicessi che accade di dover decurtare del prezzo di un panino il compenso mensile di un dirigente che organizza un meeting, perché questi ha già una diaria giornaliera e non è dunque previsto che approfitti del lunch offerto ai suoi ospiti, ma nello stesso tempo se si comunica alla sede centrale che al meeting partecipano x persone compreso chi lo organizza non si può poi presentare alla sede centrale stessa che monitorizza i pagamenti una fattura di un catering in cui si scrive “servizio per x-1 persone” ? C’è tutto un mondo, da matti, e quelle più belle non ve le posso scrivere perché il capo ha minacciato di decapitarmi se lo faccio. Ora, io capisco tutto. E’ perfettamente naturale che se si ripropone il vetusto e burocratico modello statale a livello sovranazionale le norme sono ancora più assurde e numerose. E’ logico, anche perché laddove – a livello statale – sono (dovrebbero essere) i cittadini a monitorare come viene usato il denaro da loro pagato in tasse, a livello sovranazionale questa funzione spetta (spetterebbe) agli stati membri, il che vuol dire complicare terribilmente la vita. Ma tant’è, si capisce, non è mica uno scandalo, anche se il fatto che più del 70 % delle risorse della FAO qui a Roma se ne vada in pagamento di chi ci lavora non è forse aderente al 100 % con la carta di costituzione della FAO stessa che fa bella mostra di sé in varie lingue all’entrata. La cosa più astrusa non è questa, né che ci sia una circolare interna che spieghi ad ognuno come sia imprudente e sconsigliato parlare con qualche collega delle rispettive credenze religiose ed usanze etniche – alla faccia del multiculturalismo : a coloro che hanno a che fare con i distaccamenti italiani viene solennemente comunicato che bisogna avere pazienza con chi lavora qui, l’Italia è un paese dove i rapporti sono di un certo tipo e mica siamo nell’Europa del nord, per cui se ci scappa di essere troppo socievoli bisogna far finta di niente. La cosa più incredibile è che a questa simpatica combriccola di pazzi scatenati sommersi dalle scartoffie, che fa anche moltissime cose buone e andrebbe riformata profondamente ma mai cancellata, ci siano persone anche di una certa intelligenza che vogliano delegare le sorti del mondo, la giustezza o meno di liberare un popolo dal suo dittatore, la morale alle spalle di un intervento che esisterebbe o meno a seconda che si mettano d’accordo all’ONU. Come dice, splendidamente, Giuliano Ferrara sul Foglio di oggi. Ma sì, Il Foglio, quel giornale ridicolo che tanto dà fastidio all’intellighenzia sinistrata che ci ritroviamo.

Update : quei poveracci morti durante i 19 giorni di navigazione in condizioni allucinanti verso Lampedusa, persone verso le quali ogni essere umano dovrebbe sentire compassione e vergogna per le proprie comodità, si erano imbarcati in più di 80 su una bagnarola che ne avrebbe potuti contenere 30 al massimo. Condizioni incredibili, a proposito delle quali la commissione per i diritti umani dell'ente morale per eccellenza, l'ONU, dovrebbe proprio dire qualcosa di severo. Ma non può, perchè la Libia che presiede la commissione dovrebbe sanzionare la Libia che in spregio a trattati internazionali bilaterali permette questi scempi. Questa è la presunta autorità morale dell'ONU, in base alla quale sarebbe giusto o no liberare un popolo da un dittatore.

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venerdì, 17 ottobre 2003

 

Paese Nuovo vs Abolizione Scorporo

Voi non lo sapete, ma alle prossime elezioni (se ci saranno mai : sapete com'è, il regime del berlusca ... magari le abolisce, a sentire il manifesto e compagni ci saremmo vicini) lo scontro non sarà tra Polo e Ulivo, nè tra Forza Italia o AN o UDC o Lega e DS o Margherita o Rifondazione Comunista o Verdi. A guardare gli eletti alla camera dei Deputati a Roma e dintorni, risulta evidente che c'è un quasi perfetto bipolarismo tra Paese Nuovo (PN ?) e Abolizione Scorporo (AS ?). Già li vedo da Vespa, i piennini contro gli assini. O i paesaggisti contro gli antiscorporatori. Tant'è. Evviva le liste civetta.

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Prima l'annuncio di elezioni, poi i primi segnali di dissenso esplicito, ora cambiano i libri di testo in Arabia Saudita. Tutto merito di chi marcia per la pace, naturalmente. O no ?

Andrebbe linkato ogni giorno, 1972. Io lo faccio ogni tanto. Come oggi, e sottoscrivo in toto il suo commento : ne stanno succedendo di cose dal 9 aprile 2003.

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Se Marini passa, i regali miliardari restano

Sta per uscire un'intervista a Tommaso Tommasi di Vignano, presidente di Telecom ai tempi in cui era una public company e andava in giro a distribuire centinaia di miliardi italiani ad un dittatore, il tutto all'insaputa di tutti i vertici governativi dell'epoca, secondo quanto da loro stessi dichiarato (poi smentito, poi difeso, poi ritrattato). Sarà molto interessante, l'intervista concessa all'Espresso. Qui la dichiarazione dei radicali italiani a questo proposito. Da questo blog, per piccolissimo che sia, non mancherà mai la voce dell'unico partito che, per stessa ammissione di Tommasi di Vignano, si oppose a quello che stava accadendo. E non solo per Telekom Serbia.

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Eccom'è ?

Qualcuno mi spiega perchè se Carlo De Benedetti (editore di Repubblica oltre a generoso mollatore di sole per lo stato italiano di qualche anno fa) e Franco Debenedetti (senatore eletto come indipendente nelle file dell'ulivo) sono fratelli tutti ma dico tutti scrivono il cognome del primo "De Benedetti" e quello del secondo "Debenedetti" ?

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giovedì, 16 ottobre 2003

 

Come sono caduti in basso ...

Un grazie agli amici di Radio Città Futura, che stamattina mi hanno intervistato in diretta per mezz'ora. Per me è stato interessante, ma chissà i loro poveri ascoltatori ... e pensare che c'è il rischio che a breve si replichi con Radio Radio. Non c'è più religione. Non ci sono più le mezze stagioni. Una volta qui era tutta campagna. Eccetera eccetera.

Un post di Mixumb delle 18:53 · commenti

 

La politica dei piccoli passi

Meno male. Oggi, dopo quarantacinque giorni, la mia nuova segretaria ha cominciato finalmente a darmi del "lei". Fino a ieri eravamo al "voi". Che devo fare, le do un aumento ?

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mercoledì, 15 ottobre 2003

 

Questa mi mancava

Io e il capo siamo andati a trovare una coppia di amici, che ha avuto un bambino. Caruccio, ogni tanto piange, tutto a posto. Particolare però è il modo in cui lo calmano e lo cullano (ha poco più di un mese) : musica cubana, in particolare gli Orishas. Meno male che non capisce i testi. Andavano bene anche Marylin Manson e Tupac, allora. Però il pargolo sembrava gradire. Speriamo non cresca comunista

Un post di Mixumb delle 20:32 · commenti (6)

 

Mi veniva da postarlo

Ma si può davvero avere così tanta nostalgia di un posto dove si è passato solo 5 giorni ? Si eh ? Vabbè. E allora ecco questo post. Senza un motivo apparente ... o forse ... chissà ... prossimamente (spero) su questo blog

Start spreading the news
I'm leaving today
I want to be a part of it, New York, New York
These vagabond shoes
Are longing to stray
And make a brand new start of it
New York, New York
I want to wake up in the city that never sleeps
To find I'm king of the hill, top of the heap
These little town blues
Are melting away
I'll make a brand new start of it
In old New York
If I can make it there
I'll make it anywhere
It's up to you, New York, New York.

I want to wake up in the city that never sleeps
To find I'm king of the hill, top of the heap
These little town blues
Are melting away
I'll brand a brand new start of it
In old New York
If I can make it there
I'll make it anywhere
It's up to you, New York, New York
























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martedì, 14 ottobre 2003

 

Liberiamo l'Iraq dagli imperialisti amerikani ! Giù le mani dal valoroso popolo saddamita !

La conferenza stampa dello scorso 9 ottobre tenuta da Paul Bremer, capo dell'occupazione illegale dei kattivi amerikani che hanno tolto la libertà ai poveri irakeni. Ci si trova più di qualche numero esemplare. (grazie a liberopensiero)

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lunedì, 13 ottobre 2003

 

Perfetto Il parolaio di oggi

Lo riporto integralmente perchè non so se e quanto dura il link. Da non perdere assolutamente.

A NOI. Allora, la regola è questa: se vinciamo noi è la festa della democrazia, è il popolo che fa la scelta giusta, è la storia che imbocca la strada destinata a fare entrare l’umanità intera in un futuro luminoso. Se invece vincono gli altri, è la notte della barbarie, è la prova che l’opinione pubblica è manipolata, che esiste una deriva plebiscitaria, che il popolo è abbacinato dai falsi miti e dunque è legittimo mandare tutto a monte. Chi credeva che il ripudio del suffragio universale causato dalla vittoria del nemico fosse applicato solo al caso italiano, dovrà ricredersi. La vittoria di Arnold Schwarzenegger in California ha infatti rinvigorito la teoria della maggioranza che quando non è nostra ma altrui diventa inesorabilmente «dittatura della maggioranza». Scrive Marco D’Eramo nel suo commento sul Manifesto: «Al netto dei sarcasmi, il voto californiano costituisce comunque un precedente minaccioso, un test riuscito di quella “tirannia dal basso” di cui proprio la California ci aveva già fornito qualche assaggio». «Tirannia dal basso»? E che cos’è mai questo «basso»? Forse, sarcasmi a parte, il «popolo» che sta in basso? Ma se è il popolo che decide, non si chiama forse, semplicemente, banalmente, scolasticamente, «democrazia»? E chi decide che una democrazia è «tiranna», ancorché dal basso, forse chi ha perso e si lamenta con il destino cinico e baro? E le rivoluzioni che piacciono, o che piacevano, al Manifesto, sono tirannie dal basso oppure dall’alto? Urge riconquista sinceramente democratica del fair play: bisogna pur saper perdere.

Un post di Mixumb delle 15:42 · commenti (14)

 

Happy Columbus Day

Oggi è il columbus day. Auguri a tutti i miei fratelli americani.

Un post di Mixumb delle 10:37 · commenti