lunedì, 28 febbraio 2005
Questo post si richiama alla perfetta e drammatica concisione di un amico che descrive con puntuale, brutale, necessaria e lucida precisione un evento che di complesso ha poco.
Quando farete retromarcia, e vi arrampicherete sugli specchi per non dire che eravate delle merde a chiamare resistenti questi assassini. Quello è il momento in cui farà più male a voi, e vi auguro che duri molto. Nel frattempo il mondo sarà andato avanti, senza aspettare voi ed i vostri miserabili stravolgimenti della realtà.
And the winner is
Sono particolarmente contento per questo
sabato, 26 febbraio 2005
Anch'io sono Luca Coscioni

La classe politica, denuncia Bonino, è «genuflessa» di fronte alle gerarchie vaticane, che non rappresentanto neanche tutti i cattolici, e questo «consente alle gerarchie di essere più invasive». Una classe politica che «confonde credenti con votanti e rischia di addormentare questo Paese».
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venerdì, 25 febbraio 2005
Vieni anche tu nei ringo boys
Dal tg1 delle 20, appena sentito, la prima notizia: "Il papa stamattina ha fatto colazione con dieci biscotti. Erano piccoli, ma erano dieci".
Va sottolineato, perché è importante: erano piccoli, ma (che vi credete) erano dieci.
N.B. prima che qualcuno scalpiti, l'oggetto del sarcasmo è il tg1, non il papa.
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La storia si ripete ?
Completissimo, istruttivo e fulminante dossier radicale su quando il governo Prodi ed il suo Ministro dell'Interno Napolitano indissero i referendum per l'ultima domenica utile, il 15 giugno. Era il 1997, il centrosinistra si comportò così, il centrodestra protestò (manco tanto, ma protestò). Il quorum (che esiste solo in Italia, è bene ricordarlo) non fu raggiunto.
Oggi siamo a parti invertite. Si direbbe che dato che ogni controparte considera l'altra il male assoluto, tutti trarranno insegnamento da quella vicenda.
Oppure no ?
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Meditate gente, meditate
Siccome non c'è dubbio che, nella vicenda del mancato accordo per una ospitalità tra radicali e centrosinistra, ci sono molti esponenti della sinistra dell'unione che hanno tentato molto di spingere per il risultato positivo, che poi non c'è stato, e siccome molto spesso a loro, proprio a loro, mi sono rivolto con toni mica-tanto-simpatici, nell'attesa di ricominciare a scannarci vorrei dire una cosetta in maniera cortese ed educata, come se qualcuno leggesse questo blog e glielo potesse riferire.
Alla luce delle motivazioni per le quali Prodi ha gioiosamente fatto saltare l'accordo, niente niente la prossima volta che vi viene da dipingere gli Stati Uniti come guidati da un pericoloso e inedito fondamentalista religioso ... vi dovessero fischiare le orecchie al pensiero del vostro leader mortadella (che mica per niente fa rima con Mastella, ma nega palesemente di far rima anche con Pannella) ?
giovedì, 24 febbraio 2005
Date a Gianni ...
Auguri al papa, ci mancherebbe, porello.
Ma è normale che la conferenza stampa per parlare delle sue condizioni la tenga il sottosegretario alla presidenza del consiglio ? E' appena passato su Rai1.
Dico, ma siamo matti ?
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Interessante
Roma, 24 febbraio 2005
• Quello che segue è il testo della lettera che Antonio Tombolini ha oggi inviato a Daniele Capezzone, segretario nazionale di Radicali Italiani:
Caro Daniele,
Spero tu riesca a dedicare un minuto del tuo tempo in queste ore convulse e impegnative. Ho seguito naturalmente le vicende della trattativa con l'Unione, accordo in cui ho sperato, fino a quella che appare ormai come una definitiva interruzione.
Sono cattolico, e ho avuto incarichi di un qualche rilievo: dall'81 all'86 sono stato a Roma con l'incarico di Vicepresidente Nazionale dell'Azione Cattolica. A quell'epoca, in presidenza, con me siedevano nomi che ora hai imparato anche tu a conoscere: Presidente nazionale era Alberto Monticone (ora senatore); vicepresidente come me era Rosy Bindi; segretario era Dino Boffo; presidente della FUCI (e come tale membro cooptato di presidenza) era Giorgio Tonini. Tutti loro si ricordano bene di me, puoi verificarlo. Cosi' come si ricorda senz'altro di me - anche per cordiali incontri recenti - colui che all'epoca era "don Camillo", nel senso di Camillo Ruini, che spesso accompagnavo in macchina in giro per l'Italia, quando era ancora giovane vescovo ausiliare di Reggio Emilia.
Perché ti scrivo tutto questo, rischiando la figura del pirla che vanta il suo cursus honorum? Perché devo farti una supplica: consentimi di superare almeno un po' della *vergogna* che il comportamento di costoro, col veto sul nome di Luca Coscioni, mi ha provocato e sta provocando proprio al mio "essere cattolico". Ho fatto e faccio ogni giorno, come Paolo insegna, "la mia corsa", da cattolico e (ormai da diversi anni) da radicale: ora ho bisogno di te, di voi, per "conservare la fede". In questa vicenda, per me, non è in gioco infatti il mio essere-radicale, ma esattamente il mio essere-cattolico. E per salvarne la dignità devo chiederti un aiuto: lascia che io possa candidarmi alle prossime elezioni nella lista Radicali-Luca Coscioni (vivo a Loreto, in provincia di Ancona).
Vorrei rassicurarti su un punto: non e' il risentimento verso i miei ex compagni di impegno dell'Azione Cattolica a muovermi. Oggi ho quasi 45 anni, una moglie adorabile, tre figli di cui sono orgoglioso, e vivo del mio lavoro senza sciali (e per dare il mio piccolo contributo alle casse radicali mi tocca ricorrere a un prestito bancario, ma tant'e', lo faccio con gioia). E' una mia personale esigenza: chiedo, supplico, imploro ai compagni radicali di fare anche questo, perfino questo per me: consentirmi di presentare me stesso, la mia faccia, con tutta la mia storia, con tutto il mio impegno, *con tutta la mia fede cattolica*, sotto le insegne Luca Coscioni, e battermi per questo con tutte le mie forze. Se mi sarà consentito, riuscirò, te lo ripeto, a dirmi ancora cattolico.
Naturalmente questo ti chiedo anche nella convinzione che comunque la mia candidatura potrebbe portare a un qualche risultato positivo di rilievo per tutto noi, altrimenti non te lo avrei neanche chiesto.
Sono pronto, se lo vorrai, a volare a Roma per discutere a voce di ogni aspetto di dettaglio.
Un abbraccio e un augurio di buon lavoro.
Grazie!
Antonio Tombolini
mercoledì, 23 febbraio 2005
Avimm 'sbagliat
Ricevo la segnalazione dell'ottimo amico Massimiliano (che ringrazio molto) circa la smentita dell'Opinione all'articolo su Luciano Gallino, che io ho copi&incollato qui. C'è poco da dire, ha sbagliato l'Opinione (che lo ammette, ma su richiesta del diretto interessato) e ho sbagliato io. Qui Massimiliano ricostruisce il tutto.
Buffo come proprio ieri chiacchieravo con il responsabile del mio ufficio stampa, che è un amico ma avrebbe i titoli per dare del fascista a Cossutta, e riportandogli la notizia su Gallino io mi sia sentito dire che era verissimo che il muro l'han tirato su gli occidentali, ai quali - e solo a loro - ha fatto comodo.
Evidentemente c'è chi ci crede (ma non mangia i bambini, posso testimoniare, anzi per me è un amico sebbene filosofeggi con queste stronzate): ma Gallino non l'ha scritto, e dunque nel mio piccolo chiedo scusa a lui.
venerdì, 18 febbraio 2005
Fatemi gli auguri (smile)
Oggi compio un anno. Un anno dall'ultima volta che sono salito su due ruote, senza sapere che ne sarei sceso volando cinque metri oltre il motorino e atterrando con il mio dolce peso sulla gamba destra, rompendola.
Non è stato facile, per me e per il capo. Quattro mesi senza caricare sulla gamba, due mesi di riabilitazione, fisioterapia, e una lesione meniscale che mi porterò avanti fino a quando non troverò il tempo per fare un'artroscopia. Ma non mi lamento.
Non mi lamento anche perchè il cerchio si chiude, si chiude sempre. Oggi infatti, per festeggiare, per la prima volta ho incontrato un cuoricino che batte a 137 pulsazioni al minuto, dentro la pancia di mia moglie, che ad ottobre mi renderà padre.
Ed è per questo che dovete farmi gli auguri (se vi va).
Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
'Cause life is beautiful that way
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mercoledì, 16 febbraio 2005
Salve, sono "il pulito"
A proposito della bella figura da cioccolatai espressa dai vertici del centrosinistra, segnalo l'ottimo intervento dell'ottimo wind rose hotel, vera boccata d'ossigeno nel tanfo di melma che si respira dalle parti di prodi e Bertinotti. Qui sotto un estratto di un mio commento (e l'autoreferenzialità schizza alle stelle!)
"per esempio, vorrei chiedere: è chiaro che in una coalizione si marca il proprio territorio. Che esistono dispetti tra liste alleate. Che ci si guarda in cagnesco. E' normale, e succede sempre in ogni coalizione da 10 anni a questa parte. Ma proprio per questo, ma allora perchè ci si va a chiamare "l'unione"? E' come se in un porcile un maiale si scegliesse il nickname "il pulito". Dico, al maiale: nessuno pretende che tu sia intonso come fosse passato mastro lindo, basta guardare gli altri e considerare che vi rotolate tutti nel fango. Ma allora proprio così ti devi far chiamare ? Insomma, bisogna proprio prenderli per il culo questi elettori di centrosinistra ? Bisogna che si arrivi all'assurdo che uno come me, che di centrosinistra non è, si senta in dovere di difenderli dai loro leaders ?
And no religion, too
Stamattina, ore 12, appuntamento importantissimo (si parla di New York ...) in uno dei più begli alberghi romani, l'Excelsior a Via Veneto. Uno spettacolo. Sono lì che attendo davanti al desk, e alle mie spalle arriva un molesto trambusto. Mi giro incuriosito, e mi si para davanti un improbabile pennellone che si avvicina a grandi passi alla reception manco fosse Pippobbaudo, mi supera senza degnarmi di uno sguardo e apostrofa il povero concierge: "bella di padella fratello, abbiamo la suite del quinto piano giusto?"
Un vetro tenta di creparsi, un arazzo si arrotola digrignando i fili, una statua si copre la faccia.
E' arrivato Dj Francesco. All'Excelsior. Per una suite. Con una cricca di avvinazzati tatuati che lo segue. Bella di padella, dice. Non è un atteggiamento televisivo, no lui E' PROPRIO COSI'.
And no religion, too ...
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venerdì, 11 febbraio 2005
Personalmente
Personalmente, ho passato gli ultimi giorni preso da eventi molto importanti, lieti, stupendi. Oltre a tutte le bellissime cose che mi derivano e mi deriveranno da ciò, la cosa mi ha permesso di non pensare troppo a quanto sta accadendo politicamente nell'area radicale.
Io sono radicale fino al midollo. Almeno, così mi ritengo. Come tutti i radicali, ho un motivo per essere radicale che predomina sugli altri motivi per cui sono radicale. Questonon vuol dire che questi ultimi siano lievi, o poco importanti: vuol dire che se non ci fosse questo grande primario motivo sarei radicale lo stesso, ma che se devo dirne uno, per quanto difficile sia, scelgo quello.
Si discute da tempo se sia vero che tra i radicali ci siano quelli " di destra" e quelli "di sinistra". Si dice che Daniele Capezzone sia un radicale " di destra". Io non so se questa cosa sia vera, non ho titoli per definire Daniele se non per come io lo considero: il più grande segretario che i radicali abbiano avuto negli ultimi venti anni, almeno: forse anche in un orizzonte temporale maggiore. Certo è che, se esistono le categrie sopra descritte, allora io, antiproibizionista, libertario, pro-choice, abolizionista, antigiustizialista, antifascista e con nel cuore tutte le tematiche radicali sui diritti civili ... bè, comunque, se quelle categorie sono valide almeno un po', allora io sono un radicale di destra. La mia prioritaria passione è per gli Stati Uniti, il mio essere radiclae non si può ridurre a questo ma se devo dire un motivo, come prima spiegavo, e se ne devo per forza dire uno solo, allora dico quello. Sono filomaericano, innamorato degli Stati Uniti. Ma sono anche tanto radicale da non sentirmi di scegliere, come ipotetica alternativa, partiti - come Forza Italia o Alleanza Nazionale - che in grande maggioranza sono filoamericani. Non so se sono riuscito a spiegarlo. Se no, gli archivi di questo blog spiegano meglio di quanto io, forse un po' confusamente, sto facendo ora.
Oggi Pannella ha detto a Prodi che accetta di dialogare di programma come da sua richiesta e che i radiclai vanno da Prodi col capo cosparso di cenere, anche se il programma non c'è. Prodi gli ha appena risposto che non è più tempo di fare battute. E' l'ennesima dimostrazione di arroganza di uno che si finge mite, ma come dice Berselli - che lo conosce benissimo - è dotato di pericolosi artigli.
Conosco un po' Pannella, è capace di sostenere, come potrebbe benissimo essere, che scherzasse. Detto questo, e detto che personalmente voglio un bene dell'anima a lui che nemmeno sa chi sono, io non vado col capo cosparso di cenere da nessuna parte, tantomeno a farmi fagocitare dal centrosinistra italiano, che è l'unica cosa peggiore del centrodestra italiano che ci sia nel panorama politico del mondo occidentale.
Sapete che c'è ? Che al momento, i radicali non hanno più il mio voto. Hanno la mia iscrizione, perchè sono un gruppo straordinario. Hanno il mio auspicio di riuscire a portare via la puzza di comunismo che si avverte ogni volta che si nomina il coacervo di gente che si autodefinisce "Unione". Hanno tutto il mio affetto, la mia ammirazione, la mia gratitudine, il mio orgoglio di sapere che sono - che siamo - unici. Ma non il mio voto.
Bonino, Capezzone, Pannella, i dirigenti radicali tutti, dalla eccezionale Rita bernardini al meraviglioso Luca Coscioni, sono persone che dovrebbero avere un ruolo tra i senatori a vita. E' gente che ammiro con tutto il mio cuore, modelli di passione e attività politica che non hanno pari in questo povero paese. Sono fratelli di battaglie giuste, di visioni vincenti, di fantastiche creatività umane. Io sarò loro sempre grato. Sempre. Io li difenderò sempre da chi li attacca in mala fede, io rivendicherò sempre con orgoglio e convinzione e passione il mio essere radicale.
Ma io, col centrosinistra italiano del 2005, non voglio avere nulla, ma proprio nulla, a che vedere. Fare una campagna referendaria giusta con i militanti della sinistra, anche di quella estremista, siginifica riconoscere che ognuno è portatore di almeno una istanza che condividiamo. Andare col capo cosparso di cenere per una qualsiasi forma di partenariato elettorale o politico con quella gente lì è tutta un'altra cosa.
Auguri davvero, e auguri anche a me, politicamente solo da ora fino a chissà quando.
Siete troppo i migliori
Non stiamo parlando degli estremisti di sinistra. No, parliamo di Prodi e Fassino.
Fassino ieri a otto e mezzo sosteneva di non capire perchè si chiedesse a lui di cambiare parere sull'Iraq e non lo si chiedesse al governo. Fassino non capisce. Non capisce per quale motivo quando la storia dice che uno ha ragione e l'altro ha torto, le persone comuni si aspettino che a cambiare parere sia il secondo. Piero Fassino, semplicemente, non capisce.
Prodi, invece, a proposito della ipotesi di alleanza coi radicali ha fatto due dichiarazioni che, messe una in fila all'altra (esattamente come sono state pronunciate), sono molto siginificative. Prima ha detto che c'è la possibilità di allearsi (e nessuno gli aveva chiesto di allearsi) solo se Pannella dichiara che i suoi elettori - i radicali - sono stanchi del governo e non vogliono più sentire parlare di Berlusconi. Poi ha detto che qualsiasi rapporto si basa solo su un accordo di programma. Ora, stabilito che sono 6 mesi che litigano sul nome e il simbolo, e che da quando inizieranno a parlare di programma chissà cosa tireranno fuori, è evidente che il programma del centrosinitra ancora non c'è. E se si deve fare un accordo di programma con chi non ha ancora un programma, esiste qualche problema di comprensione. Dovendo dunque, in assenza di programma, captare dalle precedenti dichiarazioni del leader quale sia l'oggetto fondante di tale (futuro) programma, per cercare di dargli retta e accordarsi, ecco che si manifesta in tutta la sua evidenza quale sia la pietra miliare, la base comune, l'inizio di tutta la "Unione": l'antiberlusconismo. Va tutto bene, ma amici di centrosinistra, cercate di farvene una ragione e prendetene atto: ciò che vi accomuna e vi qualifica e vi contraddistingue è l'odio nei confronti di qualcuno, giusto o sbagliato che sia odiare qualcuno e nello specifico quel qualcuno. Legittimo, ma un po' inquietante.
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giovedì, 10 febbraio 2005
Scusi, vado bene per ...
1) Andate su maps.msn.it
2) Cliccate su Percorso stradale
3) Inserite nei form: Partenza - Paese: Norvegia; Città: Haugesund
Arrivo - Paese: Norvegia; Città: Trondheim
4) Cliccate su Crea percorso stradale
5) Ridete
6) Asciugate le lacrime
7) Tornate indietro alla pagina precedente
8) Selezionate: Tipo di itinerario: Il più breve
9) Cliccate su Crea percorso stradale
10) Ridete più di prima.
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Chi l'avrebbe mai detto ?
A questo mondo succedono cose ... strabilianti.
Ora, io mi considero una personcina di aperte vedute. Cerco di capire il prossimo, ma senza che ognuno debba per forza essere ricompreso negli schemi convenzionali. Almeno, ci provo.
Ecco, io potrei credere che un giorno Sylvester Stallone o Vittorio Sgarbi rivelassero di essere checche.
Potrei capire che Denzel Washington spiegasse in qualche intervista che in realtà lui è bianco (Michael Jackson docet).
Potrei comprendere - dispiacendomi molto - che Emmanuelle Beart in conferenza stampa facesse outing affermando di essere un uomo.
Potrei persino accettare che qualcuno sostenesse che Berlusconi è alto uno e novanta (Emilio, fatti vivo).
Ma che Calderoli proponesse un "gentlemen's agreement" ... no, la mia immaginazione non riusciva a concepire tanto.
Datemi asini che volano, uomini che mordono cani, soli che girano intorno ai pianeti, ma in un universo in cui Calderoli si definisce "gentleman" non riesco proprio a immedesimarmi.
Fermate il mondo, voglio scendere...
Un post di Mixumb delle
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mercoledì, 09 febbraio 2005
Clementina contro tutti
Si fa presto a dire Oh my darling Clementine,come si canta(va) nel Far West, con lo sceriffo innamorato e il capestro sempre all’erta. La nostra Clementina (Forleo) non è tanto darling e, a dirla tutta, è di quei giudici che, codice e leggi alla mano, ti dimostrano quanto la italica culla del diritto sia, al tempo stesso, la patria del rovescio, naturalmente in nome di quella massima del summus ius summa iniuria. Abbiamo seguito le puntate di questa soap della serie “legal drama” (che si svolge in un aula di tribunale) con un crescente senso di stupefatta curiosità, non soltanto per vedere come finirà ma, soprattutto, per comprendere in che paese (politico) siamo. In questo senso, il richiamo al serial televisivo ci serve per capire come e soltanto negli USA esista una sostanziale coincidenza fra quanto racconta la TV e quanto accade, realmente, in un aula di giustizia. Ed è seguendoli, sia pure sommariamente e mettendoli in parellelo, che il sistema italiano e quello americano rivelano una radicale, quasi inconciliabile e probabilmente incolmabile (dalla politica) differenza. Dove sta infatti questa differenza? Nello stesso concetto centrale della giustiza, quella che viene comminata nella aule americane, ovviamente in nome del popolo e, dunque, dai suoi rappresentanti nelle giurie dette, per l’appunto popolari. Ma questo, si dirà, capita un po’ anche da noi. Vero. Ma con un’altra differenza, sostanziale: che il Pubblico Ministero, l’accusa, da noi è un funzionario dello stato e, per di più, dello stesso ambito e/o corporazione -alcuni la chiamano casta- del magistrato che giudica, con la stessa carriera ecc. Negli USA, il Pubblico Ministero ricopre una carica non statale ma elettiva, eletta dunque dai cittadini. Ciò che sta accadendo in questa nostrana soap opera, in questo legal drama dal vero, con l’ultima uscita della Forleo che intende querelare le cariche istituzionali per averla duramente contestata, conferma l’inconciliabilità fra i due sistemi e, nel contempo, ne rivela le ragioni. Che sono bensì storiche, ma anche e soprattutto politiche. Qui non si tratta di stabilire chi abbia ragione fra i diversi contendenti fra cui due magistrati, di Milano e Brescia che sostengono tesi contrapposte sul terrorismo, ma fra gli stessi giudici e il governo che, tra l’altro, ha la responsabilità politica della difesa e lotta al terrorismo internazionale. Politica, questa responsabilità, in quanto derivante da un mandato elettorale, da una volontà popolare .Il ministro degli Interni Beppe Pisanu risponde al Parlamento, organo sovrano elettivo, rappresentante della volontà popolare. Il magistrato alla propria coscienza. Questa è la differenza. Che non si è voluta risolvere con le riforme della giustizia fino ad ora sbandierate -soprattutto dalla Lega che, per di più, ha il ministro di riferimento e ha sempre chiesto, a parole, giudici eletti dal popolo- col risultato di non avere realizzato neppure quella divisione delle carriere che, quasi certamente, non avrebbe causato le puntate, invero sempre più intriganti, di questo reality legal drama show.
lunedì, 07 febbraio 2005
Incredulità
I libri di storia di Luciano Gallino, consulente di Prodi al programma di governo.
Il Muro di Berlino? Lo hanno eretto gli alleati e buttato giù i sovietici insieme ai tedeschi dell’Est
di Dimitri Buffa – L’opinione
Il Muro di Berlino? Costruito dagli occidentali e smantellato dai comunisti sovietici e della ex Germania Est. Per poi potere riunificare le due Germanie.
Secondo il sociologo Luciano Gallino e la sua collega Ivana Vitrotto, autori di un indimenticabile testo di storia e di economia per i licei dal titolo "Stato giuridico - stato economico" (Lattes editore), le cose nel secolo passato andarono così.
Luciano Gallino è l'uomo di punta dello staff di Prodi per il programma di governo alternativo a quello di Berlusconi. Cosicché si sappia a cosa va incontro chi lascia la via vecchia per quella nuova.
Nel passo incriminato, segnalato dal professor Vincenzo Merlo di Rodengo Saiano, in provincia di Brescia, e ripreso ieri in una particolareggiata interrogazione del senatore Guglielmo Castagnetti di Forza Italia al ministro Moratti e al suo collega dell'Università e della ricerca, si legge precisamente così: "La fine della II guerra mondiale (1945) segnò la sconfitta della Germania da parte di USA-URSS-Gran Bretagna e Francia. I paesi vincitori si spartirono il territorio tedesco in quattro settori e la città di Berlino avrebbe dovuto essere posta sotto il controllo sovietico, in quanto collocata nella parte orientale della Germania. Tuttavia, a causa del ruolo fortemente simbolico rivestito dalla capitale, le potenze occidentali nel 1961 riuscirono ad attuare il proposito di separare materialmente la città in due zone con la costruzione di un muro che segnasse il confine tra il sistema capitalistico dell'ovest e l'economia socialista dell'est.
Soltanto il 9 novembre 1989, il presidente della Germania orientale Krenz, d'intesa con il presidente russo Gorbaciov, annunciò la demolizione del Muro e la riunificazione delle due “Germanie". Ogni ulteriore commento a simili menzogne e mistificazioni appare qualcosa di superfluo e pleonastico. I fatti e la malafede ideologica si commentano da soli. Mezzo mondo ha visto gli studenti dell'est e dell'ovest smantellare a picconate quel Muro e mezza Berlino piange i 1550 morti che da vivi avevano tentato di sfuggire a uno dei peggiori regimi che l'umanità abbia conosciuto, quello del criminale Honecker, secondo, forse, solo a Hitler per la ferocia con cui represse per oltre 50 anni i propri cittadini. Ci si domanda poi se costringere dei giovani a studiare queste puttanate non possa prefigurare di per sé un reato a parte di lesa intelligenza del prossimo.Peraltro il professor Merlo ha fatto conoscere anche altre perle nel dossier inviato sui libri di testo, abbondantemente finanziati dallo stato, adottati dalle sue parti. Prendiamo un altro esempio dal testo "Lineamenti fondamentali di diritto pubblico" di Realino Marra edito da Zanichelli (pag. 89): "...dopo alcuni Governi di transizione, negli ultimi anni del terrorismo culminati con il rapimento e l'uccisione dello statista democristiano Aldo Moro da parte delle cosiddette Brigate Rosse.."
Qualcuno trasalirà e la memoria tornerà indietro agli articoli dei primi anni '70 in cui anche gente di valore come Bocca parlava di "sedicenti Brigate Rosse". Ma almeno all'epoca il fenomeno era poco frequentato e gli intellettuali e i sociologi sparavano nel mucchio per fare sensazionalismo, sempre attenti a non tradire le origini sinistrorse del terrorismo rosso, ma anzi attenti a suggerire una possibile matrice fascista.
Ancora un esempio? Ma sì, crepi l’avarizia, e si prendano le pagine 105 e 106 del testo “Stato e mercato” di Luigi Bobbio, Vittorio Falletti e Maurizio Maggi (Einaudi Scuola, volume classe prima – anno 2002): “.. l’atteggiamento verso le diseguaglianze è ciò che distingue in modo più evidente la sinistra e la destra..le politiche volte a ridurre o abolire le diseguegianze sociali sono in genere avversate dalla destra. Esistono due tipi di argomenti contro l’eguaglianza a cui corrispondono due tipi di destre: la destra tradizionalista (autoritaria) e la destra liberista. La destra tradizionalista sostiene che le diseguaglianze sono ineliminabili..anche essa implica il rafforzamento dello stato: non per ridurre le diseguaglianze, ma per mantenerle e impedire che coloro che stanno sotto si ribellino contro coloro che stanno sopra..”
Ecco a scuola i nostri figli oggi studiano queste cose e uno dei cattivi maestri è il consulente principe di Romano Prodi al programma di governo. Gli italiani almeno sappiano cosa li attende.
venerdì, 04 febbraio 2005
La uno la due o la tre ?
Qui si apprezza sinceramente il riferimento di Fassino alla posizione della sinistra non estremista sulle ipocrite manifestazioni fintopacifiste. Lo si disse anche quando gli furono promessi schiaffoni umanitari, d'altronde.
Va bene, come dice anche l'editoriale del Foglio di oggi, la notevole riduzione del tempo necessario ad accorgersi che ci si stava sbagliando. Ognuno di noi sbaglia, grandi meriti nel riconoscerlo, molto meno nell'aggiustarsi, similperseverare, tirare un colpo al cerchio e uno alla botte ... insomma, facciamo finta di accontentarci, va.
Però scusi, Fassino, ma sono curioso. Va benissimo la domanda che si poneva manifestando e che ieri ha confessato : "cosa ha fatto la sinistra per cacciare Saddam?".
Ma andiamo fino in fondo: qual è la risposta ?
giovedì, 03 febbraio 2005
Bagatta dove sei ?

Domenica c'è il XXXIX Superbowl: quest'anno si gioca a Jacksonville, in Florida. Di fronte i Philadelphia Eagles ed i favoriti campioni uscenti New England Patriots. Il sottoscritto, da tempi non sospetti (chi di voi ricorda le telecronache su Canale 5 di un non ancora brizzolato ed entusiasta Guido Bagatta ?), tifa per una grande decaduta, i Dallas Cowboys, che non vincono un Superbowl dal 1996 (bei tempi). Ecco, una delle cose che vorrei fare prima di stirare le zampette è assistere ad un superbowl dal vivo.
Un ottimo ripasso delle regole da part dello Yorker, trovato grazie a Leibniz. In Italia la partita verrà trasmessa da Sky (e chi sennò?)
State of the Union Address

As a new Congress gathers, all of us in the elected branches of government share a great privilege: We've been placed in office by the votes of the people we serve. And tonight that is a privilege we share with newly-elected leaders of Afghanistan, the Palestinian Territories, Ukraine, and a free and sovereign Iraq.
Welcome
A warm welcome to distinguished Minister JPD, met yesterday in the best place for me in Rome. It has been a honor to meet you. Take care, and thanks for all.
martedì, 01 febbraio 2005
45 buoni motivi per amare l'America
di Beppe Severgnini
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