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giovedì, 27 novembre 2003

 

Thanksgiving

Oggi è festa, negli Stati Uniti : e quindi è festa anche su questo blog, che è una specie di felice ed orgogliosa enclave americana in territorio italico. In particolare, essendo un giorno del ringraziamento, qui si ringraziano gli USA ed il popolo americano per tutto ciò che hanno fatto per noi e che rappresentano dalla loro nascita, e perchè saranno sempre il paese dove la libertà ha il suo più autentico significato. Naturalmente, il sottoscritto stasera festeggerà insieme al capo in un ristorante americano qui a Roma, con un bel piatto a base di tacchino, bacon, patate e mais. Alla facciacia di chi vuole male a noi e all'America ! Qui si spiega la tradizione odierna.

A New York, ogni anno per il Giorno del Ringraziamento Macy's, i più grandi Grandi Magazzini del mondo, organizzano la parata del Thanksgiving Day. Dalle 9 del mattino ora locale sia con la pioggia che con il sole, dall'incrocio tra la 77th Street e Cental Park West si inizierà a sfilare lungo Central Park West fino a Columbus Circle, dove la parata si sposterà sulla Broadway attraversando Times Square e concludendosi sulla 34th Street dove si trovano i Grandi Magazzini Macy's. La parata e' una ricorrenza nata negli anni '20 grazie ai primi impiegati di Macy's, che erano immigranti e volevano celebrare le festivita’ con una parata tipicamente europea, con animali esotici e costumi. La tradizione dei giganteschi palloni è cominciata nel 1927 con il gatto Felix, continuata poi negli anni ‘40 con i personaggi della Walt Disney. Il Thanksgiving e' l’unica festa americana appositamente programmata di giovedì per fare un lungo ponte, mentre molte altre feste cadono appositamente di lunedì proprio per evitarlo. E’ anche la festa in cui gli americani si mettono di impegno a cucinare. Il tacchino e’ d’obbligo e su tutti i siti americani abbondano ricette e suggerimenti su come avere successo in cucina senza appesantirsi troppo. Per l'edizione di quest'anno la parata vedrà nuovi palloni giganti ad elio con Charlie Brown, Kermit la rana, Mr Monopoly, Angelina Ballerina, Teddy Bear, personaggi del mondo Lego. Oggi è anche il giorno del perdono presidenziale del tacchino. Quest’anno ricorre il cinquantaseiesimo anno di questa celebrazione, che prevede un assoluzione dell’animale e sua successiva liberazione da parte del presidente degli Stati Uniti, a tre giorni di distanza del Thanksgiving Day. Il tacchino di quest’anno e’ stato scelto tra un gruppo di 40 ed anche lui ha un vice che lo potrebbe sostituire nel caso non possa prendersi la responsabilita’ di essere il “Tacchino Nazionale”. I nomi dei due tacchini sono stati votati da migliaia di persone sul sito della Casa Bianca e il 42% ha votato per i nomi di Stars e Stripes (Stelle e Strisce). (grazie a NYC-Site.com). Qui in Italia hanno provato a perdonare Previti, ma la Bocassini si è un po' incazzata, per non parlare della Guzzanti :-)) Allora, per rabbonirle in questi tristi momenti, hanno proposto di fare i palloni con l'elio raffiguranti le due eroine della sinistra italica, ma non c'è stato niente da fare. Sono già troppo gonfiate da sole.

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mercoledì, 26 novembre 2003

 

Solidarietà

Sulla vicenda che ha visto messo in mezzo Emilio Colombo si sono in questi giorni spese molte parole, molto spazio sui media, e si è gettato anche molto fango. Accetto le battute divertenti (quel tipo di satira non schierata nè imbrogliona, non so se rendo l'idea) tipo che Colombo è stato nominato Senatore a vita ... spericolata, oppure che era impossibile non ci fossero di mezzo parlamentari quando si parla di prostituzione e droga visto che i Presidenti delle Camere si chiamano Casini e Pera : questo va benissimo. Ma poi molti si sono esercitati a buttare merda su una persona che è un padre della nostra patria, che ha ricoperto più volte la carica di Presidente del Consiglio e di Ministro degli Esteri, che è stato Presidente del Parlamento Europeo, e membro dell'Assemblea Costituente. Non sono certo un vecchio democristo, ma ciò non significa esercitare nichilismo e maleducazione ventre a terra. Questa persona ha ammesso di assumere cocaina per usi personali, e la cosa è stata data con la bavetta alla bocca in pasto alla stampa, fregandosene altamente della privacy alla quale più di tutti si dovrebbe attenere l'autorità investigativa e giudiziaria. Un uomo di 83 anni che non guida il paese, non ricopre incarichi istituzionali esecutivi, ha dato molto all'Italia ed è una persona di grande correttezza è oggetto di una campagna di perbenismo dilagante veramente indecorosa. Non mi stupisce che gli unici ad esprimergli vicinanza siano stati i soliti radicali. Io ho avuto modo un paio di mesi fa di partecipare ad un incontro con Emilio Colombo (no, non era un cocaina party : vi ho sentito, sapete) e devo dire che si tratta di un vero galantuomo, come non tutti i personaggi di questo livello, che mensilmente incontro, rivelano essere in privato. E' per questo che gli ho inviato un fax di solidarietà, e che sul mio minuscolo blog faccio lo stesso. Quanto al significato politico di questa vicenda, anche in relazione alla recente legge Fini sulle droghe, rimando chi non lo abbia ancora fatto a leggersi Taradash intervistato oggi da Marina Valensise sul Foglio : dice tutto. 

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lunedì, 24 novembre 2003

 

Perchè no ?

Ricevo e posto questa geniale e pazzoide email : non so di chia sia, ma è assolutamente folle. Bisognerebbe metterla in pratica davvero. Molto divertente.

Vi state annoiando in ufficio? battete la noia in modo intelligente e costruttivo accettando una di queste sfide.

SFIDE DA 1 PUNTO

1) Fai un giro dell'ufficio di corsa alla massima velocita'.

2) Ignora le prime cinque persone che ti dicono buongiorno.

3) Porta la tua tastiera da un collega e chiedi "Vuoi fare cambio?".

4) Per un'ora, rivolgiti a chiunque ti parli come se si chiamasse Bob".

SFIDE DA 3 PUNTI

1) Lascia la cerniera dei pantaloni aperta finche' qualcuno te lo fa notare e digli "Mi spiace, la preferisco cosi'".

2) Cammina lateralmente fino alla fotocopiatrice.

3) Di' al tuo capo "Mi piace il tuo stile" e sparagli con le dita a pistola.

SFIDE DA 5 PUNTI

1) Inginocchiati di fronte alla macchinetta del caffe' e bevi a canna.

2) Alla fine di un incontro di lavoro, suggerisci che sarebbe bello, per una volta, concludere cantando l'inno nazionale (3 punti extra se davvero inizi a cantare).

3) Ripetere la seguente conversazione per 10 volte con la stessa persona: "L'hai sentito? Cosa? Non importa, e' sparito adesso".

4) Entra nell'ufficio di qualcuno che non conosci e, mentre ti guardano con crescente irritazione, accendi e spegni la luce per 10 volte.

Dopo i consigli per l'ufficio ... ecco quelli per il Supermercato ...

1) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli degli altri clienti mentre non guardano.

2) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a intervalli di 5 minuti.

3) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del bagno.

4) Avvicinati a un impiegato e digli con tono serio: "codice 3 nel reparto casa". E osserva la sua reazione.

5) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti puo' aiutare, inizia a piangere e chiedile "Perche' non mi lasciate in pace?".

6) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre peschi nel tuo naso.

7) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa dove sono gli antidepressivi. Vai in giro per il supermercato con aria

sospettosa mentre fischietti la musica di Mission Impossible.

9) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare un'occhiata, di' a voce bassa "prendimi, prendimi".

10) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione fetale e grida "ancora quelle voci!! ancora quelle voci!!".

11) Entra in un camerino e grida a voce alta: "Hey! Non c'e' carta!!!!"

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sabato, 22 novembre 2003

 

Eppoi sammucchiano

Arriverò probabilmente dopo moltissimi altri, ma non posso fare a meno di segnalare il sito con le "recinzioni" di Johnny Palomba, il più grande, vero e sincero critico cinematografico che questo paese abbia mai avuto, altro che Gianluigi Rondi e quella roba lì. Qui ci sono i grandi classici del cinema mondiale, qui film più recenti, qui le ultime novità. Oh, non ci crederete ma è l'unico che è riuscito in poche righe a spiegarmi lucidamente Matrix Reloaded (sottotitolo con dedica per il regista : "la profezia che sempre ciazzecca me disse : invece der cinema fatte nagrattachecca". commento finale : "io conosco uno che se fà chiamà leletto chepperò è bassetto brutto pelato e ride sempre. che cazzo seride?"), per cui potete capire come io attenda con ansia la sua recinzione di Matrix Revolutions. Riporto qui di seguito la spiegazione del processo cultural-semantico che ha portato il Palomba a dispiegare la sua arte a favore di tutti noi cinefili. Da non perdere. "Recinzioni è tipo un spece de rumbrica, una sorte de come che scriverei unarticolo popo sur giornale. infatti dii firm che mesò visto dentro der cinema stesso e che poi io umpò critico e umpò che mesò piaciuti e anche umpò io scrivo queste recinzioni. infatti poi morte vorte me suscitano de fuori molte cose de riflessive che popo ircinema fa penzare anche co certi esempi che sono capitati nella vita di me ma soprattutto quarche vorta a mio cuggino. anche a mizzio" 

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9/11 Memorial

Sono stati presentati gli 8 progetti finalisti per il memorial che renderà onore alle vittime dell'undici settembre. Sono esposti al Winter Garden, originariamente sotto le torri gemelle e oggi ricostruito a ridosso di Ground Zero. I progetti si possono vedere qui. Il mio preferito è questo.

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Flaiano docet

Ennio Flaiano diceva : "In Italia la linea più breve tra due punti è un arabesco". Così, quando ho visto quest'immagine (grazie a Leibniz) ho pensato fosse la rappresentazione del lineare ragionamento che ti arriva in faccia quando chiedi ad un pacifinto italico stile Strada o Diliberto o qualche blogger baronetto o leonardesco nostrano di spiegare che non essendo pro Saddam si sarebbe battuto per liberare l'Iraq ma senza la violenza imperialista di Bush. Oh, ero proprio convinto, sarebbe stato geniale (mancava qualche specchio su cui arrampicarsi e produrre rumore di unghie che grattano, ma vabbè). Invece macchè, è la metropolitana di Londra.

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Emma for Iraq

Raccolgo da ILA l'iniziativa di testimoniare il mio personale entusiasmo per l'ipotesi di candidare Emma Bonino all'ufficio di rappresentante dell'ONU in Iraq. Se c'è qualcuno che può aiutare l'ONU a capire cosa dovrebbe essere l'Iraq, e aiutare l'Iraq a capire cosa dovrebbe essere l'ONU, questa è Emma. La migliore. Si consiglia vivamente di riprendere l'iniziativa e dire la propria sui rispettivi blogs.

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venerdì, 21 novembre 2003

 

Eccoci qua

Se fossi presuntuoso come alcune blogstar che conosco io, direi che "ho bucato tutte le ultime notizie", manco ci fosse sempre l'obbligo di dire e diffondere la mia su tutto. Tra sabine guzzanti, autobombe in Turchia, case bianche evacuate, altre vittime in Iraq, manifestazioni inglesi in cui il numero di partecipanti denunciati dagli organizzatori praticamente equivale a quello affermato dalle forze dell'ordine (qui da noi i manifestanti si dichiarano sempre 5 volte tanto) ... il mondo corre, e io non so stargli dietro. Non riesco più nemmeno a leggermi gli articoli segnalati dai magnifici bloggers che sono ormai la mia rassegna stampa mondiale : me li stampo e stanno lì, insieme a magazines fino a 3 settimane fa, una quindicina di libri che chissà quando leggerò, mensili che risalgono a settembre. Panta rei, e io gli corro in coda con la sensazione di dover rinunciare alla fine a qualcosa. Ho già smesso la mia decennale collezione di film che mi piacevano, in vhs : troppo complicato, mi sarò fermato a 500 films ma ormai nunjafò. E insomma, dicevo : non ho scritto quasi nulla, per fortuna (non c'erano dubbi) i blogs che leggo qui linkati a sinistra lo hanno fatto meglio di me con le argomentazioni più giuste e fantasticamente sostenute. E poi ieri era un giorno speciale : capisco che di fare festa non c'era in giro una gran voglia, ma io ho compiuto 10 anni con il capo, e ho continuato per tutto il giorno a chiedermi cosa avrò mai fatto di meraviglioso nella mia precedente vita per meritarmi lei in questa. Sono stati, come diceva Renatino, i migliori anni della mia vita. A lei, che non legge questo blog per sua e mia scelta, dico grazie di tutto. Lei non ci crede, ma mi ha salvato la vita e l'esistenza essendo com'è e amandomi come fa. Lo so che sono mieloso, ma provate voi a dividere la vostra vita per 10 anni con la persona migliore che c'è al mondo e poi state lì a fare i duri. A volte si può, ma in fondo si sa che io sono una vecchia zia ...

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mercoledì, 19 novembre 2003

 

Esportare l'America

Com'è ovvio, e gradito, e naturale, anche io mi associo alla promozione (senza che peraltro ce ne sia bisogno ai fini del sicuro futuro successo) del libro di Christian Rocca, "Esportare l'America - la rivoluzione democratica dei neoconservatori". Per un neocone come me, non faccio fatica ad affermare che si tratti di un volume importante. Lo regalerò a Natale a tutti gli amici ai quali non sai mai cosa donare. Per un natale neocone : grazie e complimenti a Christian Rocca. Molto bene.

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Segnalazione

Mi permetto di segnalare questo blog ed in particolare questo post sulle ipocrisie che risiedono negli autoincaprettamenti pacifisti, che mi sembra davvero notevole. Io lo leggo da un po', e lo consiglio vivamente. Lo consiglio a coloro che apprezzano quello che leggono qui ; e a coloro che non le apprezzano, lo consiglio ancora di più. Perchè non solo ci sono scritte cose sagge, e con una prosa giustamente convincente ; ma anche perchè quando ci si mette, anche Alessio non lesina le righe per dispiegare il suo ragionamento. Eccheddiamine : son 30 anni che Scalfari ci ammorba con articolesse da 30000 battute a botta, e qualche volta lasciate argomentare pure noi (Pappalardo style).

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Giù le mani dalla valorosa resistenza antimperialista irachena ...

No, non sono impazzito. Il titolo vorrebbe essere ironico ... ma non è facile fare dell'ironia su quanto scritto da alcune parti. Ce lo racconta con proverbiale perfezione Massimi Sistemi, con un altro di quei post che spiegano benissimo, con tanto di link ed email, quanto in basso siano arrivate le indegnità di certa gente. Sottoscrivo tutto del post di MS : tono tranquillo ma deciso ; capacità di chiarire a chi si rivolge, per evitare di dare possibilità di essere strumentalizzato ; lucidità dell'analisi. Da leggere e diffondere.

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sabato, 15 novembre 2003

 

L’isola dei pacifisti

Sulla scorta del grande successo ottenuto nel nostro paese da “L’isola dei famosi”, sono annunciati com’è logico nuovi reality show di particolare crudezza che possano solleticare gli istinti così bene toccati dal programma di Simona Ventura. Lo share richiede emozioni forti, sangue, affetti familiari, e per fare ascolto si deve mettere a dura prova la resistenza di ognuno. Più si eccede su questa direzione, meglio è. Bene.

Come tutti, anch’io ho avuto la mia ideuzza … certo, si spalma su un periodo un po’ lunghetto, ma d’altronde se il programma funziona (e questo funzionerebbe, eccome …) perché chiuderlo ?

Il format si chiama “L’isola dei pacifisti”. Si prendono una ventina di personaggi, alcuni famosi altri no, tutti accomunati da un elemento : se nell’isola ufficiale erano personaggi poco noti in cerca di un aumento della loro popolarità, qui sarà la loro assoluta contrarietà alla guerra senza se e senza ma, lo spiccato antiamericanismo che li contraddistingue e la ipocrita negazione di quest’ultima caratteristica, peraltro evidente. Insomma, il pacifismo di oggi. Così ad occhio tra gli isolati io infilerei : Oliviero Diliberto, Fausto Bertinotti, Luca Casarini, Gino Strada, Vittorio Agnoletto, Gianluca Neri, il Baron d’El del blog “Occidente”, Leonardo del blog omonimo, Carlo del blog “Brodo Primordiale”, Lia del blog “Haramlik”, Michele Santoro, Don Vitaliano, Carlo Gubitosa ideatore di “Peacelink”, Riccardo Barenghi, Francesco Rutelli, Sergio Cofferati, Nanni Moretti, Giuseppe Genna, Alfonso Pecoraro Scanio, Armando Cossutta. Scelti i nomi, la prima differenza con l’isola dei famosi : questa volta non decidono di andare sull’isola, ce li si manda per forza, un giorno, così, senza che loro ne sappiano nulla. Li si preleva brutalmente e li si deporta su quest’isola, con il loro squallido zainetto (da manifestazione) nel quale si è preventivamente inserito una bandiera della pace, una bandiera con la falce e martello, un cd di Jovanotti, un libro di Noam Chomski, un libro di Naomi Klein, una maglietta col Che, una Kefiah. Dopodiché, li si lascia lì. Per trent’anni. Nell’isola la vita quotidiana è sotto una rigidissima tirannia di un signore di bassa statura, pochi capelli, scarpe coi tacchi, doppiopetto, fare fintamente cordiale, barzelletta facile, sorriso perenne : Berlusconi. Il despota ha potere di vita o di morte su tutti gli abitanti dell’isola, e lo esercita in maniera con particolare cattiveria che gli provoca un innegabile piacere. Gli involontari sudditi di questa isola, perfettamente accettata dalla comunità internazionale che non ha interesse ad indagare circa quanto avviene al suo interno (ah, l’articolo 2 della carta ONU …), sono sottoposti nel corso di trenta lunghi anni a torture varie. Ogni tanto ad alcuni di loro vengono mozzate parti di lingua. Negli anni si sono fatti una famiglia (c’è una donna, fra di loro …), ma ogni tanto il tiranno – per motivi tutti suoi, chessò una sconfitta del Milan in coppa – ammazza qualche ragazzino seppellendolo vivo davanti agli occhi dei suoi cari oppure gassandolo senza troppe preoccupazioni : alla fine, quando sparisce un familiare quasi ci si augura che abbia avuto una morte breve, anziché una lunga agonia alla mercé dei sanguinari aiutanti del capo. Non appena il despota si rende conto che i simboli che li accomunano potrebbero essere pericolosi, li sequestra e li brucia tutti, tranne la bandiera della pace che tutto sommato a lui fa comodo e dunque la lascia. Naturalmente non esistono collegamenti con l’esterno, perché non sia mai che si debba permettere ai deportati di conoscere cosa accade nel resto del mondo o, figuriamoci, turbare il sonno delle anime belle. Tra i naufraghi qualcuno accenna una protesta per il manifesto monopolio dell’informazione nell’isola, e per il conflitto d’interessi : ma mal glie ne incoglie, perché lo frustano sulla pubblica piazza per mostrare cosa succede a chi esprime il proprio dissenso. L’odioso duce pelato, che naturalmente e giustamente loro hanno imparato presto a detestare, uccide tutti coloro che anche solo lo guardano storto o non rispettano i suoi figli, Piersilvio e Marina, che sfruttano le naturali ricchezze dell’isola per farsi gli affari loro mentre i sudditi vivono tra gli stenti e mangiano una volta al giorno quando va bene. Nasce tra i venti nel corso degli anni l’impeto di fare quello che sanno fare meglio, protestare, ma alla prima manifestazione che organizzano il despota non è che neghi la diretta televisiva, anzi la autorizza per poi permettere a tutti gli altri di assistere alle torture con elettrodi applicati ai testicoli e bruciature varie alle quali sono sottoposti i contrari alla tirannia, che ben presto imparano a chinare la testa volenti o nolenti. Qualcuno prova a parlare di disobbedienza, e gli vengono mozzate le braccia. Qualcun altro chiede più libertà, e gli vengono tagliate le gambe. C’è chi chiede libere elezioni, e scompare misteriosamente tornando poi barcollando con evidenti tracce di tortura. I bloggers chiedono almeno una connessione internet, e vengono loro asportate le dita e gli occhi. Il dittatore inocula tra di loro il virus della religione che fa facile presa tra i più deboli, ai quali vengono mostrate le orrende sofferenze dei loro bambini sostenendo che la colpa di ciò che capita risiede in terre lontane e popolate da infedeli, che vogliono andare contro il verbo del profeta Galliani, che sul libro sacro ha scritto che la religione dell’isola trionferà, anche a costo della vita dei suoi abitanti. E loro, disperati e facili prede dell’ideologia che già prima di partire aveva fatto presa tra e su di essi, abboccano. Gli anni passano, lo spirito combattente degli isolati invecchia messo a dura prova dalla totale mancanza di democrazia e libertà, nulla ma proprio nulla sembra far credere loro che mai potrà finire la loro triste vicenda, e che il destino ed il silenzio della comunità internazionale li abbiano abbandonati alle loro sofferenze. Anzi, alcuni di loro sono passati nelle file del despota, e comandano con arroganza sulla pelle di coloro che, pur non potendo manifestare la propria opposizione pena torture e morte, continuano a mantenere dentro di loro un barlume di speranza di democrazia, senza appiglio che non sia la naturale propensione dell’uomo alla libertà. Poi un bel giorno (ricordiamo che nessuno dell’isola aveva alcuna possibilità di sapere cosa accade nel mondo esterno se non grazie all’informazione ammaestrata dal nano pelato che loro tanto detestano), ecco che arriva un contingente di truppe che combatte per scacciare il tiranno ed i suoi uomini, uccide i suoi figli e ne mostra i corpi per dimostrare che è vero, rende latitante in uno dei suoi bunker il tiranno ed i suoi fidati Apicella e dà loro la caccia per poterlo rendere finalmente innocuo, tenta di scalfire democraticamente la normale diffidenza degli isolati dopo trent’anni in cui al minimo cenno di dissenso sono sempre seguite bastonate e fustigate, quando è andata bene. La guerriglia di coloro che avevano ai tempi del despota il potere di vita e di morte sui poveri nostri eroi è feroce, anche perché sanno che se si arrendono dovranno pagare per tre decenni di orrende torture e massacri … i nostri eroi riprendono fiducia, all’inizio increduli, poi alimentando quella fiammella di speranza per un ritorno lento ma costante alla democrazia e alla libertà.

A questo punto, c’è il collegamento con l’isola, in diretta. Share del 100 %. Il gioco è molto semplice, ma il finale è crudele quanto ciò che lo ha preceduto. Vince chi si schiera per mandare via chi sta dando la caccia al tiranno di trent’anni di sevizie, omicidi, orrende pratiche che fanno disonore al genere umano. Per vincere il gioco si dovrà urlare in faccia ai soldati venuti a riportare democrazia che sono degli imperialisti invasori, che i loro compagni morti nell’intento se la sono cercata, e che se ne devono tornare da dove sono venuti per lasciare che le cose riprendano com’erano prima. Vince chi sostiene che i liberatori non dovevano usare la violenza per cacciare gli accoliti del dittatore - lacchè spietati armati fino ai denti e pronti a tutto, anche ad usare le armi che avevano già dimostrato di avere e di non aver problemi ad usare, le armi chimiche – ma dovevano farlo “con la politica”, grazie alla comunità internazionale che non aveva mai fatto nulla per loro. Vince chi ringrazia le grandi manifestazioni che nel resto del mondo ricco e comodo sbraitano slogan contro chi sta morendo per cacciare il loro dittatore, facendo spallucce quando si chiede loro un’alternativa concreta e pacifica per migliorare la vita di chi erano sotto il tacco del genocida. Vince chi si compiace del fatto che lontano da lì c’è gente che sta organizzando una colletta per foraggiare i superstiti del vecchio regime (che non mancano di denaro, accumulato per decenni rubando le risorse che sarebbero dovute essere destinate al benessere dei nostri eroi), asserragliati in una zona dell’isola da dove ammazzano tutto ciò che trovano a tiro, e che li chiama “la resistenza antimperialista” e si batte affinché tutto torni come prima, ed il despota possa tornare al potere. Vince chi fa tutto questo brandendo la logora bandiera della pace che da trent’anni lo accompagna, che è l’unica cosa rimasta a ricordargli un mondo che non c’è più, un’ideale di libertà e di giustizia che è morto perché ucciso dall’impunità dei suoi torturatori, che si sono fatti gioco di quella bandiera che esprime uno splendido concetto universale strumentalizzandola approfittando di come è stata usata per permettere allo status quo di rimanere intatto col suo corollario di omicidi e stupri. Vince chi farà di tutto affinché i suoi liberatori se ne vadano, per promettere di non tornare mai più, bastardi kattivoni imperialisti che non sono altro.

Non vincerà nessuno, se questo è il modo in cui si vince questo gioco. Nessuno avrà il coraggio di fare ciò che è cinicamente richiesto dalle stupide regole dell’ipocrisia di chi si esercita nell’inventarsi idiozie pur di non accettare la realtà. Tutto regolare, nessun vincitore tra i 20 dell’isola dei pacifisti : si sapeva dall’inizio che sono tutti perdenti.

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venerdì, 14 novembre 2003

 

Se c’è qualcuno in grado di dimostrare che si tratta di un falso è il benvenuto

Il titolo di questo post è di Enzo di 1972, come pure dal suo blog arriva il link. Davvero, se c'è qualcuno in grado di dimostrare che si tratta di un falso, è il benvenuto. Perchè abbiamo letto di queste cose, ne abbiamo sentito parlare, ce le hanno descritte quei pochi che, a mio giudizio, fanno un'informazione non indecente. Però vederle racchiuse in 6 minuti di totale follia è un pugno nello stomaco al quale non ci si può preparare. E a me viene da dire che spero che qualcuno mi dimostri che si tratta di un falso, ma che se si tratta - come temo - di materiale vero chiunque voglia guardarsi allo specchio la mattina quando si sveglia lo dovrebbe diffondere, accludendo il titolo di questo post.

Per stomaci forti, qui www.isratv.com/video/filmpmwadsl.asx

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Ecco, proprio così

Oggi Il Griso va letto e riletto. E' un post di quelli che in futuro mi capiterà di cercare, chiedendomi dove fosse perchè andrà linkato di risposta a qualche personaggio poco ma molto poco nobile la cui mamma è sempre incinta, perchè è una baldracca. Non sia mai che certi imbecilli capiscano che potrebbero avere ragione a vomitare fango sul sangue di nostri fratelli molto, ma molto migliori di gentaccia stile indymedia, oltre che di me che devo a coloro che mi rappresentano là e qua e a Genova il mio rispetto e la mia gratitudine. Se guerra dialettica deve essere, allora che guerra sia, non c'è problema e non c'è paura. Qui non ci sarà appeasement con questi nuovi nazistelli di sinistra, ai quali la mamma (la baldracca sempre incinta di cui sopra) probabilmente avrebbe fatto bene a dare qualche libro e qualche scapaccione in più. E poi si dicono pacifisti.

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mercoledì, 12 novembre 2003

 

Onore, rispetto, commozione per i carabinieri ed i soldati caduti a Nassyria

Sono abituato a sentire raccontare quanto di buono costituiscano i carabinieri in questo paese : mio nonno era uno di loro, e non ho mai nemmeno una volta viste smentite le belle cose sull'onore che mi raccontava quand'era ancora vivo. Il mio cuore è gonfio di tristezza. Ma questa non è una notizia. Ci sono personaggi pubblici, come Diliberto e Bertinotti e Pecoraro Scanio che non hanno perso l'occasione ghiotta per dimostrare tutto ciò che coloro che contestano la definizione "comunista" non vogliono capire : questa gente E' comunista, e non si può fare o dire nulla per smentirli. Chiedersi perché sono morti 18 connazionali che stavano facendo il loro dovere e rappresentare tutti noi, significa fare calcoli sulla pelle dei migliori di noi, che non ci sono più : Diliberto sa benissimo che i nostri uomini sono lì per difendere e far crescere quei semi democratici che porteranno quel paese a poter garantire, un giorno, democrazia e libertà ai suoi cittadini, che da trent'anni non sanno nemmeno cosa significhino questi due termini. E' una notizia che questa triade di soggetti inqualificabili abbia una volta di più dimostrato quanto sono beceri ? No, direi proprio di no. Allora, forse, è una notizia che su indymedia, come si evince dai link che con puntualità segnala Il Griso, ci siano scritte le cose più irriguardose che esseri umani abbiano potuto scrivere, al pari se non superiori alle tesi naziste alla base di milioni di morti e di aberranti esperimenti ? No, nemmeno questa è una notizia. E con franchezza, neppure il post dell'imbecille di turno su gnueconomy è una notizia ... un figuro indegno che ha riferito condividendole parole che mi fanno sperare ci sia un karma, o per lo meno un aldilà : perché se c'è, uno o l'altro, prima o poi e speriamo al più presto lui e gli stronzetti di indymedia e i loro omologhi in parlamento si renderanno conto di dover soffrire tanto. E oggi io glielo auguro, perché i limiti sono stati passati. Tutte queste non sono notizie, ma penose routine riguardanti esseri che suscitano istinti primordiali, e che fanno davvero prudere le mani.
Ma allora, qual è la notizia ? 18 ragazzi non ci sono più, perché il loro mestiere era duro e difficile, e pericoloso e prestigioso, e necessitava coraggio e sprezzo del pericolo, attenzione ed orgoglio, e amore per la libertà. Questo li accomuna con coloro, americani e inglesi, che hanno perso la vita fino ad ora per liberare un paese che ci è lontano, nel quale c'è gente che ci è fortemente ostile, e sembra così strano alle mamme italiane che i nostri ragazzi siano morti per qualcosa di così sideralmente distante. Perché siamo un popolo occidentale e per questo "infedele" ; perché facciamo parte della NATO ; perché siamo alleati con gli Stati Uniti ; perché la stragrande maggioranza degli italiani si dichiara di religione cattolica ; perché crediamo, con i nostri pochi alti e molti bassi, nella libertà e nella democrazia ; perché la maggioranza di noi si indigna ancora quando sente parlare di trecentomila cadaveri nelle fosse comuni oggi, nel 2003 ; perché il terrorismo internazionale è gestito da anarchici ricchi che sfruttano disperati poverissimi e fa sponda su occidentali pacifisti idioti che si sentono in colpa perché qui non si infibulano le ragazzine e ogni marito ha una sola moglie e non quattro ; perché prendersi le proprie responsabilità non è mai facile, né allegro, e la cosa più semplice e codarda sarebbe stare a guardare mentre esseri umani come noi semplicemente non godono di alcun diritto, e noi ci lamentiamo di quello che ci taglia la strada : per tutte queste cose ed altre ancora, i nostri carabinieri ed i nostri soldati sono morti. Non è piaciuto, non piace, non piacerà ... e tanti sono quelli che hanno cercato, cercano e cercheranno di confutarlo con una stretta di spalle : ma la verità è che l'Italia è in guerra dall'11 settembre 2001. La notizia è che oggi il nostro paese se ne è accorto.



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Solidarietà

Oggi alcuni dei migliori nostri concittadini hanno perso la vita nell'adempimento del loro dovere, che è quello di difenderci e rappresentarci in Italia e all'estero. Nella speranza che nessuno si permetta di infangare la loro memoria con strumentalizzazioni più che mai fuori luogo, in questo piccolo blog si ha grande solidarietà e rispetto per i caduti italiani, molti dei quali appartenente all'arma dei Carabinieri, istituzione più di altre da sempre nel mio cuore. Oggi è un giorno molto triste.

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Un grazie al Griso

Un grazie al Griso per questo. Non è un buon momento per me, direi proprio per niente. Così, un amico che del tutto sinceramente scrive cose al tuo fianco è cosa ancora più gradita del solito. Tra l'altro, credo che abbia ragione dall'inizio alla fine. Grazie Giampaolo. Sono tra quelli che non si spostano quando fai stage diving. Siamo in parecchi, ne sono certo.

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martedì, 11 novembre 2003

 

ASPENIA intervista Emma Bonino

L'ONU che serve : la Comunità delle Democrazie

"...una ONU riformata: per entrare a farne parte e per rimanere membro, un Paese dovrà rispettare gli impegni internazionali previsti dalla Carta delle Nazioni Unite, dalla Dichiarazione universale sui diritti umani, dalla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici".


Un post di Mixumb delle 14:32 · commenti (10)

 

Stasera non perdete Otto e Mezzo su La7

Questa sera gli ospiti della trasmissione Otto e mezzo, in onda su La 7 alle 20.30, saranno Umar Khambiev, Margherita Boniver, Luca Sofri e Daniele Capezzone. Chi vuol conoscere la realtà della guerra in Cecenia è vivamente consigliato di non perderlo. Otto e Mezzo si conferma di gran lunga la migliore trasmissione di approfondimento politico del panorama mediatico italiano.

Un post di Mixumb delle 11:26 · commenti (3)

 

Veteran's day

Oggi si celebra il Veteran's day, a 50 anni esatti dalla fine della guerra di Corea. La cerimonia si terrà a New York dalle 10.15 di questa mattina, mentre ale 11.05 inizierà la parata dalla ventitreesima e quinta e salirà lungo quest'ultima fino alla cinquantaseiesima. Con lo spirito sono con voi.

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sabato, 08 novembre 2003

 

Sulla Cecenia : speriamo che la figuraccia serva almeno a qualcosa

Oltre a confermare pedissequamente quanto cioccolataia sia la classe politica di questo paese, speriamo che la figuraccia (ma proprio accia accia ... molto, molto brutta e indifendibile) serva a riportare al centro del dibattito italiano ed europeo e mondiale il massacro ceceno. Tutti, nessuno escluso, da maggioranza ed opposizione italiana all'UE, dall'ONU agli USA, se ne sono allegramente infischiati di questo dramma, felici di fare affari con quella faccia di Putin che dietro al sorrisetto ne sta massacrando a centinaia di migliaia, di civili innocenti. Il partito radicale transnazionale e i radicali italiani ne parlano, nel silenzio assordante di tutti gli altri, da tempo. Nessuno disse nulla quando fu ucciso Antonio Russo, l'inviato di radio radicale (e di chi, sennò ?) che pervicacemente era rimasto l'unico giornalista occidentale a raccontare quelle orrende dimostrazioni di crudeltà. Oggi su Libero c'è un'intervista a Daniele Capezzone che riassume perfettamente la recente storia di questa vicenda, dal referendum farsa dove votarono anche i soldati russi occupanti (a proposito di occupazione : dove siete, filopalestinesi antiisraeliani che vi riempite la bocca di parole come occupazione e rivendicazioni legittime ?) al totale silenzio che ha seguito la visita del ministro della sanità del governo ceceno regolarmente eletto nel 1997, il dirigente del partito radicale transnazionale Oumar Khambiev (i radicali gli permisero di parlare all'ONU, col risultato che la Russia fece una campagna per togliere loro lo status di ong con poteri consultivi presso le Nazioni Unite : battaglia vinta dai radicali, nel nome del popolo ceceno), che sarà nuovamente in Italia domani e lunedì per intervenire alla conferenza pubblica "Cecenia, genocidio in corso", che si terrà a Torino, e poi per tutta la settimana per incontri pubblici in tutto il paese. Qui trovate il rapporto del 2000 di Human Rights Watch sulla Cecenia, le presunte leggende. Qui un libro che non si deve perdere per conoscere la drammatica storia cecena, con prefazione di Olivier Dupuis.

Ora ci auguriamo che il centrodestra prenda coscienza della mostruosità della posizione presa dal suo leader, che sta degnamente concludendo un fallimentare semestre di presidenza europea (per carità di patria faremo finta di non considerare l'enorme scemenza dimostrata sulla questione moratoria sulla pena di morte, e ci limiteremo ad augurarci che qualcun altro più intelligente del nostro primo ministro la sollevi in assemblea generale dell'ONU). Ci auguriamo anche che il centrosinistra pacifista smetta di ctalogare di serie b coloro che in tutto il mondo subiscono massacri e ingiustizie anche quando gli USA non c'entrano, e organizzi a difesa del popolo ceceno quella "enorme manifestazione" che Adriano Sofri chiese qualche mese fa, purtroppo rimanendo inascoltato, ennesima dimostrazione di quanto ipocrita sia il pacifismo nostrano. Avanti, avete modo per una volta di dimostrarvi migliori di come appariate. E a proposito di Sofri, anche oggi la sua piccola posta si occupa di Cecenia. "Per due giorni ho lamentato che non si parlasse di Cecenia, giovedì Berlusconi ne ha parlato. Guardavo la televisione : l'ho visto stringere protettivamente il braccio di Putin e anticiparne la risposta. E poi attirare su di sè e sull'Italia il disonore".

Un post di Mixumb delle 08:51 · commenti (14)

venerdì, 07 novembre 2003

 

Poem for computer users over 50

A Computer was something on TV
From a science fiction show of note
A Window was something you hated to clean
And a Ram was the father of a goat

Meg was the name of a girlfriend
And Gig was a job for the nights
Now they all mean different things
And that really Mega Bytes

An Application was for employment
A program was a TV show
A Cursor used a profanity
A Keyboard was a Piano

A Memory was something that you lost with age
A CD was a bank account
And if you has a 3-inch floppy
You hoped nobody found out

Compress was something you did to the garbage
Not something you did to a file
And if you Unzipped anything in public
You'd be in jail for a while

Log on was adding wood to the fire
Hard Drive was a long trip on the road
A Mouse Pad was where a mouse lived
And a Backup happened to your commode

Cut you did with a pocket knife
Paste you did with glue
A Web was a spider's home
And a Virus was the flu

I guess I'll stick to my pad and pen
And the Memory in my head
I hear nobody's been killed in a Computer crash
But when it happens they wish they were dead

E per finire, sia che siano vere, sia che non lo siano, due geniali frasette prese da una raccolta interna alle Nazioni Unite. Frase più stupida scritta su un curriculum : "References : none. I've left a path of destruction behind me". Frase più cattiva scritta su una valuitazione di qualcuno : "This employee should go far, and the sooner he starts, the better"

























Un post di Mixumb delle 21:50 · commenti (3)

 

L'economia americana vola, qui in Europa si va avanti a quattro zampe

Ci risiamo. L'ha rifatto. Enzo di 1972 ha di nuovo scritto un post perfetto con tanto di 5 diversi links a supporto. Stavolta il tema è l'economia americana, che ha ripreso la sua corsa alla faccia degli antiamericani invidiosi che tanto sanno che approfitteranno del ruolo di locomotiva che da sempre gli USA svolgono nei confronti di tutti, alleati (ma ci possiamo chiamare alleati qui ?) in primis. Grazie a Enzo, come sempre.

Un post di Mixumb delle 11:56 · commenti (3)

 

«Il problema non è la religione né la cultura, sono i leader e le loro politiche»

Il discorso di Bush sul Medio Oriente. La miglior risposta a tante idiozie antiamericane. Si rassegnassero i cinici pacifinti europeisti dalla critica facile sulla pelle degli altri, questo è il futuro presidente degli Stati Uniti fino al 2008. E dopo, sotto con Condy per 8 more years.

Un post di Mixumb delle 10:51 · commenti (4)

 

Graffiti sui muri della storia

Noi del Jewish World Review non siamo portati all'iperbole. Per cui quando diciamo che questo articolo e uno dei piu' importanti scritti sul nuovo antisemitismo, vogliamo dire proprio quello. Se hai a cuore l'Ebraismo, o sei semplicemente un amico di Israele, leggilo. E poi usa l'email forward. This should serve as a wake-up call!

dal grande Paolo di I love America

Tutti gli "ismi" sono anacronismi, dice un motto inglese. Ebbene, non proprio. Nel ventesimo secolo il fascismo ha fatto la sua apparizione ed e' scomparso. Il comunismo ha fatto la sua apparizione ed e' scomparso. Il socialismo pure. Ma oggi diversi virulenti "ismi" coabitano ancora il mondo. Fra i piu' perniciosi abbiamo un atavico antisemitismo e la sua versione di questo secolo : l'anti-sionismo. Questi "ismi" sono graffiti sul muro della storia, emblemi di veleno puro ancora potente, evidenziato, recentemente, dalle parole del primo ministro della Malesia Mahathir Mohamad : "Oggi gli ebrei governano il mondo per interposta persona. Mandano gli altri a combattere e a morire per loro".

Il seguito,
qui su I love America. Da leggere per intero.



Un post di Mixumb delle 08:25 · commenti

giovedì, 06 novembre 2003

 

Mi manda Guia. Ovvero : I got five on it

Attenzione : intemerata rozza.

Non era facile. Nossignori. Dopo gli epici scontri Guia Soncini vs. blogger segaioli risentiti, le acque sembravano essersi placate. Fior fiori di bloggers autoreferenziali con la citazione facile erano appena usciti da un violento alterco, affrontato da almeno sette piedistalli messi uno sopra l'altro, con la Guia nazionale, la nostra preferita, quella che scrive sul nostro giornale preferito, che è ovviamente quello che loro detestano, oppure virgolette è buono per incartare le uova virgolette, oppure virgolette sopravvive solo grazie alle sovvenzioni dello stato virgolette (e invece gli altri no. oggi s'è saputo che i debiti di grissino Fassino se li accollerà Angelucci, che è l'editore di Libero e che già una volta - meritoriamente - diede una bella salvata all'unità, peraltro venendo lautamente ricompensato in seguito). Insomma dicevamo, si erano appena sopiti gli echi di una bella discussione come qui nella blogsfera (mamma mamma, ho scritto blogsfera !) avviene spesso, che ecco l'irrefrenabile segaiolità di magna parte degli indomiti gurus (è plurale) non ti va a superare a destra senza freccia a fari spenti la Guia e ad ammazzare (di pippe ...) il server del prestigioso gnueconomy awards ? Ora, signori, nemmeno Michael Crichton, Wilbur Smith, Stephen King e Tony Renis (è d'attualità, io ce lo ficco in mezzo) messi insieme avrebbero potuto ideare un così avvincente finale. Manco fossero un incrocio tra Communardo Niccolai ed il mitico Cesarini, i nostri segaiols by heart ti vanno ad intasare la pagina che il guru dei guru mr. gnu ha messo su per i suoi premi, nel ragionevole auspicio che prima o poi diventi famoso e qualcuno se lo caghi per davvero (è triste avere un grande futuro alle spalle. è meglio non avere nulla di grande alle spalle. e così abbiamo sistemato anche i politically correct). Quello, per intenderci, del "ho visto la trentasettesima puntata della quarantanovesima serie di 24, che Schifer Sutherland ancora non l'ha girata ma io già ce l'ho grazie al fatto che me la sogno di notte e voi merdacce siete ancora con rete 4" ... quello del "ho provato il brum della uhm che ha un buc nella gum con i feed rss ptt ccd uantutrì e però coll'ipod portatile puoi mandare un'email al tuo urologo dei danni creati da troppo bloggare e poi lui ti manda un fax che stampa direttamente sull'etichetta del prodotto che ti devi spalmare in faccia con l'ausilio del perverso e-farmacista" ... quello lì. Quello, perchè sennò non si capisce e invece così si capisce, del "è diventato un marchio registrato", del "non sopporto gli anniversari" e dell'immancabile "se la sono cercata" dopo l'11 settembre. Sissì. Infame e miserrima carognata che grida vendetta (ve l'avevo detto, intemerata rozza). E allora, quale migliore e più mirabolante prova della segaiolità del blogger ? Mica una volta : è andato giù (se fosse serio da oggi si chiamerebbe giù economy) ben due volte, con tanto di sigh e sob dopo gli hurrah per aver risistemato il giochetto, e gente che incazzata protestava perchè gli era sparita la categoria, e avevo preso 100 voti, e mò faccio ricorso al tar, e nongiocopiùmenevado, e dov'è finita la mia nominescion, e ho mandato un messaggio ma nessuno m'ha risposto. Ragazzi, non c'è niente da fare. Guia : sei. Bloggers : zero. Gioco partita e incontro ladies and gentlemen, raccattate le palle ormai sgonfie (a proposito di segaiolismo). In onda il manifesto della masturbazione bloggettara, su gnueconomy / sono di dada / no non lo sono / facciamo qualcosa / siamo stati i pionieri / il successo non mi ha cambiato / però spendo e spando comprando i divvudì di tutto ciò che mi capita a tiro. Bella figura.

P.S. Troppo facile ... v'ho visto, sapete. State pensando : eccolo là, questo gli rode perchè non era in nessuna categoria. Sbagliatissimo, amici e nemici vicini e lontani. Me rimbarza più di un bunjee jumping. Io il mio candidato ce l'avrei anche avuto, se me ne fosse fottuto qualcosa (o avesse fottuto qualcosa a lui, al mio amico Enzo di 1972) l'avrei anche votato ... ricordate : non sono un rosicone. Sono un neocone. E' diverso. Anzi, è il contrario.

UPDATE

Alle 20,10 del 7 novembre sono arrivati a 102 commenti, e non accennano a placarsi. Lo sapevo, a forza di pippe e contropippe adesso arriva l'onda anomala ... 

Un post di Mixumb delle 20:26 · commenti (4)

 

Questo è per quelli che sparlano di deficit di sicurezza a New York

Secondo l'FBI, nel 2002 New York è stata la più sicura tra le grandi città degli Stati Uniti, per intendersi quelle sopra il milione di abitanti. Crogiolo di razze, casa di più di centotrenta diverse etnie, centro del mondo : la cura Giuliani ha avuto l'effetto desiderato, e la città ha oggi il più basso tasso di criminalità dagli anni '60. Del resto, pur pagando ancora duramente le conseguenze dell'11 settembre e dell'antiamericanismo diffuso un po' ovunque e specialmente qui in Europa, la grande mela è stata visitata nel 2002 da più di 35 milioni di persone, di cui 5 milioni dall'estero ed i rimanenti dagli USA. E, oltre a ciò, rimane sempre il più bel posto del mondo. Oggi, poi, c'è motivo per festeggiare : riapre infatti la "Ten House" a Lower Manhattan, le due caserme del NYFD "Engine 10" e "Ladder 10" seriamente danneggiate dall'attentato al World Trade Center nel quale persero la vita, tra gli altri, 343 vigili del fuoco di New York, di cui 5 proprio in servizio presso la Ten House.

Un post di Mixumb delle 16:38 · commenti

 

E io che pensavo fosse qualche blogger nostrano ...

Il voyager I è arrivato ai confini del sistema solare. Ci ha messo 26 anni. Essendo americano, possiamo star certi che stia imperialisticamente pattugliando lo spazio alla ricerca di petrolio ... "E' l'oggetto creato dall'uomo che si e' spinto piu' lontano dalla Terra". E io che pensavo che questo primato andasse a qualche vecchia conoscenza segaiola antiamericana che blogga qui e là ... bè, comunque qualche collegamento ci deve essere. Per esempio : ora mi spiego il nome di battesimo di Leonard Nimoy alias il dr. Spock ...

Un post di Mixumb delle 15:58 · commenti (2)

mercoledì, 05 novembre 2003

 

E ha detto tutto

Dal Corriere della Sera di oggi.

Caro Mieli, perché meravigliarsi dei risultati del sondaggio «sul Paese che minaccia la pace»? La risposta mi sembra scontata ed è fondata. Se il sondaggio fosse stato commissionato nel 1939 la risposta sarebbe stata inequivoca: la Polonia.
Paolo Manfredi


Un post di Mixumb delle 17:30 · commenti (9)

martedì, 04 novembre 2003

 

Europa e Israele

Avevo intenzione di dire anch'io la mia, con grande ritardo, sull'esito del sondaggio europeo che ha visto il 59 % degli intervistati in rappresentanza della cittadinanza europea sostenere che al mondo Israele è il paese che più minaccia le speranze di pace mondiale. Ho letto molti commenti a questo proposito. Ce n'è uno che, con la lucidità e la sintesi che sono dono raro e che sempre ritrovo nelle sue analisi, mi ha convinto tanto dall'esimermi dal scrivere qualcosa che non vada al di là della mia personale e totale solidarietà con Israele e con il popolo israeliano, che si unisce alla censura per questo lato di europeismo che è quello che più mi fa rimpiangere di non far parte della comunità USA ma di stare qui. E' quello di Enzo, che gestisce il blog 1972, che qui linko e al quale va il mio personale, sincero ed affettuoso plauso.

Un post di Mixumb delle 14:41 · commenti (18)