martedì, 31 agosto 2004
Operazione simpatia
Ma non ho capito, è una campagna di marketing, l'aggressiva del sorriso alla rovescia o semplicemente un caso ? Io ancora mi devo riprendere che dopo averci cacciato dagli europei del 2000 Trezeguet se ne è venuto a giocare in Italia, nella Juve, che questi si comprano pure Ibrahimovic, che ci ha cacciati dall'europeo di quest'anno. E niente niente vogliamo prendere come direttore sportivo un tale dentista coreano di nome Pak Doo Ik ?
Non è che alla Juve si pensano di risultare troppo simpatici ? Simpatici come un'ernia iatale, direi.
E per di più continuano a costringere qualsiasi allenatore della nazionale a far giocare Del Piero. Che è la cosa peggiore di tutte.
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Ladies and Gentlemen
Ladies and Gentlemen, give it up for Major Rudolph Giuliani's speech, Republican candidate for the presidential election 2008.
Wanna bet ?
P.S.: non è vero AFFATTO che Giuliani abbia "attaccato" l'Italia, come in mala fede scrive il sito del Corriere della Sera. Come non è vero che ci siano stati fischi quando ha nominato l'Italia. E' vero, invece, che i fischi hanno riguardato il rilascio dei terroristi colpevoli dell'attentato alle olimpiadi di Monaco del 1972 arrestati e poi lasciati liberi da parte del governo tedesco, e la posizione in generale dell'Europa. L'Italia è stata l'unica dei tre esempi citati a non essere fischiata.
P.P.S. E a proposito di ... Giuliani. A New York possono esserci manifestazioni di protesta. Ma nessuno si sogna di mandare giovani ragazzi con un estintore in mano contro le forze di polizia. Nemmeno lontanamente.
martedì, 17 agosto 2004
Saluti a tutti
Si chiude bottega fino ai primi di settembre. Il capo ed io, dopo aver cercato di andare al mare in Italia ed esserci scontrati con prezzi alle stelle e strutture non esattamente esaltanti (e ci dispiace perchè un po' di mare italiano lo avremmo apprezzato assai) ci siamo rivolti alle nostre solite spacciatrici di viaggi (aka Silvia e Marzia) che ci hanno segnalato l'unico last minute che potesse soddisfare le nostre esigenze ( ed i miei vincoli dovuti alla deambulazione tutt'altro che perfetta) e non costare una tombola.
Così, andremo in Tunisia per una settimana. Io partirò con quattro o cinque libri filoamericani, il telo da mare con gli stemmi dei 50 stati USA, il cellulare con il desktop con lo stars and stripes e la suoneria che è lo star spangled banner (lo so, sono monomaniaco, ma perchè, a leggere il blog non l'avevate capito?). Tenendo presente che andiamo in un albergo che si chiama "Al Andalous", se non torno sapete perchè :-) Lo dico in special modo a quel folle che ha deciso di impalmare la fidanzata il primo sabato di settembre ...
L'altra volta, in Tunisia, era il 1996, e mi offrirono venti cammelli per il capo. Ma allora era un'altra cosa, adesso c'è l'euro ... chissà, magari qualche barile di petrolio :-)
Shalom a tutti, riposatevi e divertitevi. Io mi dedicherò alla meditazione e al kebab.
P.S. Ma il Berlusca con la bandana in testa, l'avete visto ? Non trovo aggettivi ... da non perdere. Eccolo qua 
Un post di Mixumb delle
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venerdì, 13 agosto 2004
Pronto ? Parla più forte che qui c'è rumore ...
Giuro di aver visto uno degli atleti italiani che in mezzo alla sfilata per la cerimonia iniziale delle olimpiadi di Atene parlava al cellulare
Update: la cosa si è conclusa all'insegna dell'ammore, con l'accensione di un gigantesco spinello nell'applauso collettivo di qualche miliardo di persone in collegamento via satellite.
Un post di Mixumb delle
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giovedì, 12 agosto 2004
Gesù è morto di freddo. A Bruxelles
Da Il Foglio di oggi
Per evitare di affrontare le conseguenze dei suoi errori di valutazione, l’Unione europea ha la tendenza a negare l’esistenza dei problemi, in base a un uso cavilloso del principio garantista dell’esigenza di prove. Nelle province occidentali del Sudan, come tutti sanno, è in corso il massacro delle popolazioni civili nere e l’incendio sistematico dei villaggi, con l’effetto della fuga disperata di circa un milione di persone e l’assassinio di molte migliaia. Però questo, per Pieter Feith, rappresentante di Xavier Solana per il Sudan, non basta per parlare di genocidio. La ragione è che bisogna “dimostrare che si sono commessi atti sistematici contro un determinato gruppo etnico”. Quindi, pare di capire, visto che i miliziani filogovernativi attaccano indiscriminatamente tutti i villaggi del Darfur, non possono essere accusati di pulizia etnica. La tesi è tanto paradossale che anche chi cerca di difenderla, come El Pais, riesce solo a spiegare che il Darfur non è come il Ruanda, per la diversa scala dimensionale dei massacri, ma come il Kosovo. Ma in Kosovo la Nato, di cui era allora segretario Solana, intervenne.
Un altro organismo europeo, l’Ufficio antifrode, ha intanto concluso che “non ci sono prove che fondi discrezionali di assistenza economica diretta all’Autorità nazionale palestinese siano stati impiegati per finanziare attività illegali, terrorismo compreso”. Anche qui lo scrupolo per le prove serve a negare una realtà che è nota a tutti, compresi i palestinesi che si ribellano al regime nepotista e corrotto di Yasser Arafat. In questo caso, poi, chi dà i quattrini (più di un miliardo e mezzo di euro) ha il diritto di chiedere conto di come sono stati spesi, invece di dover cercare le prove delle frodi. Invertendo l’onere della prova, l’Ue può continuare a regalare soldi ad Arafat naturalmente senza alcun controllo su come vengono spesi. Una istituzione internazionale che in due giorni riesce a sostenere che il governo sudanese è innocente e Arafat è onesto, potrebbe dire che Gesù è morto di freddo.
Al direttore - “Secondo il rapporto preliminare preparato e diffuso il 10 agosto dall’Olaf, l’ufficio antifrode dell’Ue, ‘i fondi comunitari destinati all’Autorità nazionale palestinese non sono mai finiti nelle mani sbagliate, tanto meno in quelle delle organizzazioni terroristiche”. Questa notizia è a dir poco sconcertante. L’Olaf non è credibile, le stesse iniziative in corso contro la corruzione dei vertici dell’Anp sono divenute ancora più feroci, da parte di esponenti autorevolissimi palestinesi, in queste ultime settimane: basti pensare all’ultimatum rivolto da Mohammed Dahlan ad Arafat. L’Olaf si è già recata a Gerusalemme due volte negli ultimi dieci mesi ed è in procinto di tornarci per interrogare alcuni detenuti palestinesi che hanno ammesso alle autorità israeliane di aver ricevuto soldi da conti sospetti. L’Olaf sa benissimo che durante le audizioni del Gruppo di lavoro del Parlamento europeo, voluto dai radicali nella scorsa legislatura, è sorta una polemica su ciò che è da considerarsi prova e cosa no. Tanto per fare un esempio, durante queste audizioni l’intelligence israeliana ha prodotto dei documenti comprovanti dei versamenti destinati ad azioni terroristiche. L’Olaf, da parte sua, ha dichiarato di non considerare prove questi documenti perché non vi era stato un processo che confermasse questa tesi. Come dire: non considero prova ciò che lo è per i servizi di uno Stato democratico (figurarsi se poi è lo Stato di Israele). Ormai è unanime il coro di coloro che riconoscono livelli spaventosi di corruzione e di distrazione dei fondi comunitari all’interno dell’Anp. Basti pensare al business miliardario per il cemento del muro: in un rapporto del parlamento palestinese viene denunciato il coinvolgimento nell’affaire di società ed esponenti dell’establishment vicino ad Arafat, in particolare del suo super-tesoriere Mohammed Rashid in una vicenda a dir poco incredibile secondo la quale parecchi di questi denari hanno arricchito palestinesi già ricchi. In un sondaggio pubblicato il 22 giugno scorso, svolto dall’istituto di sondaggi palestinese Jmcc, addirittura il 90,3 per cento dei palestinesi ritiene che l’Anp sia corrotta. Per non parlare delle conclusioni della commissione di inchiesta del Consiglio legislativo palestinese che proprio in questi giorni ha accusato l’Anp di essere la causa principale dello stato di anarchia nel quale si trovano i territori da lui amministrati. Tutto per come viene gestita la sicurezza e i fondi che l’Ue destina ai suoi apparati. Il conto personale di Arafat, che solo nel periodo 2002-2004 ha ricevuto, per il funzionamento del suo ufficio, dal bilancio dell’Anp, la bellezza di 219 milioni di dollari, è al di fuori di ogni controllo. Lo stesso Fmi, incaricato di vigilare‚ (si fa per dire) sul bilancio dell’Anp, non ha competenze sul conto personale di Arafat e, nel settembre 2003, parlava anche di un “buco‚” nel bilancio dell’Anp, di 900 milioni di dollari per il periodo 1995-2000 quando il controllo diretto del bilancio lo aveva Arafat e non l’attuale ministro delle Finanze. Per l’Olaf i “buchi” non sono “prove”.
Sergio Rovasio
mercoledì, 11 agosto 2004
Difendiamo i diritti civili sta tornando il proibizionismo
Intervista ad Emma Bonino su Repubblica di oggi
ROMA - «Sì, la so l´ultima di Sirchia. Pensano di applicare il ticket alle immigrate che abortiscono... Che devo dire? Un colpo di caldo capita a tutti». Emma Bonino parla al telefono da Il Cairo. Non è nemmeno indignata, «direi piuttosto incredula». «Sirchia può pensare anche che l´aborto sia un omicidio, ma c´è una bella differenza tra la libertà di opinione e una dichiarazione fatta dalla poltrona di ministro. Mi sembra chiaro che vuol cambiare la legge». «Giorno dopo giorno - registra amara la Bonino - vedo avanzare il proibizionismo. Agli amici di destra e sinistra dico: ragazzi, spariamo un colpo in aria prima che sia troppo tardi».
Sirchia giura che c´è stato un polverone, che lui vuol solo riflettere sulla applicazione della 194.
«Alla sua età dovrebbe avere già avuto tutto il tempo per riflettere».
L´attacco alla legge sull´aborto è ormai un evento ciclico. Quante volte, negli ultimi decenni, ha dovuto replicare?
«Non le conto nemmeno. Intendiamoci: io ammetto il pensiero diverso. La legalizzazione dei fenomeni sociali, la separazione fra Stato e Chiesa, servono proprio a questo. Controlli l´aborto ma nessuno ti obbliga a farlo, ognuno nella vita sceglie quel che ritiene più opportuno. Se c´è una cosa che mi irrita profondamente in questa polemica è che, al solito, si fa passare le italiane come svitate o leggere, sembra che una scelta così delicata e difficile venga vissuta come una passeggiata. Ci fanno i complimenti, lodano i progressi fatti dalle donne. Poi, però, alla fine vogliono controllarci».
Da una parte date del talebano a Sirchia e dall´altra, è il caso di Pannella, sareste pronti ad entrare in questo esecutivo. Non c´è contraddizione?
«No, io non pretendo che la coalizione con la quale dialogo sia radicale. Io faccio dei contratti di governo su temi precisi. Con il centrodestra si può parlare di giustizia, di politica estera. Ma sui diritti civili noi saremo sempre oppositori di tutti i talebani, di destra e di sinistra».
Torniamo a Sirchia. Il ministro è preoccupato. Dice che gli aborti sono diminuiti, ma non fra le immigrate che usano l´interruzione di gravidanza come fosse un contraccettivo.
«Se ha queste preoccupazioni, non capisco allora perché non autorizza, anche senza ricetta, la pillola del giorno dopo. Ho qui i risultati di una ricerca sull´andamento degli aborti che verrà resa pubblica a settembre. E´ chiaro che tra le immigrate il fenomeno è più diffuso. Le ragioni sono culturali, affondano nei loro Paesi d´origine. Ma, dati alla mano, una volta arrivate nel nostro Paese, queste donne si avvicinano alla cultura della pianificazione familiare e cambiano approccio. Il tasso di aborto delle donne rumene in Italia è minore di quello delle donne rumene in Romania».
Secondo lei Sirchia dovrebbe dimettersi?
«Non mi sembra francamente il punto. Ho letto dichiarazioni di fuoco, ma preferirei contributi più fattivi. Vorrei che Fassino e Pecoraro Scanio si dessero da fare per non perdere l´occasione del referendum. La legge sulla procreazione assistita è figlia dello stesso atteggiamento usato nei confronti dell´aborto, è la trasposizione legislativa di un approccio clericale. Questo Paese diventa ogni giorno più inquietante. Raccogliamo le firme, apriamo un dibattito nella società. Se non si va all´attacco sui nuovi diritti civili, si rischia di arretrare, di vedersi spogliare anche del patrimonio già acquisito. Giorno dopo giorno vedo avanzare il proibizionismo. E´ dal 2001 che vado dicendo che bisogna sparare un colpo in aria. Questo è un Paese dove il divorzio breve non è passato, le pillole del giorno dopo provocano l´obiezione di coscienza dei farmacisti, la Ru486 non viene commercializzata mentre le altre cittadine europee usano l´aborto farmacologico...».
Appunto: si immagina Pannella ministro di questo governo, seduto accanto a Sirchia?
«Insisto: noi facciamo contratti di governo, non sposiamo nessuna coalizione in toto. Adesso bisogna far esplodere il tema dei nuovi diritti civili. Se la sinistra si desse da fare... ».
lunedì, 09 agosto 2004
Harlem. A New York State of Mind
Quest'anno a New York si celebra il trentesimo anniversario dell'Harlem Week. In estate il popolare quartiere nero di Manhattan si trasforma in un luogo dove musica e cultura afroamericana vengono esaltate e meglio conosciute, mediante una lunga serie di performances live racchiuse nell'Harlem Jazz Music Festival e un altrettanto lungo elenco di avvenimenti che manifestano l'amore e l'orgoglio della comunità nera di New York. Qui c'è la storia dell'Harlem Week.
Davvero, non vorreste essere lì ? Io tantissimo 
"Did You Know? New York City’s internationally known nickname “The Big Apple” was derived from a popular jazz club. The Big Apple Club and Bar was located at 135th Street and Adam Clayton Powell Jr. Boulevard".
domenica, 08 agosto 2004
Ciao Marco
Cugino, finalmente sono riuscito a venirti a trovare nella tua nuova casa. Le altre due volte che sono salito a Sant’Agata era sempre di mercoledì, e curiosamente il mercoledì non è possibile venire da te, perché “è chiuso”. Io non lo ricordavo, lo sai che ho sempre la testa tra le nuvole, ma stavolta mi sono organizzato, e così ho potuto finalmente rivederti. Sei sempre tu, con quel ciuffo che non riuscivi mai a pettinarti, e quell’espressione che ti contraddistingue in pieno a metà tra il paraculo e il bravo ragazzo. Ora stai in un posto molto bello, molto tranquillo. Gli zii non ti fanno mai mancare nulla … ma tu non hai bisogno di molto, non più, ormai.
Con mia moglie abbiamo ripercorso un po’ alcune tracce del tuo passato. Abbiamo riso al ricordo di quando le chiedesti di incidere un messaggio in francese sulla tua segreteria telefonica, solo per spiazzare con uno scherzo chi ti chiamava. Siamo andati a vedere lo splendido panorama a Santa Maria dell’Annunziata, dove portavi Mena quando volevate stropicciarvi un po’. Abbiamo rivisto Positano, sempre stupenda e vivissima: siamo passati davanti al locale dove hai passato intere giornate a provare i tuoi prototipi da corsa sulle piste, seguendo quel tuo hobby che ti ha poi portato a studiare ingegneria e a seguire quella strada (A proposito: ho venduto il motorino, quello che mi consigliasti tu su mia richiesta. Mi sono rotto una gamba scivolando su una macchia d’olio proprio mentre ci stavo sopra, e guidandolo di nuovo avrei paura di farmi nuovamente male. Mi dispiace, ma lo sapevi che tuo cugino è una frana, no ? Tra i due quello che riusciva meglio in tutte queste cose sei sempre stato tu). Abbiamo anche visto l’albergo dove lavorava Cristina: è una meraviglia, deve averti voluto molto bene per lasciarlo e trasferirsi a Milano dove già lavoravi tu.
Ieri, poi, siamo andati a mangiare la fantastica pizza di Salvatore, con lo spettacolo della vista notturna sui due golfi. Una cosa meravigliosa, anche se io ero un po’ triste. Il pomeriggio, infatti, avevo visto il tuo album di foto, che la zia Rita custodisce gelosamente. Ci ho ritrovato, tra le altre, le foto di quando ci siamo travestiti da nonni, tu da nonno Agostino e io da nonna Giacinta con le gambe storte. E quelle in cui io facevo l’anno nuovo e tu l’anno vecchio: era il capodanno tra il 1979 ed il 1980, e noi due eravamo strafelicemente due idioti che facevano ridere i rispettivi genitori e che speravano un giorno di mostrare quella foto per far capire ai rispettivi figli quanto fossero affiatati quei due cugini. Ti prometto che lo farò.
Questa mattina, poi, ti sono venuto nuovamente a salutare, prima di ripartire. I tuoi hanno una cura maniacale per la tua nuova casa, ed è giusto che sia così. Ho chiesto a tuo papà di salutarti qualche volta per conto mio durante l’autunno e l’inverno, perché stai a quattro ore di macchina e non riuscirò a tornare spesso. Non sei il più giovane, sai (ma si che lo sai): c’è dietro di te un ragazzo di venti anni. Per il resto, sei circondato da persone di una certa età: non sono loro ad essere fuori posto, sei tu che in quel condominio non ci dovresti stare. Ti ho rimproverato per avermi lasciato a “combattere” con le nostre rispettive madri, sempre più vecchiette e malconce e provate, molto provate da quanto è accaduto. Ti ho chiesto di salutarmi la nonna “inguattona”, lì dove stai ora. Ti ho detto, grosso modo, le cose che ti ho scritto qui ora. Non ce l’ho fatta a trattenere le lacrime.
Lì dove stai ora li leggete i blog, vero ? Ma si, sono certo che hai trovato il modo per continuare a inventarti scherzi e giochi con chi è lì con te e a riempire di splendide emozioni e avventure il tempo di chi frequenti ora, e che ogni tanto ti incuriosisci su cosa fa il tuo cugino e vieni a leggere queste scemenze che scrivo. E’ per questo che so che non ti dispiace se scrivo qui queste cose. Allora, per quando passi di qua la prossima volta, semplicemente: ti voglio bene cugino. E mi manchi tanto, ma proprio tanto tanto.
“Discendi con la tua canoa fiumi ricchi di acque spumeggianti,
scivola su distese di neve bianca, scintillante al sole,
attraversa pedalando città deserte di auto e parchi ombrosi,
corri su piste infinite tra prati ed alberi frondosi,
tuffati dagli scogli nel mare più limpido e trasparente e nuota leggero, veloce
libero, libero, libero …”
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giovedì, 05 agosto 2004
Lo sapevate ?
C'è uno che dice che i detenuti afghani a Guantanamo stanno lì da 4 anni. Non è un abbaglio, lo specifica bene: "4 - quattro, QUATTRO!". Ora, 4 anni fa c'era ancora Clinton. 4 anni fa era il 5 agosto 2000. Gli afghani che sono lì sono stati catturati dopo l'attacco agli USA dell'11 settembre 2001.
Questo signore scrive su macchianera. Ha scritto 'sta cosa alle 14.56, ovvero quasi 5 ore fa. In 5 ore non c'è stata un'anima pia che gli abbia chiesto quello che gli chiedo io:
Ma se son 4 anni che i detenuti afghani stanno lì, e ce li ha messi Clinton ... che cazzo ve la prendete con Bush, allora ?
Un post di Mixumb delle
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Estive sciocchezzuole amerikane
BAGHDAD - Almeno cinque persone sono morte per un attentato con autobomba oggi a sud di Baghdad. Lo ha detto il ministero della sanita'.
In precedenza testimoni e polizia avevano dato notizia dell'esplosione di un'autobomba a Mahawil, a 75 km circa a sud di Baghdad, dicendo di temere numerose vittime.
Un responsabile del ministero dell'interno ha precisato che l'autobomba che ha fatto cinque morti e' esplosa stamattina davanti a una stazione di polizia di Mahawil.
L'esplosione e' stata preceduta da un attacco verso le 08:30 locali (le 06:30 italiane) compiuto da individui armati a bordo di un'automobile, che hanno aperto il fuoco sui poliziotti che si trovavano davanti al commissariato. Questi ultimi, ha precisato il responsabile, hanno risposto ai tiri degli assalitori, che sono fuggiti.
Secondo il funzionario, che ha chiesto l'anonimato, successivamente e' arrivato un minibus che e' esploso con un kamikaze a bordo, uccidendo cinque iracheni e ferendone altri venti.
Ecco, mi sfugge qualcosa. Avendo ascoltato per mesi le narrazioni di solidali personaggi di sinistra che ci aprivano gli occhi su quanto fossero cattivi gli americani che "bombardavano i poveri irakeni", non ho ben capito - se non in nome di quell'antiamericanismo che però gli stessi figuri si affannano a negare essere la loro ragione di vita - per quale stramaledetto motivo da quando le bombe le mettono i seguaci di Saddam e di Al Qaeda tutta la sollecitudine nell'accorrere a difesa dei poveri irakeni (che sempre quelli sono) non c'è. Non c'è un beato costruttore di pace, non c'è uno sventolatore di bandiere arcobaleno, non c'è un prete di strada, manco un marcorizzo qualunque pronto a spendere una parola. Naturalmente lo stesso vale per il massacro in Darfour: ce ne fosse uno che in nome della pace abbgia detto qualcosa, proposto un sit-in sotto l'ambasciata sudanese, organizzato uno straccio di fiaccolata. Niente. Stanno tutti al mare a mostrar le chiappe chiare. E che si fottano quelli che muoiono d'estate.
Ogni giorno che passa il vostro roboante silenzio mi fa più schifo. Persino più schifo di quando urlate in nome della pace ma a senso unico. State comodi a Capalbio, mi raccomando.
mercoledì, 04 agosto 2004
Post lungo e purtroppo probabilmente inutile
Ecco, ci vuole pazienza. Nella vita, in genere. Con tutti, e tutti con noi. La parola chiave è questa: pazienza.
Qui a Roma c'è un detto che non ho mai ben capito. Fa così: "ma che ce ripensi, come i cornuti?", Ora, io che cornuto non sono (si accettano prese in giro, ma resto non cornuto) non capisco bene perché se uno ripensa a qualcosa … sbaglia. E d'altronde, se uno è cornuto e non ci deve ripensare non è detto che la moglie non lo cornifichi ancora.
Però questa è filosofia spicciola, oltre ad essere l'unica alla quale ho accesso.
Se ripenso alle litigate fatte sui blog, mi dispiace sempre. Devo dire che la vicenda della grande litigata tra Gianluca Neri e Loredana Morandi (forse sarebbe meglio tra Loredana Morandi ed il resto del mondo, ma insomma) mi ha colpito. Detesto e non poco Gianluca Neri, e in una piccola percentuale ha le sue colpe. Ma per la stragrandissima maggioranza, la quasi totalità, lì c'è che a volte nella vita ti capitano 'ste cose, e te le sorbisci, e sempre come dicono a Roma, "ce fai pippa". E insomma, io ho scritto cose antipatiche, e usato aggettivi non belli. Attenzione, non sto dicendo che non fossero meritati. Al contrario: ma questo non riguarda chi se li è beccati, riguarda me. Non mi piace quando trascendo, a differenza di altri non ne vado fiero né me ne bullo in giro, e sottolineo: a differenza di altri. Non sono un santo, anzi, per una volta che ho trasceso ce ne sono state dieci che "ho fatto pippa": ma quella volta, una su dieci, è sempre troppa. Anche se quasi sempre il destinatario dei miei strali se li è meritati tutti. Questo riguarda me, e non loro (mica sono tanti, sono due o tre quelli coi quali mi sono appiccicato). C'è anche da dire che più volte ho spiegato di non essere interessato alla lite, ma ormai la bavetta aveva preso forma sull'angolo della bocca altrui, e a quel punto c'è ben poco da fare, come quando ti passa il sonno e devi aspettare che ti ritorni.
Ora, uno cerca di migliorarsi. Non ci riesce sempre, però ci prova, in generale. Allora io sto cercando da un po' di non litigare: ci sto provando. Certo, leggo cose che mi fanno ribollire lo stomaco. Certo, leggo provocazioni evidenti. Certo, so che spesso chi usa queste provocazioni lo fa appositamente perché si diverte (non lo invento, me l'ha detto lui). Ciò nonostante, non voglio discutere. Voglio dialogare, con alcuni, e meglio se non la pensano come me, perché imparo di più. Ma con certe persone che si presentano con scritto in fronte "io ne so di più di te, pirlotto che non capisci nulla", non ho piacere/interesse/voglia di perdere tempo. Capita, chi è intelligente se ne fa una ragione. C'è chi evidentemente non se la fa. Leonardo, a mio avviso e con franchezza: questo sei tu.
E' per questo che non ti rispondo, e scrivo "si, certo, hai ragione tu". Però credo che questo sia quanto di peggio io possa farti. Poniamo che tu abbia affermato di divertirti provocandomi. Poniamo che tu pretenda sempre di avere l'ultima parola (controllare, please). Poniamo che tu non sia perfetto, per cui anche tu sbagli: ma quando lo fa chi non è d'accordo con te si tratta sempre di "figuracce", inequivocabilmente, mentre tu no, tu di figuracce non ne fai. Io mi prendo del pirla, così a gratis. E se scrivo "da quanto ne so io", ecco che secondo te io "pontifico". Dico, accidenti da che pulpito, come se te stessi a specificare "da quanto ne so io" tutte le volte che schiacci "invio". Ti sei permesso di distribuire aggettivi a destra e a manca come se fossero caramelle, ma in misura di molto maggiore a quello che fanno gli altri con te. Hai ammesso di non sapere come risolvere un problema, però sei sempre pronto a dar del pirla quando altri ci scrivono qualcosa a proposito, sul quale tu non concordi. Mi spiace, ma il problema è che non vedi l'ora che qualcuno ti si caghi, per far partire il teatrino.
Ecco, il problema principale è che io non mi diverto. Mi ascolti ? Credimi, ti sembrerà strano ma io non mi diverto. Tu risponderesti: ma mi hai cercato tu. Ma guarda che sbagli. Io condivido si e no il 5 % di quello che scrivi, e non apprezzo affatto i toni saccenti con cui lo fai: toni assolutamente inutili e dannosi, che non apportano alcuna argomentazione al tuo discorso, toni che non parlano PER te, ma parlano DI te. Ritengo inoltre che ci siano cose che tu scrivi che siano molto pericolose, e gravi, e francamente irritanti. Concordo con il Griso, che ti ha più volte e dettagliatamente elencato - l'ultima volta oggi sul blog di Rolli - perchè. Ma io ho risposto ad un tuo post, come faccio ora. E diamine, non è possibile che te la prenda se ti si scrive che si sperava che scopando di più avresti ricevuto beneficio (e noi con te, in ipotesi liberati dalla fillossera col ditino alzato). Guarda bene, non conosco nessuno al mondo che non riesca a capire che si tratta di una battuta, certo in tono di contraddittorio ma è uno scherzo. Ma davvero, davvero davvero non l'hai capito ? Io non credo. Io credo invece che fosse l'unica cosa da strumentalizzare per giustificare di far ripartire la sarabanda. Ma questa cosa che si va alla ricerca di un modo per menar le mani, sebbene virtualmente (spero, anche se tu auguri a me che qualcuno mi porti la guerra in casa: se mi comportassi con la tua stessa prosopopea e permalosità ci dovrei montare su un caso e chiamerei a raccolta la fossa dei leoni che si riunisce sul tuo forum, ma non mi passa nemmeno per la testa), questo non ti fa onore. E credo bene che tu lo sappia. Non sono da solo sai, ad avere questa convinzione.
Adesso, qui si cercherà di non dare fastidio più, visto che hai deciso di ergerti in piedi sulla cattedra a decantare e poi, più popolarmente, a destinare insulticchi qua e là. Io so come va, perché l'ho già sperimentato. Quando nessuno ti caga, a te prudono le dita sulla tastiera. Allora ti inventi un mondo che non c'è, fatto di neoconi che vedi solo tu, e provochi. E qualcuno ci casca, magari perché con altri si può interloquire e lo si fa. Invece quello è il punto di partenza del tuo show. Quasi la tua ragione di vita, si direbbe.
Professorino, io la penso così. Non sei d'accordo ? Sei liberissimo. Puoi anche continuare a venire qui dicendomi che non capisco un cazzo, che faccio figuracce perché scrivo così, insomma il tuo solito repertorio (da che si legge in giro sembra tu sia circondato da gente che ce l'ha con te. sarà il solito complotto plutogiudaicomassonico eccetera eccetera ?). Il fatto che io non abbia intento polemico non salva questo post dalla tua permalosità e nemmeno dalla tua voglia di attaccare briga. Non l'ha mai fatto, non mi illudo che funzioni ora, e sai, puoi ben decidere di rispondere qui o sul tuo blog nei modi che più ti aggradano: non cambieranno lo spettacolo che di te hai dato in passato. Però tu puoi essere convinto che io ho torto. Rispetterò la tua opinione, sapendo che altri lo farebbero con la mia, ma che tu no, tu non lo fai. L'ho sempre considerato un problema tuo, non mio: e come tale ho sopportato le tue scorribande, perché vedo che ne hai fisicamente bisogno, dici che ti diverti e a più riprese ti ho detto che ero lieto di essere di aiuto.
Però che rimanga agli atti, non mi diverti. Che non serva come scusa per autogiustificare il tuo comportamento. Il tuo atteggiamento è qualcosa che serve a te, ma che io sopporto come sopporto altre cose della vita che non mi divertono ma che esistono coi loro problemi e le loro dinamiche. C'è chi ha un destino di molto peggiore che diventare il sollazzo di uno come te: ma questo non vuol dire che ci si diverta o che si debba per forza solidarizzare con chi ha bisogno di realizzarsi così.
Che mi aspetto da questo post ? Nulla. Ti conosco bene. Proprio per questo, ti dico un'ultima cosa con estrema semplicità. Sai quel dipinto del neocone nato l'11 settembre, quello che deve giustificare il proprio odio, che voleva un nemico e finalmente ce l'ha avuto … quel numero lì, è tuo, l'hai scritto tu, lo porti in giro da un po'. Ecco, volevo dirtelo con molta semplicità. Non esiste. Mi spiace, Leonardo, ma non esiste. Mi sento un po' come quando spiegano ai bambini che Babbo Natale è finto. Leo, i neoconi come li dipingi tu non esistono se non nella tua testa: qualcuno te lo doveva dire, prima o poi, e metterti di fronte al fatto compiuto. In primis, perché "i neoconi" in quanto tali, non esistono. Coloro ai quali tu applichi questo termine sono persone tra loro diverse per moltissimi aspetti, che sono accomunate tra di loro nella misura in cui tu sei accomunato con un terrorista palestinese col tritolo legato in vita, o con un razzista antisemita che picchia una ragazzina ebrea francese, o con un povero ragazzo di venti anni che con un estintore in mano non sa di andare incontro ad un destino che non merita, perché nessuno merita di morire, e non in quel modo, e tanto meno di venire strumentalizzato come si è fatto con lui. Te l'ho detto un tempo, deludendoti molto perché invece non aspettavi altro: non credo tu sia antisemita. Ma lascia che ti si dica che è un costrutto mentale tutto tuo quello secondo il quale, in qualità di neocone, io sarei nato l'11 settembre. La mia adolescenza è piena di prove di amore e gratitudine e ammirazione per la cultura americana, ce ne sono sparse a centinaia, ma ne vuoi una su tutte ? Io mi sono sposato dieci giorni dopo l'11 settembre. E indovina dove saremmo andati in viaggio di nozze ? Bravo, sulla costa est degli USA. A vedere e ammirare e sognare quelle cose che da sempre ammiriamo e sogniamo, senza bisogno che qualcuno che non mi conosce pretenda parabolicamente di farmi la predica su cosa significa per me l'11 settembre e su cosa pensavo prima. E potrei continuare a lungo, molto a lungo.
Tu parli del fatto che saremmo speculari. Io non credo proprio che sia così. So bene che, se anche ti riferisci a me, non ti riferisci solo a me. Oppure io non c'entro nulla, e ho solo immaginato, dati tutti gli improperi che mi hai gentilmente destinato andando poi in giro a vantartene manco te li fossi tatuati in fronte, che quando parli di neoconi ti riferisci anche a me. Ad ogni modo, non credo si sia speculari. In primo luogo perché per tua stessa ammissione tu ti diverti a litigare con la gente, mentre io proprio no, e anzi, mi scuso con te delle parole non gentili che ti ho dedicato: ti ripeto, non perché io abbia cambiato idea e ritenga oggi che non le meritavi, ma perché non è stato bello farlo in quanto non è bello a prescindere, come diceva il principe. Più direttamente, perché sono sceso al tuo livello e non mi è piaciuto. Ho scritto sceso ? Si, ho scritto sceso. Perché come ti ho sempre detto (e ti incazzavi, chissà perché) ci sono cose sulle quali ne sai molto più di me - e allora semmai sarei salito, al tuo livello - ma a parte il fatto che non mi sento né mi sono mai sentito in competizione con te, questo è naturale. Quando però mandi in scena il tuo spettacolino, lì allora sprofondi: e se mi metto al tuo livello scendo anch'io, e non va bene. Non va bene a me, chè invece tu ti diverti.
Ma soprattutto non siamo speculari perché se io ti ho detto come la penso su di te e tu mi dici che non è vero, io magari continuo a crederlo ma lo tengo per me. Invece che tu abbia completamente cannato l'analisi su di me io te l'ho già spiegato, ma tu sei sempre lì che insisti per cercare di fare entrare un oggetto quadrato, io, in un buco rotondo, la tua concezione del neocone. Non c'è specularità, e io non faccio assolutamente nulla per giustificare quello che scrivi, anche perché scrivi del mio passato e non di ciò che faccio ora; e mentre le cose presenti puoi solo malinterpretarle (e lo fai sempre), quelle passate semplicemente non le conosci.
Basta, ci ho speso davvero anche troppo tempo e battute: non si sa bene perchè, ma tu hai il vizio di contarle per rinfacciarle, e anche questo in fondo ti descrive.
Chissà se qualcuno vicino a te sarà in grado di spiegarti realmente quello che c'è scritto in questo post … me lo auguro davvero. E poi mi auguro anche che tu scopi di più. E non prendertela, di solito a chi si vuole male si augura il contrario.
E comunque: "si, certo, hai ragione tu".
martedì, 03 agosto 2004
Come disse Woody Allen ...
l'ultima volta che sono stato dentro una donna è quando ho visitato la statua della libertà. Bè, da oggi è di nuovo possibile: Miss Liberty riapre al pubblico.
Visitors to New York City this summer will enjoy greater access to the Statue of Liberty. After a multi-million dollar renovation, the Statue will be open on August 3. Visitors will be able to explore the Statue of Liberty museum, peer into the intricate inner structure through a glass ceiling near the base of the statue, and enjoy the 360 degree view from the observation deck on top of the 16-story pedestal. At this time there are no plans to allow visitors to enter the interior of the statue itself.
A new reservations ticketing system will help eliminate long lines. Planned security enhancements include a secondary screening process and improved exits. The Statue of Liberty was closed after September 11, 2001 and has remained closed even though visits to the island resumed December 2001.
There’s a new advanced reservations ticketing system for the tour, which accommodates 360 visitors per hour. Advance tour reservations may be made via 866/782-8834 or 212/269-5755 from outside the U.S. The tour is free but there’s a service fee of $1.75 per ticket if ticketed in advance. A limited number of daily walk up tour reservations can be made before boarding ferries to the statue. Group tickets are limited. Internet reservations will be available by September on the National Park Service web site, www.nps.gov/stli. The round trip ferry fee, which includes service to both Liberty Island and Ellis Island, remains $10 per adult, $8 per senior citizens (62 and older), and $4 for childern 3-12.
A private fundraising campaign to reopen the statue was launched by the Statue of Liberty-Ellis Island Foundation last November with a pledge from American Express, which helped spearhead the campaign, to donate $3 million.
lunedì, 02 agosto 2004
Il mondo alla rovescia
Si chiama Silvio. E' di Milano. E' il più bello d'Italia. Ne dà notizia repubblica.
Chissà Ciccio Rutelli che depressione 
Un post di Mixumb delle
12:24
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domenica, 01 agosto 2004
Give it up for The United States of America
Com'è noto a chi legge questo piccolo blog, il sottoscritto voterebbe, qualora fosse un cittadino statunitense, per il Presidente Bush. Ma l'eccezionale interesse per la convention democratica conclusasi a Boston mi ha ovviamente fatto piacere, e condotto nella speranza - un po' maliziosa - che altrettanta benvolenza e interesse non schierato vengano dedicati anche alla convention repubblicana, di scena a New York agli inizi del prossimo settembre. Si vedrà.
Mi sono chiesto, in questi giorni, che atteggiamento emozionale io provi nei confronti della convention democratica. Io amo e rispetto e ammiro l'America, non solo i repubblicani, non solo Bush, non solo i neocon. Anzi, leviamoci subito il sassolino più grande e importante: se l'unica issue importante fosse l'atteggiamento nei confronti di cose di enorme importanza come aborto, matrimoni gay, ricerca scientifica ... bè, Kerry sarebbe il mio candidato. Sebbene non spinga quanto potrebbe e dovrebbe e mi piacerebbe verso quelle fondamentali libertà che Bush rifiuta di riconoscere, è certo che su questi argomenti sia Kerry il migliore tra i due. E devo dire che, personalmente, ritengo molto grave le posizioni di Bush, che qui vellica i più arretrati convincimenti della destra religiosa dai quali io mi sento lontano anni luce. Di più: su un'altra importante issue come la politica estera, Kerry ha completato il suo inseguimento alle posizioni di Bush e ormai è difficile distinguere le une dalle altre su moltissimi aspetti. E' comunque importante, per chi come me approva la politica estera portata avanti dal Presidente Bush, sapere che se questi perderà grande parte dell'approccio alla sicurezza e agli interessi presenti e futuri degli USA sono nelle mani di chi ha promesso e giurato più volte di capire l'importanza del first strike, del patriot act, della dottrina Bush per la difesa della democrazia nelle zone del mondo dove alcuni dittatori oltraggiano e massacrano i diritti dei loro popoli alla libertà e alla felicità. E ancora: mi piacerebbe, anzi sarebbe necessario, anzi considereri un obbligo per tutti i candidati alla Casa Bianca che la si smettesse con la pena di morte. Subito.
Insomma, capisco bene le polemiche contro i liberal che negli USA provengono dai commentatori e dai think tank repubblicani: ma anche se solleticano il borrido Michaelmoorismo (e però lo spediscono lontano dalle luci del palco), i dems sono di gran lunga migliori di moltissima parte della politica che regna al di qua dell'oceano, escluso Blair. Sarà un flip-flopper, ma ci fosse Kerry al comando di Francia o Germania o Spagna o Italia o magari della Commissione Europea e si starebbe un po' meglio di sicuro. Howard Dean ha preso una portata in faccia che dovrebbe dirla lunga agli europei antiamericani in processione a Boston. Capisco l'entusiasmo, ma al di qua dell'Atlantico vi ritrovate con Pecorario Scanio, Agnoletto, Vattimo e Diliberto: vedete un po' di trovare "la quadra", come dice una vostra vecchia costola oggi disconosciuta con imbarazzo.
Sono due, in sintesi, le cose che non mi piacciono di Kerry. Ed entrambe possono essere ricondotte al voler tenere i piedi in due staffe, che ritengo sia la pratica dei dems americani che più hanno potuto apprezzare Fax&Rut nella loro trasferta (forse l'unica, giacchè a vederli esultare mentre Kerry si presenta in mezzo ad una parata militare in cui dice che in Iraq debbono andare più truppe e che farà di tutto per difendere il suo paese ... bè, io non ce li vedo proprio). To be flip-flopping, per Kerry, significa sia in politica economica che in politica estera promettere qualcosa che non sa come ottenere. Non vuole dire che alzerà le tasse, ma portare l'assistenza medica nelle case del numero di americani che lui vorrebbe è impossibile senza un aumento del prelievo fiscale, che è ciò che costò il mandato nel 1992 al padre del suo competitor. Lo stesso vale per l'aumento ed il miglioramento delle misure di sicurezza e della riorganizzazione dell'intelligence, e per l'aumento delle spese militari necessario a mettere in pratica le sue volontà in materia. Inoltre, è facile sostenere che non agirà unilateralmente ma si coordinerà con gli alleati (quali ? non tenderei a considerare la Francia un alleato degli USA, al momento) e con l'ONU (a proposito della quale non c'è stato un solo accenno, non una parola sulla necessità di riformarla, sulle ultime allucinanti delibere dell'Assemblea Generale, sulla furbetta e deleteria azione di Cina e Russia in Consiglio di Sicurezza). Ma è più difficile, anzi impossibile, rendere tutto ciò coerente con l'affermazione secondo cui il Presidente Kerry non permetterà che la difesa del suo paese dipenda dalle volontà altrui. Non so come si dica in slang bostoniano "fare le nozze coi fichi secchi", ma tant'è ci siamo capiti, e non sono certo io l'unico a pensarla così. Senza dimenticare che attaccare Bush per come ha condotto la guerra al terrorismo avendo votato sia Kerry che Edwards due volte a favore della liberazione dell'Iraq e poi attaccarlo per aver mandato poche truppe avendo votato - ancora entrambi - contro il rifinanziamento della missione, sembra molto incoerente e verrà fatto notare ancora non poco.
Insomma, credo sia meglio che la dottrina Bush venga portata avanti dal titolare, senza snaturarla mediandola con sentimenti ipocritamente pacifisti che mal si legano con essa e che la corromperebbero fino a renderla inefficace. Inoltre, un liberista monetarista come il sottoscritto preferisce di gran lunga la politica economica di Bush - che ha già iniziato a risollevare gli USA dalla tremenda mazzata dell'11 settembre - rispetto a quella di Kerry. Infine, non dispero che la Bible Belt che tanto attira Bush (e che comunque mi piacerebbe molto visitare prima o poi) possa incontrare qualche critica all'interno di una amministrazione repubblicana che durante il secondo mandato mi auguro dimostri più apertura nei confronti delle cose per le quali ad essi preferirei Kerry. Ultimo ma non meno importante, anzi, il coinvolgimento di persone come Condoleezza Rice e Rudolph Giuliani mi fa decisamente stare da quella parte. In particolare, credo che l'annuncio di una vicepresidenza per Giuliani (che incontrerebbe il suo zenit nella convention newyorchese) sarebbe lo scatto finale in favore di Bush, che andrebbe a vincere con percentuali decisamente migliori rispetto a quattro anni fa.
Ma io amo l'America e sarò ovviamente orgoglioso della mia passione per questo straordinario paese anche in caso di vittoria dei democratici. Prendete la convention appena terminata. A detta di molti il discorso di Kerry non è stato eccezionale, e gli americani devono ancora avere da lui alcune fondamentali assicurazioni su importanti questioni. Tuttavia, come si può non ammirare la scelta di Barack Obama come relatore del keynote speech ? Un candidato ad un posto di senatore in Illinois, pressochè sconosciuto al di fuori del suo stato, che tiene uno straordinario discorso, un atto di amore nei confronti del suo paese, un riconoscimento della grandezza degli Stati Uniti nel quale - al di là dell'ovvio sostegno al suo candidato - non possono non specchiarsi tutti coloro, americani e non, democratici e repubblicani, che ammirano la più grande democrazia del mondo, the land of the free, the home of the brave.
Alcuni passaggi, ma è da leggere tutto:
"My father was a foreign student, born and raised in a small village in Kenya. He grew up herding goats, went to school in a tin-roof shack. His father, my grandfather, was a cook, a domestic servant. But my grandfather had larger dreams for his son. Through hard work and perseverance my father got a scholarship to study in a magical place; America which stood as a beacon of freedom and opportunity to so many who had come before. While studying here, my father met my mother. She was born in a town on the other side of the world, in Kansas. Her father worked on oil rigs and farms through most of the Depression. The day after Pearl Harbor he signed up for duty, joined Patton’s army and marched across Europe. Back home, my grandmother raised their baby and went to work on a bomber assembly line. After the war, they studied on the GI Bill, bought a house through FHA, and moved west in search of opportunity. And they, too, had big dreams for their daughter, a common dream, born of two continents. My parents shared not only an improbable love; they shared an abiding faith in the possibilities of this nation. They would give me an African name, Barack, or “blessed,” believing that in a tolerant America your name is no barrier to success. They imagined me going to the best schools in the land, even though they weren’t rich, because in a generous America you don’t have to be rich to achieve your potential".
"I stand here today, grateful for the diversity of my heritage, aware that my parents’ dreams live on in my precious daughters. I stand here knowing that my story is part of the larger American story, that I owe a debt to all of those who came before me, and that, in no other country on earth, is my story even possible. Tonight, we gather to affirm the greatness of our nation, not because of the height of our skyscrapers, or the power of our military, or the size of our economy. Our pride is based on a very simple premise, summed up in a declaration made over two hundred years ago, “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal. That they are endowed by their Creator with certain inalienable rights. That among these are life, liberty and the pursuit of happiness.” That is the true genius of America, a faith in the simple dreams of its people, the insistence on small miracles. That we can tuck in our children at night and know they are fed and clothed and safe from harm. That we can say what we think, write what we think, without hearing a sudden knock on the door. That we can have an idea and start our own business without paying a bribe or hiring somebody’s son. That we can participate in the political process without fear of retribution, and that our votes will be counted—or at least, most of the time".
"Yet even as we speak, there are those who are preparing to divide us, the spin masters and negative ad peddlers who embrace the politics of anything goes. Well, I say to them tonight, there’s not a liberal America and a conservative America—there’s the United States of America. There’s not a black America and white America and Latino America and Asian America; there’s the United States of America. The pundits like to slice-and-dice our country into Red States and Blue States; Red States for Republicans, Blue States for Democrats. But I’ve got news for them, too. We worship an awesome God in the Blue States, and we don’t like federal agents poking around our libraries in the Red States. We coach Little League in the Blue States and have gay friends in the Red States. There are patriots who opposed the war in Iraq and patriots who supported it. We are one people, all of us pledging allegiance to the stars and stripes, all of us defending the United States of America".
Abbasso i minimalismi
E' proprio perchè non capita spesso, che quando si ha l'opportunità di gustare cose deliziose e particolari e lussuose il tutto va apprezzato particolarmente. Ieri il capo ed io ci siamo concessi una serata di gala, ospiti di un amico che ci ha invitato nel suo prestigioso ristorante.
E che ristorante ! Credo si tratti del migliore di Roma. Nel cuore della capitale, in un palazzo del 1800, siamo stati coccolati tutta la serata da maitre, camerieri e sommelier, con finale di giovane ma incredibilmente bravo chef che ci viene a salutare (ancora, mille complimenti). Con un delizioso sottofondo di musica americana anni '50 e '60 - non mancavano pezzi del grande Satchmo, in una saletta fantastica nella sua semplicità di arredi e luci perfettamente soffuse, temperatura ideale.
Davanti ad un menu spettacolare e ad una scelta di vini meravigliosa, ci siamo abbandonati per una volta all'eccellenza, pasteggiando a Sauvignon Langhe "Alteni di Brassica 2000" e degustando:
- il capo: crostini di carote e carciofi; fegato grasso d’oca marinato con salsa di fichi e gelato al miele di lavanda; fagottini di pasta al nero di seppia con triglie e melanzane; semifreddo allo zenzero con ananas e fragole marinate.
io: crostini di carote e carciofi; zuppa fredda di anguria con mousse di pecorino romano e croccante alla menta; filetto di agnello farcito con fegato grasso d’oca su peperoni rossi e scampi; crema montata al caffè con biscotti alla Sambuca.
Tutto squisitissimo. Grazie Domenico !
Un post di Mixumb delle
09:20 personale
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