martedì, 30 marzo 2004
Referendum anch'io : si, ci sto
Mentre noi ci gingilliamo con una legge liberticida che uccide la ricerca, negli Stati Uniti si sperimentano terapie anticancro grazie alle cellule staminali. Nei primi esperimenti fatti sui topi hanno funzionato per il 70 % dei casi.
Perchè in questo paese dobbiamo sempre stare a guardare gli altri che ci doppiano ? Contro questa legge da medioevo, i radicali raccoglieranno le firme per indire un referendum abrogativo. Se vi interessa, e non so come non possa interessarvi, tutte le informazioni le trovate qui. Io ci sto.
Un post di Mixumb delle
19:21
·
commenti (9)
Perchè il secolo americano - di Olivier Zunz
"Come si spiega la rapida ascesa degli Stati Uniti sulla scena economica e politica mondiale, in pochi decenni a cavallo tra Ottocento e Novecento ? Cosa ha reso possibile il secolo americano ? Per Olivier Zunz la risposta va cercata in alcuni caratteri di fondo di quella società, soprattutto nella conspaevole e pragmatica attività di ingegneria istituzionale tesa alla costruzione di una società democratica di massa. Un modo nuovo di produrre e distribuire conoscenza attraverso la stretta collaborazione di imprese, università, istituti di ricerca pubblici e privati, fondazioni, agenzie governative ; la ricerca scientifica riconosciuta e amministrata come una sorta di bene pubblico : tutto ciò fece da volano alla crescita americana. La macchina economica fu orientata a un sistema di consumo di massa, e le scienze sociali contribuirono a sviluppare l'idea di «americano medio», sostenendo pratiche riformatrici che nella crescita dei ceti medi vedevano un antidoto alla radicalizzazione di classe. Sul piano delle idee politiche, il principale ingrediente del modello fu lo sviluppo del pluralismo, come correzione dell'appiattimento prodotto dal consumismo."
Un post di Mixumb delle
09:06
·
commenti (2)
lunedì, 29 marzo 2004
Come ti strumentalizzo le Nazioni Unite : il pacifismo italico
Oggi il Corriere della Sera parla dell’ONU. Paolo Mieli, che risponde alla lettera di un lettore, è da citare integralmente.
“Temo come la peste l’ideologia onusiana, quella semplificazione che ci può indurre a pensare che mettendo il pacco incandescente dell’Iraq nelle mani di Kofi Annan tutto poi andrà inevitabilmente per il meglio. Nel suo ultimo libro «L’Ouest contre l’Ouest» (in cui ricorda che come insegnava Tucidide fin dai tempi della guerra del Peloponneso, i conflitti più duri sono quelli che oppongono i simili ai simili) Andrè Glucksmann trascina sul banco degli imputati la mentalità che – nonostante le Nazioni Unite vantino un record di disfunzioni, compromessi e fallimenti davvero considerevole – considera l’ONU un «sancta sanctorum, un riferimento assoluto, imparziale, onnisciente». Angelo Panebianco ha fatto, sulla prima pagina di questo giornale, rilievi analoghi (che condivido) nei confronti della «visione fortemente idealizzata, involontariamente caricaturale, dell’ONU, intesa come l’alfa e l’omega della legalità internazionale, il potenziale governo (benefico) del mondo». In realtàquesto modo di guardare alle Nazioni Unite serve, secondo Panebianco, ai settori più antiamericani della sinistra «per i quali l’ONU è una carta da usare solo quando serve a mettere in difficoltà gli Stati Uniti». Per il resto … l’avvocato liberal americano Alan Dershowitz, nel libro «The Case for Israel» ha accusato l’ONU addirittura di aver dato legittimità alla lotta armata. Come ? Con una particolare forma di strabismo : esistono parecchi popoli «occupati», tibetani, curdi,a rmeni, palestinesi ,a soltanto questi ultimi hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale dell’ONU dopo che «hanno inventato e perfezionato il moderno terrorismo». Non solo l’ONU, ha detto ancora Panebianco, non è e non sarà mai un governo mondiale ma è anche una vera fortuna che non lo sia data la quantità di stati tirannici che ne fanno parte : l’ONU è soltanto un utile luogo d’incontro tra le grandi potenze, «in grado a volte (ma più spesso no) di mitigare le asprezze della competizione politica internazionale». E ci sono poi anche altri problemi. Di malefatte dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) si è occupato tempo fa su Il Foglio Guglielmo Verdirame. Nel 1997 durante una manifestazione di protesta contro l’amministrazione del campo profughi di Kakuma nel nord-ovest del Kenya, un gruppo di rifugiati distrusse un capannone che era stato costruito dall’ACNUR e trafugò razioni alimentari dai depositi. L’ACNUR d’intesa con le organizzazioni umanitarie che operavano nell’area decise di sospendere la distribuzione di cibo a tutti e di licenziare i rifugiati suoi dipendenti. L’applicazione di queste pesantissime misure non fu risparmiata a nessuno degli oltre venticinquemila del campo, i quali non avevano altro mezzo di sostentamento se non quel cibo, neanche alle donne incinta o ai bambini. Ma la cosa più terribile, secondo Verdirame, è che «l’evento passò inosservato così come altri casi di punizioni collettive in campi profughi in Africa orientale e occidentale». L’antropologa Barbara Harrell-Rond ha pubblicato su «Human Rights Quarterly» uno studio su queste «disumanità degli umanitari». Lo stesso ha fatto lo studioso Alex de Waal che si è occupato di nefandezze analoghe a quelle keniote compiute nell’aiuto all’Etiopia negli anni ottanta. E chi come me, per motivi che ho spiegato, pur si augura un ampio coinvolgimento delle Nazioni Unite nel dopoguerra iracheno, queste osservazioni e questi precedenti li deve tenere bene a mente. Sempre.”
Poi c’è un’intervista a Kofi Annan. Questo è quello che il segretario generale dell’ONU dice a proposito del nostro paese, con buona pace dei pacifisti (quelli che “Mai senza l’ONU” e che “Via subito le nostre truppe di okkupazione dall’Iraq”, quelli che non manderebbero mai le nostre truppe perché l’Italia ripudia la guerra, quelli che sfilano con i difensori della valorosa resistenza irakena che ammazza i nostri uomini, quelli che la pensano come Vattimo e Strada) : “ L’Italia ha dimostrato di essere in prima linea nelle operazioni di peacekeeping e nation-building (soprattutto nei Balcani, in Afghanistan, in Medio Oriente e in Africa orientale), sia sul piano militare che su quello della ricostruzione delle strutture civili sociali e politiche dei paesi in crisi. L’Italia impiega un dispositivo di circa 9 mila uomini ed è il sesto maggiore contribuente al bilancio di peacekeeping ONU”. E ancora : “Le Nazioni Unite apprezzano molto il contributo offerto dall’Italia alle attività di peacekeeping dell’ONU sia in termini di personale che di sostegno al bilancio delle operazioni di pace. Il ruolo che l’Italia ha svolto, a partire da operazioni come la missione di pace ONU in Mozambico di dieci anni fa fino ad oggi, dimostra ampiamente il suo forte contrinuto alla pace e alla stabilità nel mondo”.
Un post di Mixumb delle
11:44
·
commenti (7)
Vero o falso ?
Ricordate quei soggetti che avrei visto degni del reality show “L’isola dei pacifisti” ? Tutti quei signori che si autodefiniscono antropologicamente migliori di chi non sfila con loro ? Bene. Sarebbe utile ed interessante sottoporli ad un piccolo questionario.
Scenario. Siete lì, ammantati nella vostra bandiera arcobaleno che vorreste abbracciare tutto il mondo, con stampato sulla faccia il sorriso di chi si sente bravo, buono e bello. Ascoltate la bellissima “What’s Goin’ On” di Marvin Gaye : “war is not the answer, for only love can conquer hate”. Siete in pace con voi stessi. Siete in un vagone di metropolitana o di treno, o in un autobus, o in un bar. Tutto ad un tratto, davanti a voi, vicino all’unica uscita, si alza in piedi un uomo (ma potrebbe essere una donna, o persino un bambino) e mostra di indossare una cintura di tritolo, con un telecomando in mano, pronto a farsi esplodere e ad uccidere voi e tutti gli altri innocenti che sono con voi senza possiiblità di fare nulla. Da dietro di voi qualcuno spara al terrorista e lo uccide prima che si possa far esplodere, salvando la vita a voi e a tutti gli altri. Come dite ? Voi vivete nella sicura Europa, è poco credibile ? Credo che vi sbagliate, è solo questione di tempo : ad ogni modo, se proprio lo credete fate finta di essere israeliani. E ora, rispondete :
1) Chi ha sparato ha sbagliato, è un volgare assassino. Voi siete contro la guerra e contro la violenza, senza se e senza ma, e non accettate la soluzione alla quale avete appena assistito : la violenza genera solo altra violenza. Vero o falso ?
2) Voi avreste fatto diversamente, altro che. Dall’alto della vostra superiorità antropologica, voi vi sareste alzati e sareste andati a dialogare con il terrorista, spiegandogli perché non avrebbe dovuto compiere il suo gesto. E lo avreste convinto : perché voi avete la soluzione, che non è mai la violenza, senza se e senza ma. Vero o falso ?
3) Chi ha sparato si è bullato di aver scongiurato qualsiasi altro pericolo : mentre voi lo ammonite seriosi circa il fatto che il suo gesto porterà solo altra morte, lui afferma che l’uccisione di quel criminale ha risolto tutti i motivi che lo avevano spinto a minacciare di morte molti civili innocenti. Vero o falso ?
4) Non dovete nulla a chi ha sparato, a chi vi ha salvato la vita : né gratitudine, né comprensione. Non vi sentite solidali con chi usa questi metodi assassini : voi siete pacifisti, e certe cose non si fanno. Mai. Vero o falso ?
5) Voi non strumentalizzate la pace, meraviglioso e universale concetto. Voi avete sempre manifestato per la pace, anche quando non si trattava di prendersela con gli Stati Uniti. Sono anni che scendete in piazza per la pace e contro tutte le guerre, dal Ruanda alla Cecenia, senza se e senza ma. Vero o falso ?
Bene, sarebbe bello se poteste rispondere ed essere sinceri, perchè da quello che avete detto e fatto durante questi mesi coerenza vorrebbe che rispondeste 5 volte vero. Io vi dirò che dovendo rispondere direi 5 volte falso. Falso come la gran parte di chi crede che il mondo sia pacificato da una bandiera arcobaleno e tanta tanta ipocrisia tartufesca, sventolata con sufficienza mentre la gente muore.
Un post di Mixumb delle
10:57
·
commenti (5)
domenica, 28 marzo 2004
La passione secondo Mel Gibson Ber Luscon
Dal discorso ai fedeli della sicilia del 27 marzo 2004 (sul corsera di oggi). Si raccomanda un sottofondo soft di musica sacra
"Quella notte ad Arcore tutti mi dissero di non farlo, di non fondare il partito. Tutti, compresa mia madre. E io le dissi: madre, lo sento come un dovere. Poi tutti partirono verso le loro case. Ma a un tratto lei chiese a chi guidava la macchina di tornare indietro. Entrò nella stanza dove tardavo a prendere sonno. Mi disse: figlio, se lo senti come un dovere, fallo".
Ho le lacrime agli occhi.
Un post di Mixumb delle
15:29
·
commenti (2)
Emma Bonino, ancora dalla convenzione radicale
"L’Europa del «non intervento» non offriva affatto soluzioni più politiche e meno militari di quelle dei cosiddetti falchi americani. Offriva ancora una volta e a se stessa la soluzione comoda e suicida del non intervento, del no a qualunque tipo di intervento.
Quando sento oggi autorevoli commentatori come Angelo Panebianco parlare di Europa di Monaco, penso che il giudizio, tutt’altro che ingeneroso, è anche il riconoscimento di quanto noi radicali abbiamo sostenuto e con le stesse parole- inascoltate cassandre- negli scorsi decenni. Quando dicevamo «Monaco» per Vukovar, quando dicevamo «Monaco» per Sebrenica, quando dicevamo «Monaco» per Kabul, quando dicevamo «Monaco» per Grozny!"
Un post di Mixumb delle
09:36
·
commenti (10)
Leonardo Sciascia deputato radicale, 1979 - 1983
"Questo paese è il più governabile che esista al mondo. Le sue capacità di adattamento e di assuefazione, di pazienza e persino di rassegnazione sono inesauribili. Basta viaggiare in treno o in aereo, entrare in un ospedale, in un qualsiasi ufficio pubblico, avere insomma bisogno di qualcosa che abbia a che fare con il governo dello Stato, con la sua amministrazione, per accorgersi fino a che punto del peggio sia governabile questo paese, e quanto invece siano ingovernabili coloro che nei governi lo reggono: ingovernabili e ingovernati non dico soltanto nel senso dell’efficienza; intendo soprattutto nel senso di un’idea del governare, di una vita moraledel governare"
Era il 1979, era il primo discorso parlamentare di Leonardo Sciascia, deputato radicale. Un grazie a Lanfranco Palazzolo che li ha racchiusi tutti in un bel libro, che consiglio vivamente.
Un post di Mixumb delle
09:27
·
commenti
Articolo ... 31 ?
Da Budapest, dov'è in visita di stato, il nostro Presidente della Repubblica, il garante della costituzione, oggi ha solennemente dichiarato che : 1) si auspica una nuova risoluzione ONU sull'Iraq ; 2) l'eliminazione di un criminale come Yassin è una brutta notizia ; 3) gli irakeni devono al più presto poter avere libere elezioni. Ora. A parte il fatto che mi piacerebbe tanto sapere perchè quando c'era Saddam in Iraq non c'era nessuno di questi simpaticoni che auspicasse alcunchè per gli irakeni, mentre ora son tutti lì che li proteggono da chi li ha liberati. A parte il fatto che si potrebbe anche fare il conto delle migliaia di vittime che aveva sulla coscienza quel criminale di Yassin e dire una prece anche per loro, magari. A parte il fatto che ormai al mondo non c'è nessuno che non auspichi una nuova risoluzione ONU, e andrà anche bene ma bisognerebbe ricordare Srebrenica a chi dipinge le Nazioni Unite come il deus ex machina della situazione. Ma quel che conta è : per mia ignoranza eh, ci mancherebbe : qualcuno mi indica l'articolo della costituzione dove si assegna al Presidente della Repubblica la titolarità di intromettersi nella politica estera del nostro paese ? Perchè a me è sfuggita, sarà l'età. E se invece si occupasse dei poteri che ha e che non vuole esercitare, invece di sbracare dove non gli spetta ? Ne parla oggi anche Massimo Teodori sul Giornale, non online.
Un post di Mixumb delle
09:06
·
commenti (2)
sabato, 27 marzo 2004
Direttamente da Capperi

Un post di Mixumb delle
10:14
·
commenti (3)
Convenzione radicale : la relazione del segretario
Qui la relazione di Daniele Capezzone.
"Non so quanto noi stessi siamo oggi in grado di apprezzare il peso, la consistenza dell’iniziativa radicale sull’OMD, nei suoi risvolti -insieme- mediorientali e americani (vorremmo poter dire anche: europei): a me pare un evento storico, che (scomodo categorie non necessariamente gradite alla nostra tradizione, diciamo così) conduce a “sintesi” e perfino a “sistemazione” il pensiero-azione radicale di questi decenni.
In questa battaglia c’è tutto: c’è l’appello dei Nobel sulla fame nel mondo; c’è il diritto-dovere di ingerenza; c’è la “nostra” ex-Jugoslavia; c’è -come base costante- la costruzione e insieme la difesa del diritto, del rule of law. Così come c’è perfino (se è consentito dirlo) il Tucidide del governo dei “molti” e non dei “pochi”.
Proprio mentre il binomio libertà-democrazia vive un momento critico (cioè, letteralmente, di giudizio, di decisione: può espandersi o invece contrarsi, ridursi nello stesso Occidente, premiando scorciatoie di altro tipo); proprio mentre una parte consistente del pianeta rischia ancora per molto di non conoscerne neppure l’esistenza, prima del suo possibile funzionamento; e proprio mentre l’altra (la nostra, l’Occidente avanzato) già vive o incuba un serio rischio oligarchico, ademocratico; proprio mentre accade tutto questo, i radicali decidono di puntarvi, di scommetterci sopra."
Un post di Mixumb delle
09:01
·
commenti (2)
giovedì, 25 marzo 2004
Goodbye Ingegner Del Bue
Post personale, cercando di rifuggire la monotonia.
Tutti noi abbiamo avuto un Ingegner Del Bue. Nei cortili delle case, nei campetti di straforo, ovunque ci fosse un gruppo di ragazzini che invece di studiare passavano i loro pomeriggi a giocare a pallone, là c'era un ingegner Del Bue. La mia vita adolescenziale di ragazzino di buona famiglia, intelligente (così dicevano) ma che non si applicava, un pò forlocco e profondamente buono - per cui tutt'altro che il meglio fico del bigonzo - era scadenzata dalle partite a pallone con gli altri più o meno della mia età, nei garage condominiali. Partite che duravano tre o quattro ore, convocate con un fischio che solo noi riconoscevamo, proferito nelle trombe dei bagni e subito onorato col sorriso sulle labbra : mamma io scendo, sissì ho finito i compiti non ti preoccupare. Da 4 a 10 era il numero di noi giovani maschi ancora imberbi che ogni pomeriggio, rigorosamente dopo le 4 per salvare la parvenza del rispetto nei confronti del riposino pomeridiano, si incontravano per dare vita a disperate, divertentissime, esaltanti partite a pallone. C'era il modulo "porte esterne", ed il modulo "porte interne". C'era la Signora Seccia, i cui cani ci hanno divorato una quantità infinita di palloni. C'era il Dottor Di Frischia, che in qualità di amministratore veniva incitato dalle famiglie che non avevano figli maschi a venire a dirci di smetterla, e quando si faceva vedere si capiva lontano un miglio che aveva una voglia pazzesca e malamente repressa di mettersi a giocare con noi. C'era la Signora col cinquino bianco, che percorreva i cento metri di garage più la salita con la curva più gli altri cento metri per arrivare al cancello tutti rigorosamente in prima, con urla di dolore di quel motore pioniere che mai smise di fare il suo dovere nonostante l'imperizia della sua pilota. C'erano le ripicche tra due di noi, che venivano sfogate a pallonate sulle rispettive saracinesche : tutti attorno che ridevano, e i due impegnati l'uno di fronte al garage dell'altro a sparare pallonate il più forte possibile, alla ricerca dell'ammaccatura più visibile che si potesse causare. C'erano gli amici o i cuginetti che venivano da fuori, che facevano sempre una brutta fine : erano i bersagli preferiti di tutti tranne - ovviamente - di chi li aveva portati per un giorno nel gruppo, e si beccavano le pallonate più perfide da esperti virtuosi del battimuro, il tutto rigorosamente col pallone sgonfio, quello che sulle cosce a freddo fa più male. Loro stavano male per le pallonate, noi per le risate. C'erano le scarpette di Angelo, il più spocchioso di noi, che diceva aver avuto in regalo direttamente dalla sua presunta sorella che viveva in America : solo che non aveva sorelle, il più grande contaballe che io abbia mia conosciuto, e alla prima pioggia sulle sue scarpette scolorirono quei bei disegni che - scoprimmo - si era fatto da solo con non so quale vernice. C'erano ferite, sudate, lividi. C'erano pantaloncini e magliette bianchi che divenivano presto il migliore bersaglio per la zozzeria che ovviamente rimaneva per terra in un luogo deputato al passaggio e al parcheggio di autoveicoli che inquinavano come non mai. C'era chi portava sempre il pallone, e chi non contribuiva mai all'acquisto di un altro, dopo che quello vecchio era finito chissà dove : o forse, semplicemente, era finito, consumato letteralmente da quella nostra energia che sembrava non esaurirsi mai. C'era l'avvocato che riusciva, non si sa come, a mettere nel garage due macchine, un motorino, una bicicletta e un mucchio di vernici e altri attrezzi : e noi lo odiavamo, perchè ci metteva i quarti d'ora interi a parcheggiare (leva quello, metti quell'altro, rileva questo, allinea questo qui) rubandoci tempo pre-zio-sis-si-mo. C'era la figlia dell'avvocato, che quando arrivava col motorino era sempre una festa : quando se ne accorse cominciò immancabilmente a parcheggiare il motorino tutti i pomeriggi, e noi imparammo qualcosa di importante su quanto piacesse alle donne pavoneggiarsi un pò. Adesso lei è sposata con un deputato di Forza Italia, e credo proprio che non abbia ancora smesso di pavoneggiare. E poi c'era l'ingegner Del Bue. L'ingegner Del Bue era il condomino rompipalle. Aveva tutto per quel ruolo : la voce gracchiante, le maniere brusche, l'antipatia per noi ragazzi - lui che aveva due figlie femmine più grandi noi. Portava sempre quelle polo in cotone semilucido con colori e disegni tipicamente anni settanta. Denunciava già una discreta pelata, una non eccessiva panzetta, e l'accenno di una gbbetta che poi si sarebbe manifestata in tutta la sua evidenza solo più in là negli anni. Nessuno aveva avuto la possibilità di guardare dentro il suo garage (la cui saracinesca era, naturalmente, quella ridotta peggio : perchè quando ci si doveva sfogare, o anche solo per concludere degnamente il pomeriggio, l'ultima pallonata era dedicata a lei. Poi imparammo anche a pulirci il sudicio sudore delle nostre lercissime magliette). La sua automobile risaliva alle guerre puniche, ma quando la tirava fuori era lucida e linda come uno specchio : ci si poteva mangiare sopra, mutuando uno slogan che di riferiva ad un sanitario per la casa allora in voga nelle pubblicità televisive. Si vociferava che nel suo garage tenesse addirittura dei quadri, e questo incuteva in noi un certo timore reverenziale : anche perchè la leggenda fu seguita da quella per cui in cantina avrebbe avuto i tappeti, mentre noi ci tenevamo la cyclette della nonna, qualche bottiglia di vino e le reliquie di famiglia. Addirittura qualcuno arrivò ad ipotizzare che fosse stato un gerarca fascista : ma erano gli anni settanta, e tutti quelli che non si professavano comunisti erano tacciati di essere fascisti ... vabbè, non è che oggi le cose stiano in maniera tanto differente ... comunque. Quando arrivava l'ingegner Del Bue - e arrivava sempre, ogni volta che giocavamo - due erano le reazioni tra di noi. Andrea scappava, a gambe levate. Ti accorgevi che stava arrivando Del Bue dai suoi borbottii gracchianti, ti giravi e Andrea non c'era più. Sparito. Volatilizzato. Una freccia, una scheggia, un david copperfield in erba. Oggi Andrea è un sostituto procuratore, persona degnissima e professionista affermato con due palle così : ma credo che se lo chiamo al telefono e gli faccio la voce di Del Bue la sua segretaria lo vede schizzare via più veloce della luce ... gli voglio bene, anche se non ci vediamo mai. E' colpa sua se sono milanista. Noi altri, invece, rimanevamo lì in totale timore e assoluto silenzio, con la faccia più contrita che si potesse, a beccarci lo sfogo dell'ingegnere che si lamentava di come riducevamo la sua saracinesca, del rumore che facevamo, del fatto che non avessimo voglia di fare altro che giocare a pallone. Un giorno Luca - quello più schizzato di tutti - gli si avvicinò con calma olimpica e guardandolo negli occhi gli mise una mano su una spalla e gli disse sorridente e serafico con la sua erre arrotata : "ahò, ma'ndo vai co'sto cravattone ?" : fu il panico. Noi prima a darci di gomito e poi a tenerci la pancia dalle risate, Luca ignaro di cosa avesse combinato, Del Bue paonazzo con una vena che gli pulsava ed un imminente attacco cardiaco che prometteva di esplodere da un momento all'altro ... non so se ho mai riso tanto in tutta la mia vita. Poi, finita la ramanzina, risaliva in casa, e noi continuavamo a giocare come niente fosse, raggiunti immediatamente da Riccardo cuor di leone - Andrea - che riappariva con la stessa velocità con cui era scomparso. Una volta decidemmo di mettere un ping-pong sotto l'appartamento di Del Bue, che stava al primo piano della palazzina A. Si sfiorò la secessione. Tra promesse di denunce a tutte le famiglie fino alla terza generazione di avi scatenò un tale casino che lo dovemmo togliere, con grande nostro scorno perchè lo avevamo posizionato dove la luce era sempre accesa : mentre invece dove giocavamo a pallone la luce durava un paio di minuti e poi si spegneva, per cui di sera era impossibile continuare a giocare - ammesso che fossimo riusciti a convincere le nostre mamme a rimandarci giù a sporcarci dopo esserci fatti una doccia ed aver mangiato a quattro palmenti la cena in tavola più tutto quello che trovavamo nel frigo. Un giorno scoprimmo che l'ingegner Del Bue, presente naturalmente a tutte le riunioni di condominio e anzi animatore di curiose proposte che immancabilmente venivano bocciate dall'unanimità dei presenti tranne lui, usava raccontare - una volta tornato a casa - come fosse andata alla moglie, la sua vera vittima. E fu la scoperta di un mondo : noi accovacciati sotto il balcone a goderci la scena mentre lui urlava contro "quella stronza che paaarla e paarla, e suuuda e suuda" e quell'altro "che non capisce un cazzo", erano momenti teatrali surreali e sublimi, che nessuno ci ridarà più. In fondo, forse dentro di noi non lo sapevamo o forse si, gli volevamo bene. E' per questo che mi è dispiaciuto tanto sapere ieri che se n'è andato, immagino brontolando come sempre e facendo ammattire chi lo stava accudendo. L'ingegner Del Bue Italo faceva e fa e sempre farà parte dei miei ricordi di infanzia ... un uomo innocuo, con un brutto carattere, tutto d'un pezzo, perbene più di moltissimi altri. Goodbye ingegnere, e mi scusi per tutte le pallonate alla sua saracinesca. Metta un pò d'ordine e si faccia sentire lì dove sta adesso, e che caspita.
Un post di Mixumb delle
18:42
·
commenti (2)
mercoledì, 24 marzo 2004
Terroristi terrorizzati
Sabato mi sono organizzato bene. All’urlo di “Allah akbar” con lo striscione “Morte agli infedeli” sulla porta, mi sono messo un turbante in testa, una barba posticcia, un grande caftano e tenendo un kalashnikov in mano mi sono immedesimato in Osama Bin Laden. Bevendo il the del deserto che mia moglie (ignara del fatto che è una delle trentacinque mogli che mi spettano) mi ha preparato nel suo burqa nero, con il televisore acceso su tutti i canali via etere o satellitari (e la radio di sottofondo) che trasmettevano la tremenda e solenne manifestazione pacifista, ed internet con una decina di finestre aperte sui pacifici siti di indymedia, i centri sociali, i no global, i disobbedienti, i puffi e così via, che immancabilmente nelle loro home page sanzionavano – eccome se sanzionavano - da tempo con inaudita determinazione tutti i crimini dei quali mi sono macchiato, senza tralasciarne alcuno. Insomma, ero pronto all’esperimento antropologico, e già mi saliva una certa agitazione visto che si trattava di una manifestazione contro il terrorismo. Mentre bruciavo una stars and stripes annodata ad una bandiera israeliana, ripassando una ad una le fatwa che da tempo noi talebani abbiamo lanciato contro gli infedeli, guardavo soddisfatto per darmi coraggio il poster di Zapatero che campeggiava sorridente con il sopracciglio illuminato davanti a me.
Mi dicevo che era necessario conoscere il proprio nemico : e che accidenti, tutti questi pacifisti che manifestano contro la guerra e contro il terrorismo ce l’hanno con me. Nessuno di loro ha mai detto qualcosa di bello nei miei confronti, mentre io sono qui che appena una settimana fa ho fatto vincere le elezioni ad un loro compagno. Ingrati, li perdono solo perché incolpano il grande satana Bush anche del fatto che nei loro bagni maiolicati sia finita la carta igienica.
E ora sono qui, a scrivere le mie conclusioni. Amici, sono davvero TER-RO-RIZ-ZA-TO. Tremo tutto, e me la sono fatta sotto per tutta la notte, che ho passato a pregare Allah perché mi protegga dalla tremenda fermezza contro i miei crimini di questa sterminata marea di uomini e donne (ma che due milioni … per me erano almeno dieci. Venti, e non se ne parli più). Non so che fare, e adesso che faccio ? Sto prendendo seriamente in considerazione l’ipotesi di arrendermi senza condizioni ai pacifisti che mi hanno nel loro mirino pacifista …ce l’hanno proprio con me. Va bene che non hanno mai detto nulla per le porcherie che abbiamo combinato in tutto il Medio Oriente fino a quando il kattivone americano ha cominciato a darci calci in culo. Va bene che quando è successo ciò non hanno fatto che prendersela con chi ci ha cacciato per permettere a uomini e donne di avere accesso ai loro diritti. Va bene che quando minaccio di ammazzare migliaia di civili innocenti se non se ne vanno subito dall’Iraq i pacifisti rispondono con riflesso pavloviano “Ce ne dobbiamo andare subito dall’Iraq”, e queste sono soddisfazioni. Va bene che aveva ragione il Mullah Omar (io non ci volevo credere) ma c’erano parecchi che addirittura si erano bevuti la grandissima stronzata della resistenza irakena, sì proprio quella che ha fatto fuori 19 italiani a Nassyria, calpestando il ricordo di una vera resistenza, quella italiana, disonorandone la memoria. Va bene che nello stesso corteo ci ritrovi quelli che “mai senza l’ONU” e quelli che inneggiano a chi in Iraq quelli dell’ONU li ha ammazzati a suon di bombe. Va bene che schiattasse il mondo se in queste manifestazioni “contro il terrorismo” c’è una persona che fosse una che porti un tributo, un cartello, uno slogan, un qualchecosa a memoria elle vittime che in USA, Spagna, Turchia, Arabia Saudita, Iraq, Marocco, Indonesia e ovunque sono stati ammazzati dal terrorismo. Va bene che continuando a dire che sono per la pace senza se e senza ma mi dimostrano che se combino il cazzo che mi pare contro esseri umani innocenti loro fondamentalmente non faranno mai nulla, l’importante è che io li lasci in pace (e poi se li ammazzo perché voglio riconquistare Roma capitale della cristianità quelli diranno che è colpa di Bush e Berlusconi) : e lo vedete che ho ragione quando parlo di occidente degradato e moralmente inferiore ? che schifosissime persone di merda potranno mai essere quelle che a fronte di massacri e genocidi e fosse comuni perpetrati per decenni rispondono che è stato un errore terminarli e che in futuro non interverranno mai, “senza se e senza ma”, a fare nulla per impedirmi di massacrare i rimanenti ? Insomma, vanno bene tutte le cose per le quali noi talebani abbiamo motivo di essere grati al pacifismo antiamericano, chè alla fine diciamocelo, forse loro non l’hanno capito (ma saranno davvero così ottusi ?) ma si rema tutti nella stessa direzione. Anzi, questi sorpassano. Pensate a tutto il can-can su quel pennellone alto alto, come si chiama, Fassino. Ha sganciato una bomba atomica ? No. Ha dichiarato guerra ad un altro paese ? Noo. Ha votato a favore del finanziamento di una guerra ? Nooo. Ha votato a favore del prolungamento del finanziamento di una guerra ? Noooo. Ha votato a favore del prolungamento del finanziamento di una missione di pace apprezzata dagli irakeni in primis ? Nooooo. Ma allora che ha fatto di così antipacifista ? Si è astenuto nel voto per il prolungamento del finanziamento di una missione di pace. E gli gridano “assassino”. Ellapeppa, che Allah mi aiuti, ma questi pacifisti sono meglio dei miei antichi sodali talebani ! Geniale, non c’è che dire.
Però, ugualmente, sono terrorizzato, il messaggio che mi hanno dato è stato forte e probabilmente potrei ripensare a tutta la mia strategia di morte tesa a conquistare l’Occidente infedele massacrando i suoi peccatori miscredenti. Perché mi son detto : posso resistere alle truppe americane e inglesi che mi danno la caccia e che hanno arrestato il mio amico Saddam, posso resistere alla fermezza di Bush che non mi perdona di avergli ammazzato tremila persone l’11 settembre, posso resistere al fatto che quel piscialletto di Gheddafi non mi vuole più vendere l’atomica perché se l’è fatta sotto (non ci sono più i dittatori di una volta), posso resistere persino al fatto che anche se vince le elezioni Kerry non smetterà di difendere con le unghie il suo paese. Ma se mi scandagliano contro i disobbedienti pacifisti italiani che mi danno gli schiaffoni umanitari chi mi salverà ? Ho paura, davvero tanta paura. Che tremenda dimostrazione di intransigenza mi hanno dato i pacifisti. Devo fare una bella seduta spiritica (chiederò al mio sodale Romano Prodi come si fa, so che lui è esperto di queste cose) per parlare con lo spirito del mio amico Adolf e chiedergli consiglio su come abbia fatto a resistere al tremendo impatto della conferenza di Monaco, nel ’38. Poi telefono a Gino Strada che mi coccola un po’, urleremo un paio di slogan antiamericani e mi passerà la paura : del resto gli amici si vedono nel momento del bisogno.
Un post di Mixumb delle
07:19
·
commenti (15)
venerdì, 19 marzo 2004
Mi porto avanti col programma
Questa mi mancava :-)
Un post di Mixumb delle
10:57
·
commenti (4)
giovedì, 18 marzo 2004
Utopie

Se questo fosse un paese serio, le forze politiche italiane si preoccuperebbero di non lasciare l'Italia nella medesima situazione in cui era la Spagna lo scorso 11 marzo. Il prossimo 13 giugno si vota per le elezioni europee, che qui saranno un vero referendum pro o contro Berlusconi. Per evitare che chi ha ucciso 200 persone con l'obiettivo di eliminare un alleato di Bush possa essere certo di ottenere un analogo risultato qui da noi, sarebbe necessario che tutti sottoscrivessero una dichiarazione d'intenti che prevedesse di considerare le europee non influenti circa le sorti del già traballante governo in carica. Maggioranza e opposizione si dimostrerebbero responsabili di fronte ad una situazione molto pericolosa.
Update : c'è chi dice che questo sia il post dell'anno, e sò soddisfazzzioni. Ah, l'invidia ... :-) Che bello sapere che a volte capita che ti linkino anche i pirla. Ti responsabilizza. Peccato che non responsabilizzi loro. D'altronde questo tipo di premi se ne intende : da mesi si sforza (coraggio : ci riesci alla grande, è un dono naturale) di scrivere il maggior numero di cazzate di seguito. E' in testa a tutte le hit parade della boiata, e tra un pò doppia il secondo. Un pirla solo al comando : è brodo.
Un post di Mixumb delle
15:44
·
commenti (36)
La stanchezza dell'occidente
Intervista sul Foglio ad Alain Finkielkraut, intellettuale francese che dice cose nelle quali mi riconosco molto (tra l'altro parla del parallelo tra le immagini che venivano da Madrid e quelle, purtroppo quasi abituali, di Israele. Quando l'ho fatto io qualcuno s'è risentito). Oltre a linkarlo lo copio qui.
Parigi. Sul tavolo, giornali, fogli di appunti sparsi e il libro di Solzenicyn. L’attualità, la riflessione e il punto di riferimento: il lavoro di Alain Finkielkraut va avanti da anni sulla strada, spesso difficile, della critica del presente. Un presente che oggi – ammette – lo “sconvolge’’: Le bombe, le elezioni, l’Iraq. L’attualità è drammatica e appare drammaticamente confusa.
Dunque meglio cercare di chiarire cominciando dal principio. 11 settembre 2001-11 marzo 2004: simmetria fatidica delle date, asimmetria tragicomica delle reazioni. “Quando l’America viene colpita dal terrorismo, gli americani rispondono. Quando l’Europa viene colpita dal terrorismo, gli europei si pentono. Il nuovo primo ministro spagnolo non ha nemmeno aspettato l’investitura ufficiale per annunciare urbi et orbi il ritiro del contingente spagnolo in Iraq. Ai terroristi che per la prima volta nella storia hanno dettato la scelta elettorale di un popolo, Zapatero ha risposto: ‘vi ho compreso’. Si è comportato in un certo senso come il loro mandante, è stato eletto dai terroristi per mettere fine alla
presenza spagnola in Iraq”. Molti giornalisti europei ci dicono che gli spagnoli hanno in realtà sanzionato una manipolazione, che hanno dato una bella lezione morale al resto del mondo: “Ma quale menzogna? La mattina dell’11 marzo il governo spagnolo ha creduto in buona fede che l’attentato fosse firmato dall’Eta. Esistevano forti indizi che lo lasciavano credere. L’ostinazione a indicare l’Eta come responsabile è stata forse patetica, ma il governo ha fornito praticamente in tempo reale le informazioni che contraddicevano contraddicevano la sua tesi. Mi sembra che a forza di vedere la manipolazione laddove c’è soltanto disordine e confusione, il disprezzo diventa impossibile: l’Eta non è più una mafia delinquente capace del peggio, ma un gruppo rivoluzionario accusato ingiustamente di un crimine abominevole. Gli spagnoli in realtà non hanno sanzionato una menzogna o una manipolazione, ma
l’intervento in Iraq, ovvero l’allineamento del loro governo sulla politica americana. Hanno rifiutato di considerare il terrorismo come il nemico, e ne hanno fatto il loro signore”. Ma esiste un vero pensiero antiterrorista? “No. Ascoltiamo Zapatero. All’indomani di queste elezioni dichiara che le motivazioni
della guerra in Iraq non erano credibili. E il popolo, con lui, ritiene che una guerra che non era la sua ha portato il terrorismo in casa. Qualche ora dopo apprendiamo che Abu Mussab Al Zarkaui sarebbe legato alle stragi di Madrid. Il suo nome era stato fatto il 23 febbraio dell’anno scorso da Colin Powell, che lo aveva indicato come un terrorista pericoloso con base in Iraq, al quale doveva essere impedito di nuocere. Oggi possiamo rammaricarci che gli americani, nonostante l’invasione, non siano riusciti a catturarlo, ma mi sembra che gli attentati di Madrid diano ancora più credito all’intervento in Iraq. E’ incredibile lo scarto tra il comportamento reale degli europei e il modo con cui lo vivono. L’Europa, titolano i giornali, è sul piede di guerra: ma non è vero. L’Europa, al contrario, dice basta, si ritira. Certo si faranno riunioni, si creerà una nuova burocrazia poliziesca e si riempiranno i treni di cani poliziotto per cercare valigie piene di esplosivo. Ma questa non è la lotta contro il terrorismo. Lottare contro il terrorismo è andare a cercare i terroristi. E a questo l’Europa ha rinunciato. Cosa succede se domani esplode una bomba in Francia? Il governo francese sceglierà di ritirare la legge che vieta il velo islamico nelle scuole? Assistiamo chiaramente ad una politica di appeasement. Si vuole addomesticare la bestia, quando si dovrebbe aver capito che più si cerca di accontentarla, più la bestia reclama. Dov’è finita la vigilanza degli intellettuali europei? L’Europa risponde con quella che ritiene la propria intelligenza: gli americani sono cowboy, noi siamo più raffinati, loro hanno Bush, noi abbiamo Derrida e Agamben, gente che sa andare oltre le apparenze, che quando si parla di terrorismo usa virgolette di precauzione, gente che s’interroga, che risale alle cause. E quali sono le cause del terrorismo, secondo questa intelligenza? La disperazione. E da dove viene la disperazione? Dalla dominazione dell’impero americano e dall’oppressione dei palestinesi in Israele. E così, in meno di ventiquattr’ore, il crimine commesso in Spagna è stato fatto proprio al grido di ‘Aznar, Bush assassini’. Senza contare che è molto più comodo e confortevole combattere un potere democratico – dunque impotente – che non l’idra del terrorismo islamico”. Questi significa che l’Occidente non ha più armi, nemmeno mentali, per far fronte alla minaccia? “Parlerei di europei e non di occidentali, perché è chiaro che gli americani – e in gran parte anche gli inglesi – non reagiscono nello stesso modo. L’Europa è entrata nell’era post-nazionale delle democrazie. Non abitiamo più delle nazioni, ma delle società. E ciò che caratterizza le società è la vita come bene supremo. La società si definisce attraverso la manutenzione del processo vitale. In questo contesto la pace diventa l’obiettivo supremo, non in quanto obiettivo politico di mutuo riconoscimento, ma in quanto ‘sicurezza’. La pace nel senso di ‘lasciateci in pace’, ‘fateci stare tranquilli’. Sono stato colpito dal fatto che praticamente nessuno, in Spagna o in Europa, ha fatto il minimo paragone tra gli autobus israeliani polverizzati e i vagoni sventrati di Madrid. Questo perché per la maggioranza degli europei gli israeliani se la sono cercata: gli israeliani sono colpevoli, mentre gli europei proclamano la loro innocenza. L’Europa ‘intelligente’ è quella che cerca le cause, e la causa prima del male è il conflitto israelo-palestinese, che alcuni assimilano – è il caso di Edgar Morin – a un cancro che produce metastasi. Ho l’impressione che l’Europa nutra un grande sogno di chemioterapia politica. La maggioranza dell’opinione pubblica sembra subire le decisioni politiche delle classi dirigenti. L’Europa si chiede: ma cosa ho fatto per meritare tutto questo? Certo, noi abbiamo colonizzato, noi viviamo nel lusso, mentre ‘loro’ vivono nella miseria. E’ uno strano miscuglio di inerzia e coscienza sporca che rischia di trasformarsi nella giustificazione morale di una viltà di cui l’Europa ha mostrato svariati esempi nella storia recente”. Usciamo allora sconfitti dal famigerato “scontro di civiltà”? “Io esiterei a impiegare questa figura. L’Islam non è certo una religione di pace, prevede il jihad, che non è soltanto una lotta contro se stessi. Tuttavia l’Islam non è le bombe, non è le stragi di Madrid, non è l’11 settembre. Tra bin Laden, al Qaida e l’Islam esiste una differenza. Ritengo semplicemente che non sia ancora arrivato il tempo delle spiegazioni. Dobbiamo accettare di trovarci davanti a qualcosa che è il male. E uso questo termine a ragion veduta, perché il male è il termine cui si ricorre quando mancano i concetti, le spiegazioni. Il male è irriducibile al principio di causalità. C’è, e non sappiamo perché. Nonostante tutti i libri, non siamo riusciti a spiegare Hitler. Anche il terrorismo oggi è un fenomeno irriducibile a una spiegazione: non è l’Islam, non è la disperazione. E’ la capacità di uccidere senza limiti. E a questa capacità occorre trovare risposte diverse di quelle che propone l’Unione europea”.
Un post di Mixumb delle
15:35
·
commenti
L'ONU, dove alberga la moralità mondiale che deve scegliere chi lasciare nelle fosse comuni
William Safire sul New York Times parla del nuovo, ennesimo scandalo - appena nascente - riguardante le Nazioni Unite, di cui parlava anche il Foglio ieri.
Io faccio parte di un partito che questa ONU la vuole modificare. La vuole riformare. La vuole rinvigorire. Il mondo avrebbe bisogno oggi come non mai di una ONU seria, saggia, democratica, alta. Lo spiega benissimo Emma Bonino sul Corriere della Sera di oggi. Una Organizzazione Mondiale della e delle Democrazie. Ma oggi com'è ridotta l'ONU ?
Quando si dice "mai senza l'ONU". Quando si argomenta che gli USA hanno violato il diritto internazionale. Quando si sostiene che un qualsiasi paese debba cedere alle Nazioni Unite la titolarità di decidere come tutelare i propri cittadini. Quando si esaltano Blix e Annan. Quando si vive nel mondo dei sogni. Quando si strumentalizzano concetti universali come la pace ed istituzioni che potrebbero costituire un inestimabile valore per la sicurezza mondiale e sono invece ridotte a camera di compensazione di dittatori vari e a foglia di fico dell'antiamericanismo dell'era contemporanea. Quando si passa sopra con superficialità al fatto che ciò che il mondo moralmente superiore avrebbe da dire sui diritti umani venga affidato alla Libia. Quando si fa strame del concetto di "universalità" della dichiarazione dei diritti dell'uomo. Quando si chiudono gli occhi. Buona lettura.
Un post di Mixumb delle
10:44
·
commenti (4)
CVD
Da mesi i radicali sostengono che se la presidenza della repubblica delega un potere suo e indelegabile come quello della concessione della grazia ad un potere politico - sia esso il parlamento o il governo - lo fa con la consapevolezza di insabbiare tutto. Da mesi. Ieri anche la proposta Boato è caduta. Sofri continua a stare in galera. Gioiscono i giustizialisti del centrodestra. Bravi. Bravi tutti. Complimenti. Mi direi profondamente deluso per l'ennesima prova di imbecillità di questa maggioranza. Ma per essere deluso mi sarei dovuto aspettare qualcosa. E invece è bastato ascoltare da mesi le previsioni di chi questo paese lo conosce. E nemmeno possono dare la colpa a Bossi, stavolta.
Un post di Mixumb delle
08:05
·
commenti (6)
La nuova politica estera spagnola
«Abbiamo dato l’opportunità al popolo spagnolo di scegliere tra la guerra e la pace, e ha scelto effettivamente la pace votando il partito che è contro l’alleanza degli Stati Uniti d’America nella sua guerra particolare contro l’Islam». Continua: «La direzione di Al Qaeda sospenderà queste azioni in Spagna finchè si conoscano le intenzioni del nuovo governo, che ha promesso il ritiro dell’esercito spagnolo dall’Iraq, e finchè si dimostri che non interviene negli affari dei musulmani». Dopodichè promette sangue a prossimi obiettivi : che ci fischino le orecchie, sta parlando di noi. E per finire minaccia gli Stati Uniti, ovviamente.
Questo editto viene dal testo del nuovo comunicato di chi ha rivendicato l'attentato a Madrid. Grazie, come sempre, a 1972. Se ci fosse stato bisogno di capire meglio chi ha vinto le elezioni spagnole, ecco il comunicato. Per chi non lo avesse capito, gli "affari musulmani" sono quelli dove diritto, democrazia e libertà sono negati, violentati, annientati. E questo avvertimento mafioso è la più semplice dimostrazione della vittoria di Al Qaeda : maledetti infedeli occidentali, fatevi gli affari vostri e non vi sentite solidali con quelli che massacriamo in casa cosa nostra. Se fosse serio, Zapatero risponderebbe a tono, almeno per rispetto a quei 200 morti. Rappresenta un paese fiero e meraviglioso : potrebbe almeno rispondere che la Spagna non deve "dimostrare" un bel niente a chi l'ha ferita così vigliaccamente. Speriamo che Zapatero sia serio. In ultimo. L'abuso del concetto di pace da parte di questi criminali è perfettamente sinergico a quello dei pacifisti in gioiose manifestazioni antiamericane. Il cerchio si chiude, ma sono certo che le anime belle continueranno a non rendersene conto. Almeno, quelli che non fanno finta.
Un post di Mixumb delle
07:36
·
commenti (5)
mercoledì, 17 marzo 2004
Proclamano di voler ammazzare tutti gli infedeli. E c'è qualcuno (infedele) che propone di ragionarci
Alcuni sermoni di rappresentanti dell'Islam, pronunciati dentro moschee o comunque stando ben attenti a poter raggiungere il maggior numero di gente possibile. Grazie a Rolli. Leggere, senza malinterpretare. Non tutti i musulmani sono così. Ma questi esistono, urlano più forte, giustificano i massacri contro noi occidentali e contro altri fratelli musulmani che non si sentono in guerra contro l'occidente. Io con questi continuo a non credere che serva parlare. Mentre tu parli, quelli ti mettono una bomba sotto il culo. Chissà quanti morti innocenti ci vorranno ancora per capirlo.
Un post di Mixumb delle
10:27
·
commenti (11)
E poi votano allegramente il 41 bis
Ho visto ieri sera la puntata di otto e mezzo con un davvero delirante Vittorio Agnoletto da ricovero in un cim, un Ramon Mantovano rifondarolo che ha detto una sola cosa vera ma sacrosanta (“Ma se i diesse non sono d’accordo sulla piattaforma della manifestazione del 20 marzo che chiede il ritiro immediato delle truppe, perché vogliono parteciparvi e poi fare la predica a chi l’ha organizzata ?”) ed una Marina Sereni della segreteria dei DS che a un certo punto sembrava voler inscenare un lingua in bocca col pallido prete laico don Sandro Bondi – in collegamento da non so dove. Il tutto condito dalla povera Barbara Palombelli che tentava disperatamente di fare sponda sulla Sereni per ringalluzzire l’ala meno sconsideratamente pacifista della sinistra, e che continuava ad enunciare come una forsennata i nomi dei politici di sinistra appartenenti a quell’area senza mai – bisogna dargliene atto – citare uno dei più importanti, il maritozzo (mi immagino ne abbia fatto un punto d’onore, quello di non citare mai il marito per correttezza. Certo così chi ci rimette è lui, specie quando – a volte capita, incredibile dictu – ne dice qualcuna sensata). Ho assistito più volte alla affermazione più in mala fede del giorno (del mese ? dell’anno ?), ovvero : “le guerre in Afghanistan ed in Iraq dovevano sconfiggere il terrorismo, invece oggi il terrorismo è più forte”. Ora. A parte che nessuno ha mai sostenuto che la guerra al terrorismo si sarebbe esaurita con la liberazione di Afghanistan ed Iraq ma anzi l’amministrazione Bush ha sempre sostenuto che si sarebbe trattato di una battaglia lunga e dolorosa, sicchè è come chiedere, con grande imbecillità e maturità di un bambino di due anni, all’altezza di Firenze dopo essere partiti da Roma in direzione Capo Nord perché cazzo ancora non siamo arrivati, e per di più abbiamo pure meno benzina e siamo più stanchi di quando siamo partiti. A parte che risulta ormai certo come alla sinistra italiana non strafreghi un cazzo se decine di milioni di persone ricominciano ad assaporare democrazia, libertà e diritto : lo dice oggi un sondaggio della BBC (che credo non si possa tacciare di essere filoamericana …) che il 70 % degli irakeni sostiene di stare meglio che sotto Saddam, ma vaglielo a spiegare a chi di come stavano o stanno gli irakeni non glie n’è mai fregato nulla. A parte che la storia insegna che il terrorismo criminale reagisce quando lo colpisci nel vivo, e non quando ti sottometti ai suoi voleri dichiarandoti alieno all'uso della forza senza se e senza ma (ma la storia insegna anche che è sbagliato e pericoloso sottomettersi ai suoi voleri : ma d’altronde certa gente non va d’accordo con la storia, gli brucia ancora che la stessa gli abbia rovesciato addosso il muro di Berlino e nun ce vonno stà). A parte che mi chiedo davvero cosa sarebbe successo se questi che non perdono occasione di litigare tra di loro avessero dovuto decidere non quante mozioni differenti presentare con la consapevolezza di perdere in parlamento perché minoranza, ma quale posizione far prendere al paese. Ma la questione principale è che dopo anni di guerra alla mafia combattuta in questo paese a forza di morti ammazzati, mi chiedo con che faccia qualcuno dopo gli attentati dei primi anni ’90 a Roma o a Firenze avrebbe avuto il coraggio di dire che quelle morti erano colpa del giro di vite applicato con fermezza contro i boss mafiosi (a proposito, noi critichiamo Bush perché dopo 2 anni e mezzo non ha ancora preso Bin Laden che si può nascondere in tutto il mondo, ma in Italia dove certamente è nascosto sono 25 anni, ven-ti-cin-que anni che ricerchiamo Provenzano senza successo). Quando sento dire che la fermezza contro i terroristi islamici ha causato i morti di Madrid, quando sento che Bin Laden non c’entrava niente con Saddam ma poi dovremmo abbandonare l’Iraq al suo destino subito e allora nessuno è in grado di spiegare se erano due cose separate e non collegate perché l’uno si incazza quando si caccia l’altro, mi chiedo davvero se le stesse cose questi soloni dell’appeasement in vacanza premio dalla conoscenza della storia contemporanea lo avrebbero detto dopo le morti di Falcone e Borsellino o dopo gli attentati del ’92. E poi votano allegramente il 41 bis.
Un post di Mixumb delle
09:07
·
commenti (17)
martedì, 16 marzo 2004
Habemus Papam : l’opinion leader del futuro aka Gianluca Neri. Stiamo a posto, davvero.
Oh, finalmente. E’ una bella soddisfazione, sapete. Il qui presente sono mesi che chiede alternative concrete ai pacifisti di ogni specie, quelli che “no, noi non siamo antiamericani, siamo contro Bush”. Come se Bush fosse stato eletto dai cittadini di un altro paese. Come se le elezioni di mid term le avessero vinti i democratici. Come se tra i democratici non avesse preso pesci in faccia quel Howard Dean che più di tutti si contrapponeva a Bush. Come se non avesse vinto le primarie, invece, quel John Kerry che era il più vicino di tutti alle posizioni dell’attuale presidente. E invece no : questi signori sono contro Bush, ma amano l’America … a modo loro (come quel vecchio detto per cui l’ebreo buono è l’ebreo morto) : non fanno che criticarla, se ne parlano ingigantiscono i suoi difetti e se ne inventano di nuovi, ogni due post ce n’è uno che smerda l’amministrazione Bush mentre l’economia cresce, i dittatori cadono, e milioni di persone invece che fuggire da questo paese secondo loro ridotto sul lastrico moralmente ed economicamente cercano quotidianamente di andarci a vivere. Mistero. E insomma, sono mesi e mesi in cui il sottoscritto – tarato di capoccia come solo i neoconi possono essere – chiede quale alternativa valida, concreta, coerente, attuabile, immediata ci fosse all’intervento armato per cacciare un despota che ha fatto qualche milione di morti e ridotto a zero le speranze di democrazia per i suoi sudditi, i diritti civili dei quali sono con tutta evidenza perfettamente secondari per chi ha il coraggio di sostenere che liberarli dal loro genocidi sia stato un errore. E certo, decine di milioni di persone respirano aria democratica ed hanno una costituzione, con tutte le difficoltà e le lentezze del caso, dopo 35 anni di dominio tirannico, e qui c’è gente che ritiene tutto ciò un errore. Un bell’errore, non c’è dubbio : sarebbe stato molto più illuminante, corretto, solidale infischiarsene e lasciare tutto (…in pace …) così come stava. Come a Monaco nel 1938. Prendendo la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e usandola come succedaneo per quei famosi dieci rotoli di morbidezza.
Ma oggi, la rivelazione. Finalmente, dopo un anno in cui continuo disperatamente a chiedere alternative solide, concrete, attuabili e funzionali a chi continuava a sostenere solo che “non è così che si doveva fare”, senza sentirmi dire altro che ciò che non andava fatto, ebbene oggi queste alternative arrivano. C’è un bel post di Gianluca Neri, su Macchianera. Il leader della blogsfera, il tenutario pacifista del body count dei morti in Iraq, il guru della sinistra blogghettara nostrana. Il suo post critica, come sempre fanno i nostri professori della blogpalla, ciò che scrive Christian Rocca su Camillo. E allora, visto che non ne possiamo più di sentirci dire cosa NON bisognava fare per combattere il terrorismo senza che ci vengano fornite alternative positive, sinceramente avidi della saggezza altrui, leggiamo. Silenzio in sala, tenetevi forte. Si parte.
Camillo dice che “la guerra al terrore si combatte con l’intelligence” (oggi lo ripete anche Massimo D’Alema, nell’unica frase condivisibile della sua intervista al Corsera). Neri risponde : “un cazzo. La guerra al terrore si combatte facendo la guerra al terrore”. Perbacco, mi si è aperto un mondo : vabbè, qui non c’è una proposta concreta, arriverà. E invece no. Per undici volte Gianluca Neri non fa che ripetere “ la guerra al terrore si combatte senza …”. Ma come. Ma che diamine. Ma CHECCAZZO. Ma come sig. Neri, prima ci illudi che finalmente ci dispiegherai il tuo sapere che attendiamo da mesi e mesi su cosa in positivo si deve fare, su quali alternative ci siano all’intervento armato, su quali concrete azioni andavano fatte invece di quelle degli alleati … e poi te ne esci con undici “senza” ? Senza fare questo, senza fare quello, senza fare quell’altro … siamo alle solite. Questa gente si sente in gamba perché crede di poter fronteggiare pazzi isterici che vogliono la nostra morte a forza di “senza”. Mentre noi abbiamo un cancro che ci minaccia, la ricetta di questi è “non fare questo, non fare quest’altro”. Intanto il cancro avanza, ci colpisce, ci contagia. Ma loro niente, si mettono sul piedistallo e ci dicono cosa non va fatto. E non riescono a pronunciare una che sia una alternativa che abbia un minimo di serietà e di concretezza : si crogiolano nei loro “non va fatto”, si gingillano con i loro “senza fare”, gongolano nelle loro critiche acostruttive. Poi seguono i conigli che scappano, scordano come fu fermato Hitler, sanzionano come grave errore la fine di regimi dittatoriali, manifestano per la pace credendo che quando Al Qaeda parla di riconquistare l’Europa si riferisca ad una partita di Risiko, fanno finta di non leggere documenti in cui si dice esplicitamente che dopo la Spagna i prossimi saremo noi : perché Roma va riconquistata, perché è la sede della cristianità. E mentre fanno esattamente il gioco dei nostri nemici, contrapponendosi a chi è nostro alleato e ci ha già salvato il culo un paio di volte, marciano entusiasti “senza se e senza ma” verso la calata di braghe nei confronti di chi ci odia, sperando scriteriatamente che gli estremisti islamici recepiscano che noi siamo buoni e bravi perché ce ne freghiamo dei diritti civili di donne e uomini sotto i loro regimi, e auspicando di essere lasciati in pace. Almeno fino alla prossima bomba, come quelle che hanno colpito la croce rossa e l’ONU senza che questi avessero fatto nulla per contrapporsi ai fanatici islamici.
“Dottor Neri, c’è una epidemia che ci minaccia e siamo tutti contagiati. Per difenderci cosa facciamo ?”
“Sono in grado solo di dirvi cosa non gli dovete fare. Per il resto restiamo fermi e zitti e lasciamo che gli altri schiattino in pace. Magari il virus se ne compiace, e ammazza tutti tranne noi”.
Un post di Mixumb delle
11:00
·
commenti (32)
lunedì, 15 marzo 2004
La vittoria delle bombe e l'effetto domino di Al Qaeda
Poche cose posso aggiungere a ciò che già esaurientemente scrivono Camillo, il Griso e 1972 a proposito dell'esito delle elezioni spagnole. Personalmente mi sento sconfitto, ma le sconfitte politiche ci stanno, si accettano ed è normale. Anzi : spesso sono catartiche, ma non stavolta. Che sia stata l'ETA o che sia stata Al Qaeda, entrambe hanno fatto bingo. La forza politica catalana che scenderebbe volentieri a compromessi con l'ETA ha difatti guadagnato 8 seggi da 1 che ne aveva, e sarà necessaria a Zapatero per formare uno straccio di governo condizionandolo come non mai. Al Qaeda ha stravinto, a mani basse. Ha cambiato radicalmente l'esito di elezioni che tutti ma proprio tutti - gli annunciati perdenti per primi - davano per scontato, esibendo l'unico dubbio circa il raggiungimento della maggioranza assoluta oppure relativa da parte del Partido Popular. Ora tutto è cambiato, e a causa del terrorismo infame, che ha incontrato in Europa una reazione completamente diversa da quella sviluppatasi negli Stati Uniti : è la dimostrazione più schiacciante di come fosse l'Europa l'anello debole della catena occidentale odiata senza discriminazione alcuna dall'integralismo islamico. Certo, non è detto che la sinistra spagnola pacifista e antiamericana di una campagna elettorale disperata si confermi, una volta ottenuto l'insperato successo a forza di cadaveri innocenti, una forza che porti il paese necessariamente sulle posizioni della Francia di Chirac : non andare in Iraq è stato infame, ma andarsene ora dopo ciò che è successo sarebbe peggio, specialmente dopo aver affermato come prima dichiarazione che la priorità numero uno sarà la lotta al terrorismo. Tuttavia, si prevedono tempi assai duri. Non vedo davvero, ad esempio, cosa potrà mai scoraggiare Al Qaeda dal massacrare altre centinaia di persone in vista delle prossime elezioni politiche in Gran Bretagna. Ma soprattutto, dato che qui in Italia a giugno non si vota per il parlamento europeo, ma si vota un referendum pro o contro Berlusconi, e dato che già da tempo l'obiettivo dichiarato dei pacifisti di casa nostra è quello di mandare a casa appena possibile il governo filoamericano e filoisraeliano, non è logico attendere le prossime politiche per ammazzare qualche centinaio di italiani, far cadere il governo amico di Bush e fare sponda su robacce tipo campi antimperialisti, distributori di ceffoni pacifisti, brigatisti in fieri, no global ammaliati dal lato oscuro dell'uso della violenza, difensori di assassini evasi e rifugiatisi nel calduccio della Francia imbelle, tifosi e found raisers della vittoria della "resistenza irakena" e assimilatori di Bush con Bin Laden e Saddam : insomma, con quelli che sfileranno il 20 marzo. Dicono che vogliono combattere il terrorismo, ma descrivono come una barbarie il patriot act, che è quello (votato anche dal loro candidato Kerry) senza il quale non si potè guardare nel computer del ventesimo attentatore dell'11 settembre arrestato qualche giorno prima e non si potè dunque impedire l'attentato, ma che una volta approvato ha finora impedito altri attentati più e più volte minacciati, organizzati, tentati (anche se ci si può giurare, prima o poi inevitabilmente ci riusciranno) sul territorio degli USA. Non so davvero come si possa combattere il terrorismo senza comprendere cosa lo muove, quanto poco siano disposti a trattare elementi come i nazisti islamici, quanto sarebbe opportuno restare uniti senza evidenziare quelle falle - come l'ETA - che aprono succulenti occasioni per ammazzare gente innocente. Non so se si farà questa famosa manifestazione unitaria il 18 marzo, non so cosa possa decidere di fare un'Europa divisa e guidata da un Prodi che oggi non rinuncia a ribadire l'errore di essere andati a liberare un popolo dal suo trentennale dittatore. Chi ci vuole sterminati già si sta lisciando i baffi. Non vedo un solo motivo perchè non ci si debba aspettare tutti di saltare in aria, qui a Roma, nell'approssimarsi delle elezioni di giugno.
Un post di Mixumb delle
08:50
·
commenti (19)
sabato, 13 marzo 2004
Per essere ancora più chiari : il Griso
Come spesso, condivido totalmente quello che scrive il Griso. Lo trovate qui e ve lo caldeggio assai, peraltro nella consapevolezza che a scalfire le cocciutaggini antistoriche e tutt'altro che solidali di certa gente non bastano nemmeno 200 morti e 1400 feriti. D'altronde, 3000 morti non avevano fatto nemmeno il solletico, due anni e mezzo fa. Adesso andassero a Madrid con gli striscioni con su scritto "lasciateci in pace", a sostenere che con il terrorismo di questo tipo bisogna negoziare.
Un post di Mixumb delle
10:26
·
commenti (3)
giovedì, 11 marzo 2004
¡ Què viva, España !
Ho passato splendidi momenti in Spagna. E' un paese che amo e che ammiro molto, dove io e il capo vorremmo comprare una casetta per le vacanze, nel bellissimo paesino dell'Andalusia che si chiama Nerja. Ho amici ed amiche lì, da dove si affaccia il Balcon de Europa. Dovevamo essere a Barcellona questo weekend, ma poi è andata come è andata e abbiamo dovuto rimandare il viaggio. Madrid ... è molto bella. La stazione Atocha, dove è scoppiata la prima bomba, è un esempio di perfetta congiunzione tra passato e futuro, dove un simpatico e ottimo ristorante ti permette di mangiare con lo sguardo alla serra che ne contraddistingue la parte inferiore. Tutto il mio affetto va a Madrid e alla Spagna, e al popolo spagnolo. Popolo fiero e degno, che ha già dimostrato di saper combattere il cancro che senza averlo chiesto si trovano al loro interno. E' un bruttissimo giorno. Mi piacerebbe che, a mente fredda, qualcuno riflettesse su questo : sembrava di vedere immagini di Israele. Tutta la solidarietà che merita il popolo spagnolo la merita anche quello israeliano. Speriamo che se ne rendano conto quelli che ora piangono e poi sono indifferenti al proissimo autobus che salta in aria a Tel Aviv. Il terrorismo è un cancro che non distingue le sue vittime.
Un post di Mixumb delle
17:22
·
commenti (17)
mercoledì, 10 marzo 2004
E se non siamo come voi una ragione forse c'è
"Si accredita surrettiziamente l'esistenza di due realtà separate : un « noi » solidale e preoccupato degli altri e un « loro » costituito da individui sadicamente uniti nella mistica del profitto, del mercato, della produttività, e in nome di tutto ciò disposti ad ogni accanimento, anche il più irragionevole, contro l'uomo. Sembra di risentire il sound dell'era beat, quando i microfoni e le chitarre di « complessi » come i Nomadi e i Rokes avevano diffuso uno schema davvero perentorio e infallibile, quello della divisione del mondo e della società in due : non i conservatori e i rivoluzionari, non i moderati e i « massimalisti » bensì « noi » e « voi ». Noi, sia ben chiaro, eravamo gente passionale e autentica, sincera, capace di illudersi sul futuro. Voi, lasciamo perdere : « e se noi non siamo come voi una ragione forse c'è »."
Questo passaggio non è farina del mio sacco. E' contenuto, nel capitolo denominato "Quelli di sinistra, invece", nel bel libro "Post Italiani" di Edmondo Berselli, che per chi non lo sapesse non è un pericoloso ideologo di Forza Nuova nè uno degli adoratori del principe cavaliere rifatto : è un editorialista de « L'Espresso » e direttore della rivista « Il Mulino ». Rileggendolo, è evidente come faccia il paio con gli editoriali ricolmi di supremazia morale e culturale del notista di sinistra Michele Serra, che scrive su « Repubblica ». Ne parla qui anche JimMomo, che trae spunto dalla sobria dichiarazione del neopacifista Achille Occhetto (quello della gioiosa macchina da guerra) che con capalbiana saggezza abbordava Giuliano Ferrara con le gandiane parole "noi pacifisti siamo antropologicamente e moralmente superiori a voi!" : alla faccia del piffero. Ma io ho postato qui il pezzo di Berselli perchè, è proprio il caso di dire ... "sinistramente", è una perfetta descrizione della boria spocchiosa con cui certi blogger di casa nostra approcciano le opinioni di chi non è d'accordo con loro. Tra una fantomatica e risibile accusa di neofascismo da attribuire a chi non la pensa come loro e la penosa abitudine a stravolgere quanto sostenuto dall'interlocutore dissenziente, tra un uso dei aggettivi offensivi ed un'atmosfera da "io l'avevo detto" anche quando la realtà dà loro torto, tra una mistificazione del pensiero altrui e l'accusa di usare troppe parole o di essere troppo cortesi, la storia va avanti e loro rimangono indietro, nel confortevole quanto fittizio calduccio dell'abbraccio fatale della convinzione di essere nel giusto senza volere ascoltare o rispettare chi non la pensa come loro. Non c'è link a mezzi di informazione che tenga, siano essi di destra o di sinistra, indipendenti o schierati, americani o europei. Non c'è statistica sul rapporto tra la decadenza europea e la superiorità americana che possa convincerli. Non c'è comparazione tra i proclami di unità a sinistra ed i voti ognuno per conto suo che possa smuoverli. Non c'è iato tra quanto sostenuto dal proprio leader in pectore ed i proclami da anime belle che da tempo vanno sbraitando contro qualsiasi logica che possa svegliarli dal sonno della mancata volontà di capire cosa accade quotidianamente : certa gente, convinta di detenere la verità, stravolge ed ignora quanto avviene intorno a loro con le mani sulle orecchie, come Carlo Verdone in un suo celebre film di qualche tempo fa. E, per completare l'opera, queste persone dall'alto del piedistallo su cui si sono eretti per sentirsi all'altezza degli altri si crogiolano nella ridicola affermazione di non essere antiamericani, dopo aver dedicato il 90 % dei propri post ad evidenziare verità ma anche e soprattutto ad inventare menzogne sui problemi dell'America di Bush, che certo perfetta non è ma che se fosse come la dipingono questi novelli santoni sarebbe terra da cui scappare, e non in cui ogni giorno milioni di persone vorrebbero andare a vivere. Portabandiera di una presunta superiorità tutta da dimostrare, loro pretendono di accreditarsi come coloro che difendono la vera America, senza comprendere come la vera America se ne infischia del relativismo culturale di questi professori con la puzza sotto il naso e vota Bush, e che per carpirne il voto anche Kerry inizierà presto a scavalcare l'attuale presidente al centro, come dovrà fare qualsiasi candidato della sinistra europea che vorrà nel suo paese uscire dal cul de sac in cui l'esito delle ultime elezioni in Grecia e Germania e delle imminenti elezioni spagnole avrà ancora una volta inequivocabilmente dimostrato. Difensori a volte di diritti civili sacrosanti (la lotta contro la discriminazione nei confronti di gay e lesbiche, ad esempio), se la prendono con chi fa la stessa battaglia ma senza cedere al facile rituale schematico noi contro di loro, riuscendo nella difficile impresa di sostenere la posizione corretta sparando ad alzo zero su tutto e tutti, ivi compresi coloro che sono d'accordo con loro ma che non cedono a facili isterismi. Preferisco di gran lunga Daniele Scalise, che (dopo essere stato cacciato dall'ennesimo giornale di sinistra che predica bene e razzola male, forse già preoccupato di quando nella piena unità della sinistra i cattolici della margherita e tutti gli altri dovranno nuovamente riunirsi attorno ad un tavolo per parlare di matrimonio omosessuale o anche semplicemente di pacs, scannandosi fino a constatare che di unitario nelle loro posizioni non c'è un bel niente, alla faccia del popolo della sinistra che rispetta i diritti degli omosessuali e che poi a fianco dello stand dell'arcigay posiziona la raccolta firme a favore della Cuba di Fidel Castro, che i gay li imprigiona e li umilia) scrive sul Foglio una rubrica che ha il volutamente provocatorio titolo "Froci", e che spiega e rappresenta la comunità omosessuale centomila volte meglio di alcuni altri presunti autotitolati guru che rappresentano solo sè stessi e - peggio che mai - la strumentalizzazione di una giusta battaglia per fini biecamente snobistici e sinistrorsi. Sono pronto a fare a botte contro chiunque si permetta di mancare di rispetto ai diritti di gay e lesbiche a vivere una vita esattamente uguale a chi è eterosessuale. Sono dalla parte di chi è discriminato da una società bigotta e sotto il pacchero dell'ingerenza vaticana. Sono con chi chiede solo di vivere la propria vita, e non difendo affatto la destra cristiana americana alla quale Bush deve purtroppo alcuni dei suoi voti. Ma sono in grado di riconoscere la strumentalizzazione e quanto più una battaglia è giusta tanto più è odioso usarla come scudo per la mala fede di alcuni presunti portatori di superiorità di sinistra. E adesso, se vi consola, andatevi a contare le parole, che siete bravi a fare solo quello.
Un post di Mixumb delle
10:25
·
commenti (36)
martedì, 09 marzo 2004
Un ritorno gradito

E' quello dello Spino nel Qlo, dopo una temporanea assenza dal mondo dei blog per riordinare le idee. Se un tempo mi avessero detto che sarei stato così contento di poter ritornare a leggere un ciellino, non ci avrei mai creduto. E invece mi fa proprio piacere. Onestà intellettuale e buona fede sono cose rare, anche nel mondo dei blog (si leggono certe cose, in giro ...). Per cui molto bene, bentornato allo spino !
Update : doppio ritorno : anche Rolli si è finalmente liberata (speriamo) dei problemi con il suo provider, ed è di nuovo online. Minore periodo di assenza ma stessa soddisfazione nel poter leggere di nuovo il suo blog. Molto molto bene !
Un post di Mixumb delle
08:03
·
commenti (3)
lunedì, 08 marzo 2004
Si vis pacem, para bellum
Eh, 'sti neoconi un pò imbecilli. Sempre lì a cannoneggiare e a giocare ai soldatini. Ce l'hanno coi pacifisti, brava gente taaaanto caruccia, intelligente e migliore, che mai si sognerebbe di far del male ad una mosca. Porelli. Brave persone che coi dittatori ci andrebbero - forse, chissà, bah, vediamo - a parlare, convinta di convincerli a suon di trombette e bandierine. Basta poco, checcevò : e il Saddam di turno, impressionato dalla bandiera arcobaleno, si direbbe accigliato : "Mi sa che questi hanno ragione, adesso smetto di scavare fosse comuni e riempirle con i cadaveri di cittadini innocenti. Ma sai che non ci avevo mai pensato ? Sono impressionato dal messaggio di pace, la mia vita è cambiata. Ora basta con le camere di tortura". E invece - VERGOGNA ! - 'sti neoconi sempre lì a fare dichiarazioni di guerra e ad esaltare che oggi si firma una costituzione liberale in un paese che da 35 anni ha rappresentato la legge della giungla. Che indegni questi neoconi, che osano rivolgere senza ritegno le loro balsfeme considerazioni persino ad un giornale bello e ammirevole come Nigrizia, quello del (santo) padre Alex Zanotelli : lui sì che è bravo, pacifista, buono d'animo e solidale. Pensate come c'è rimasto male, lui che asserisce che per far rispettare i diritti civili di popolazioni sotto una dittatura basta andare dal despota e intimargli col sorriso sulle labbra di smetterla "senza se e senza ma", quando ha letto sul numero di marzo del suo giornale frasi grondanti di sangue innocente come "si vis pacem para bellum" o ancora "non c'è alternativa ad una credibile capacità militare di dissuasione se si vuole preservare, garantire o imporre la pace" nell'intervista ad uno di questi guerrafondai servi di Bush odiosi e tarati nel cervello. Com'è che si chiama questo cattivone intervistato ... ah già : Romano Prodi. Vergogna !
Update - e ricordate : mai linkare il guardian, se non volete che vi diano del neofascista (in un post in cui ... si linka il guardian !). Tristezza. Ma non pena.
Un post di Mixumb delle
11:20
·
commenti (7)
giovedì, 04 marzo 2004
I will survive
Lo so, è un titolo idiota. Uno si rompe una gamba e scrive che sopravviverà : e allora