Moonwalking
Finita l'influenza sulle persone, Michael Jackson mantiene un certo ascendente sugli uccelli.
(Niente, comunque lo scriva 'sto concetto rimane sempre ambiguo. Guardate il filmato e capirete)
copio & incollo
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the world is a blog
Moonwalking
Finita l'influenza sulle persone, Michael Jackson mantiene un certo ascendente sugli uccelli.
(Niente, comunque lo scriva 'sto concetto rimane sempre ambiguo. Guardate il filmato e capirete)
A must have
Signori, la Storia.
Ronald Reagan's handwritten diaries of his eight years in the White House will be published as a book to be released next year, the Ronald Reagan Presidential Library Foundation and HarperCollins Publishers announced Tuesday.
Sta cercando di superare sè stesso
Moratti, ma non bastava cannare allenatori e giocatori? Bisognava cominciare a scegliere coi piedi anche gli amministratori delegati?
Lo stato laico eccetera eccetera
Sembra proprio che per l'emittente pubblica nazionale tra le istituzioni italiane ci sia anche la Confederazione Episcopale Italiana.
Guardatevi la pagina 418 del televideo. Da pagina 400 si entra nel sottomenu "istituzioni".
Grazie a www.anticlericale.net e grazie anche per la campagna di controinformazione sull'otto per mille, ennesima vergogna di uno stato genuflesso che truffa i propri cittadini chiunque ci sia al governo. Contate fino a un miliardo di euro.
Sì, e io allora sono Napoleone
da Dagospia
4 - Uno sconosciuto si è infiltrato ieri dopo la Santa Messa a San Pietro in Vaticano nella selezionatissima e ristretta delegazione di politici e personalità per salutare Papa Benedetto XI. Lo conferma lo stesso presidente colombiano Alvaro Uribe che racconta: "Quando io mi trovavo in fila ho riferito all'addetto protocollare del Papa che io ero il presidente della Colombia. Questo mi ha spiegato che non poteva essere possibile visto che il presidente della Colombia aveva appena salutato il Papa". Uribe è stato ammesso solo dopo che è stato verificato e poi seguentemente accertato che fosse lui il vero presidente. E non è tutto: appena Uribe ha lasciato San Pietro è venuto a conoscienza che un'altra persona ancora si è spacciata per il presidente della Colombia. Fonti vaticane hanno ammesso il disguido e sostengono che le persone infiltrate fossero giornalisti. (Elmar Burchia)
Per la serie "Condivido anche le virgole"
Luca Sofri sulle questioni di coscienza e sulle relative obiezioni. Leggere tutto (è breve), e conservare.
"Anche se fossi cattolico cattolico cattolico, un colpo di stato in nome della mia coscienza mi parrebbe un po’ scorretto, ecco. A dire il meno".
Sicuramente sarà un principe del foro ...
Sto navigando per lavoro nei siti istituzionali di questo povero Paese, e - chi l'ha fatto lo sa già - questa è spesso un'esperienza ai limiti del soprannaturale.
Spesso per cercare chi ricopre gli incarichi importanti, e come contattarlo, devi usare tutta l'abilità nell'immedesimarti nella follia mentale del webmaster di turno, che nascosto sotto un bottone e a fianco di un'iconcina stupida ti piazza quello che vuoi sapere ma te lo fa sudare, ah se te lo fa sudare.
Insomma, volevo condividere con voi la foto dell'attuale Avvocato Generale aggiunto dell'Avvocatura dello Stato, che per di più sembra sia quello che manda avanti la baracca, essendo il titolare ufficiale impegnato a farla pagare a tutti quelli che prima l'han dimissionato dalla Funzione Pubblica e poi non gli hanno dato quanto gli avevano promesso, ovvero una bella Presidenza di qualche Autorità indipendente.
Ecco, quello che vedete, tratto dal sito ufficiale, è colui che guida qualsiasi avvocato che "rappresenta e difende in giudizio l'amministrazione statale in tutte le sue articolazioni" e "presta la propria consulenza senza limiti di materia all'amministrazione dello Stato e agli altri enti ammessi al patrocinio".
Con quella giacca (è quella di Jack "The Jocker" Nicholson nel primo Batman, l'ho riconosciuta, è lei) , e con quella cravatta. Ma a guardarlo bene, proprio con quell'abbinamento di colori (vogliamo parlare della camicia blu elettrico sui pantaloni neri? E per fortuna non si vedono le scarpe, che sicuramente sarranno state marroni).
Sarà un principe del foro, ma io piuttosto mi appellerei alla clemenza della Corte ... come diceva Ennio Flaiano, la situazione è grave ma non è seria.
Happy Birthday, big M
Il 15 aprile Mc Donald's ha festeggiato 50 anni. Alla facciaccia di chi gli vuole male.
50 milioni di pasti al giorno: tutti idioti, a sentire i campioni sinistrorsi dell'ovetto alla coque.
Con l'occasione, è venuto fuori che ha origini nella Repubblica Ceca, in Europa! Chissà che delusione per quegli antropologicamente superiori che detestano gli Stati Uniti e si bagnano ogni qual volta si può parlar male dell'America esaltando l'Europa.
Ma io lo avevo già capito da un paio di anni almeno ... 
Attentato alla Costituzione: non s'ode voce da sinistra, chissà perchè
La premessa è d'obbligo: dare retta a retroscenisti, quirinalisti, editorialisti ... è sempre pericoloso. Personalmente sono sempre rimasto affascinato dalla particolarità di quelle rubriche ormai quotidiane nelle quali questi personaggi, manco vivessero nascosti nei taschini delle giacche di chi conta, si permettono di virgolettare telefonate riservate, di riferire bigliettini letti e poi subito distrutti, di riportare colloqui blindatissimi. Sono convinto che, come le attricette coi paparazzi, così anche molti dei personaggi politici italiani alimentano queste voci di par loro, filtrando e passando a chi scrive le rubriche quello che loro vogliono far credere vero e usandoli per messaggi più o meno trasversali. E', insomma, un do ut des che cresce, e serve più all'ipotetico personaggio vittima del gossip che al sicuro lettore della rubrica stessa. Una specie di gigantesco "dire a nuora perchè suocera intenda", al posto di quello che una volta poteva ancora essere definito Giornalismo.
Detto ciò, quando si legge un'ANSA si dovrebbe pensare di poter stare un po' più certi di quando si legge un retroscena.
E allora, leggo sul sito dell'ANSA che, in merito al conferimento dell'incarico a Berlusconi di formare il nuovo governo, Ciampi avrebbe "invitato il premier ad approfondire due questioni: la nomina di Francesco Storace a ministro della Salute, punto irrinunciabile posto da Fini a Berlusconi, ma fortemente avversata nella stessa An; e lo spacchettamento del ministero delle Infrastrutture, solo allo scopo di creare un posto in piu' nel governo".
Ora, io non entro nemmeno nel merito. Non difendo il precedente governo Berlusconi, non difendo quello che verrà, non difendo Storace, non difendo la parte di AN che va contro il suo presidente, non difendo l'attuale configurazione del Ministero delle Infrastrutture nè quella futura, e nemmeno chi ne ha avuto e ne avrà la responsabilità.
Ma dico: come si permette il Presidente della Repubblica di invitare il Presidente del Consiglio incaricato ad approfondire temi squisitamente ed esclusivamente politici? Quale articolo della Costituzione gli dà questo potere?
Trattasi di ingerenza indebita bella e buona, e di nient'altro che questo. Le consultazioni non servono affinchè le forze politiche incarichino il Presidente della Repubblica di inviare messaggi più o meno mafiosi al Presidente del Consiglio incaricato. Chi siede al Quirinale deve solo verificare che ci sia un personaggio sul quale converge una maggioranza parlamentare, possibilmente quella uscita dalle elezioni, se ancora esiste, senza che chi è consultato si permetta di trattare - con la pistola sul tavolo - con la più alta carica dello Stato.
Posso anche credere che in parte ciò accada, nell'intimità dei colloqui tra lui ed i diversi leader che salgono sul colle più alto: ma da qui a farla diventare prassi costituzionale esplicitamente dichiarata ce ne passa un tot. E' un attentato alla Costituzione, certo non il primo perpetrato da questo Presidente della Repubblica: non una di quelle cose per le quali è a rischio la democrazia, certo che no, come non lo erano le precedenti volte in cui Ciampi l'ha fatta fuori dalla tazza e ha sforato dalle sue competenze. Ma se si vuole che i cittadini rispettino le leggi non si può pretendere che il custode della Legge Fondamentale la calpesti di prassi: chi ha fiducia nel rispetto di essa da parte di Ciampi attenda una smentita ufficiale dell'uscita della più importante agenzai giornalistica italiana. Spero di sbagliare, ma temo che attenderanno invano.
Naturalmente, da sinistra non s'ode un sussurro. Si sono giocati il bonus trimestrale della chiamata alle armi contro chi vuole imporre una dittatura quando la maggioranza ha approvato quel capolavoro di stracchineria che si chiama devolution, che invece di introdurre un dittatore introduce un re travicello in balìa degli starnuti altrui. E poi, oggi a sinistra si stanno preparando a manifestare contro quelli che alle ultime elezioni sono stati da loro legittimati, aiutati e supportati: non si chieda loro di prendere una posizione, che già così a forza di rivoltare la frittata non capiscono bene dove sono e come si chiamano.
Povera Italia.
Contro l'ONU
Quanti di voi si sono accorti che martedì 26 aprile esce il nuovo libro di Christian Rocca?
Si intitola "Contro l'ONU. IL fallimento delle Nazioni Unite e la formidabile idea di un'alleanza tra le democrazie".
Esce per LINDAU, che rischia di diventare la più interessante casa editrice di questo paese egemonizzato dalle feltrinellesche fazi-osità alla Noam Chomski: sempre da LINDAU si consiglia anche questo, questo, questo e questo. Tutti i loro libri si possono ordinare qui.
Christian è uno degli ultimi (e comunque il migliore) baluardi non baciapile rimasti al Foglio; uno dei migliori giornalisti italiani; un sincero e appassionato amico degli Stati Uniti d'America. E un radicale.
Se mai dovesse capitare, cosa alquanto difficile, che qualcuno sia capitato di qua senza conoscerlo (uno su mille), fiondatevi a ordinare il volume.
Ma pensa ...
Pensate a volte la coincidenza.
Oggi ho pranzato col mio amico Claudio, che mi ha prestato il dizionario dei nomi propri: lui ha due figli (un maschietto e una femminuccia) e considerato che il capo ed io avremo una bambina, ma finora avevamo scelto solo un nome maschile, ha pensato bene di aiutarmi.
Questo bel dizionario, con 463 nomi diversi, per oguno di essi reca indicazioni, provenienza del nome, analoghi nominativi in altre lingue, giorno dell'onomastico, abbreviativi e altre cosette. Insomma, sotto ogni nome c'è un paragrafo.
Scorgendolo velocemente mi cade l'occhio su un nome sotto il quale c'è una sola riga. Mi fermo, e leggo:
BENITO
vedi Benedetto
Ma pensa, Benedetto ...
Pensa che io invece ci ho proprio rinunciato
Caro Ferrara, scrivo per ringraziarla delle recenti tendenze editoriali del "Foglio". Prima non riuscivo a leggerlo tutto e mi rimaneva lo scrupolo d'aver perso qualcosa d'interessante, da qualche mese invece butto via paginate intere dopo avere letto a stento il titolo e il "Foglio" lo leggo in un'ora. Spero non mi costi il Paradiso. Comunque, grazie.
Gianni Pardo
Relativismi
Un po' perchè non ho tempo per nulla in questo periodo, un po' perchè in giro c'è gente colta e molto più preparata di me, un vero post con le mie sensazioni sull'elezione di Ratzinger a papa non ero riuscito ancora a metterlo insieme.
Ora, io credo sinceramente che le posizioni di Ratzinger sulle questioni afferenti ai diritti civili degli omosessuali, all'eutanasia, al sacerdozio femminile e in generale all'ipotetica apertura della chiesa a istanze non medioevali ... siano qualcosa a metà tra il razzista e l'infame. Hanno voglia a dirmi che non si può pretendere dalla chiesa di essere progressista: a parte che non capisco il perchè, ma poi io dalla chiesa non pretendo un bel niente. Io gioco in difesa, facessero un po' quello che credono, propinassero le loro mostruosità ideologiche, io mi sento libero di definirle tali e condannarle tanto quanto loro si sentono liberi di esprimere la loro dottrina. Il problema non è il diritto della chiesa a proseguire con qualche secolo di ritardo sul resto del mondo, nè quello di cominciare a tornare indietro anzichè andare avanti. Il problema è che sulla pelle della gente non si dovrebbero permettere di giocare, e quel liberalismo che il nuovo papa si permette di inserire come nemico da combattere accanto al marxismo è qualcosa che io personalmente credo meritorio di essere difeso in qualsiasi battaglia culturale e/o religiosa si possa instaurare; e la cosa vale anche, con sfumature diverse ma uguale forza, per l'individualismo che parimenti viene attaccato dal nuovo pontefice, in una dimostrazione di quanto spesso le religioni si assomiglino quando c'è da discriminare.
Ci sono un paio di cose, però, che mi fanno riflettere più di altre.
La prima è la quantità di persone, dai giornali ai blogs, dalle televisioni alle istituzioni, che si sentono in dovere di rassicurare circa il fatto che Ratzinger sorprenderà i laici per il suo papato rivoluzionario, che in realtà è un uomo dolce, che sarà illuminato quanto il suo predecessore (capirai ...): è il classico esempio di excusatio non petita accusatio manifesta, e forse anche coloro che ci cascano dovrebbero riflettere sul motivo per il quale si sono sentiti in dovere di precipitarsi a scrivere tutto ciò.
La seconda, collegata alla prima, riguarda il relativismo. Io non sono in grado di inerpicarmi su sentieri prettamente filosofici, e non è la mia volontà. C'è da dire che a me il relativismo non piace, e l'ho più volte scritto sul blog, specialmente nei primi tempi. Non mi piace il relativismo, ma lo ritengo uno strumento, nè più nè meno di altri "ismi": uno strumento che cerco di non usare e che mi infastidisce. C'è però da specificare che il relativismo è ben diverso dalla democrazia, e qualcuno dovrebbe smettere di far finta di non saperlo. E c'è da dire anche, soprattutto, che quando quei ferventi difensori del nuovo papa si affrettano ad affiancarlo nella sua guerra culturale contro ogni relativismo, ignorando ed edulcorando le dolorosissime e ingiuste conseguenze della dottrina diffusa dal loro nuovo capoccia ... si producono nella più perfetta delle dimostrazioni di cosa sia, il relativismo.
Dimenticavo, un update (sto invecchiando ...): posso accettare pure di sentirmi dire che bisogna aspettare prima di dare un giudizio sul papato di Ratzinger, perchè è appena iniziato. Mi sta bene. Però non facciamo finta di essere scesi dall'albero: non lo hanno mica estratto a sorte, la sua nomina è figlia della sua condotta, di ciò che ha detto e di come (e quando) lo ha scritto. Sicchè potrò avere sul Ratzinger papa un giudizio sincero che valuterà quanto fatto da quando lo hanno eletto in poi: ma qualunque esso sia, anche il più entusiasta, non potrà cancellare le enormità che lo hanno portato al soglio pontificio. E d'altronde non credo che gli si renda molto onore auspicando che cambi registro ... se si parte da posizioni differenti dall'anticlericalismo.
Pannella sulla elezione di Benedetto XVI
Bruxelles, 19 aprile 2005
Benedetto XVI riserverà di certo molte sorprese a chi continua a guardare alla realtà della religiosità e della laicità del nostro tempo non come un nuovo unicum che potenzia in modo straordinario entrambe le sue radici, ma con riferimenti tradizionali ai poteri e potenze confessionali tra di loro considerate impermeabili se non contrapposte o nemiche…
Non mi sembra potersi affatto escludere che egli possa realizzare al più presto anche “riforme” sconvolgenti il gioco ormai tradizionale delle diverse Parti Cattoliche.
E’ dannoso e ingiusto non riconoscerne l’indubbio peculiare suo valore e la forza grande della sua personalità.
Fra gli instrumenta regni del millenario potere vaticano vi sono anche singolari e pericolose scelte Controriformistiche proposte ed imposte come prescrizioni e scelte di stampo “profetico” e di valore indiscutibile “assoluto”.
Papa Ratzinger potrebbe benissimo concedere ammissioni governate di donne al ministero sacerdotale; rilanciare fortemente il “dialogo interreligioso” con l’obiettivo e forse la capacità di aggregare o assorbire o unificare gli integralismi anti- “relativisti” e anti laico-liberali che stanno dando un po’ ovunque nel mondo feroci e disperati colpi di coda; irrobustire, anche filosoficamente, la funzione magistrale, discente della Chiesa, attribuendole funzioni di necessario governo mondano-ecclesiastico delle principali attribuzioni dello Stato di diritto laico e democratico ...
Infine, perché escludere che dal progetto da lungo elaborato, che oggi ha mostrato una perfezione quasi militare, e non siano prossimi, l’evocazione o il preannuncio di un Concilio Vaticano III?
Detto queste righe avendo appreso all’arrivo dell’aereo a Bruxelles alle 20.20 la notizia dell’avvenuta elezione di Benedetto XVI.
Ma, ieri il Papa, il vaticano hanno con la forza e la forma di un vero e proprio “Manifesto” annunciato quali siano i nemici, o meglio quali sia il Nemico che dovrà essere combattuto e vinto, come espressione del Male, ovviamente da parte del Bene.
Questo nemico è stato individuato, denunciato con precisione e minuzia di sapore catechistico, o di una atmosfera da autopsia. Il nemico è la religiosità e la laicità come connotati e speranza della fede nella religione della libertà e della responsabilità, delle Rivelazioni o nel Mistero della cui trascendenza scienza e coscienza umane sono sempre più e meglio consapevoli.
Colgo qui l’occasione per riaffermare che noi credenti in altro che nel potere, noi, non abbiamo e non avremo alcuno per nemico. Speriamo anzi, anche in Papa Ratzinger e per questo gli formuliamo veri e sinceri auguri!
Formuliamo quindi, non solo doverosamente, l’augurio di ogni bene a Papa Benedetto XVI.
In questo Pontificato mi sembra di avvertire un fortissimo sapore bellarminiano contro l’antico “mostro” del “relativismo” di Giordano Bruno, contro semplicemente la libertà, a cominciare da quella religiosa, come espressione del Maligno.
Il tramonto di una storia tragica del Potere si presenta infuocato, fiammeggiante, di nuovo illuminata da parole, illusioni e assolutismi, del tentativo possente di una nuova, Grande ControRiforma, che, in nome della Vita continuerà, tornerà a minacciare le vite umane.
...
"Sono perciò utili interventi discreti e prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente: smascherare l'uso strumentale o ideologico che si può fare di questa tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso. A coloro che a partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male".
Bravi signori cardinali. Siete quasi riusciti a far piangere pure me per la morte di Woytila, con questa illuminata votazione.
O Lalla ciao, Lalla ciao, Lalla ciao ciao ciao
Tra poco è il 25 aprile. In Italia questa giornata è ormai diventata in una celebrazione dell'antifascismo rimodellato ad uso e consumo della sinistra, secondo quegli schemi forniti da decenni di libri di storia tutt'altro che obiettivi e intellettualismo mainstream virato sempre verso l'estremismo comunista radical chic.
In tutto questo bailamme retorico, oggi c'è una novità. E' passato nemmeno un mesetto da quando, in chiave elettorale antiStorace, alle scorse elezioni regionali decine di personaggi di sinistra hanno raccolto firme e difeso liste che inneggiavano ad argomenti fascisti nel vero senso della parola, raggruppati nel nome e sotto l'egida di un cognome che non lascia spazio ad alcun dubbio. Alessandra "Lalla" Mussolini ha proliferato nei media difesa e sostenuta da chi era convinto che solo così avrebbe potuto vincere le elezioni. Molti rappresentanti del centrosinistra italiano hanno fatto il loro patto col diavolo ad un mese dal giorno, il 25 aprile appunto, nel quale avrebbero poi dovuto urlare nelle loro usuali manifestazioni contro gli stessi valori contenuti e sostenuti nelle liste da essi sottoscritte, difese e legittimate.
Ora, il centrosinistra è una coalizione composita. Ci sono sinceri antifascisti che chiaramente si dissociarono dall'aiuto alla nipote. Ci sono sinceri beoti che pur di dare contro al nemico di oggi non esitano ad associarsi con il nemico di ieri che sarà il nemico di domani: la foto che qui vedete è tratta dal sito dei centomovimenti, ed è stata messa lì quando Lalla non era ancora una voce da difendere nella democrazia italiana: allora non aveva litigato con Berlusconi, e allora si riconosceva il suo cognome come lo stesso da insultare il 25 aprile. Và a vedere come sono questi movimenti, a forza di muoversi deve girare la testa e si fanno certe figuracce. Dico, almeno levate la foto: e invece no, ora torna buona perchè la resistenza è di nuovo in marcia. Ma credete che l'abbiano tolta mentre le assicuravano i voti necessari a far vincere (così credevano, e coil senno di poi nemmeno sarebbe servito) il candidato di centrosinistra? Nemmeno per sogno.
Ritengo davvero che, alla luce dei risultati elettorali che hanno dimostrato che non c'era proprio bisogno di appoggiare la presentazione delle liste di Lalla per battere Storace, ci sia nel centrosinistra italiano molta gente che si sia pentita di averlo fatto. C'è un mucchio di persone che penserà anche a questo mentre si preparerà a sfilare nel nome dell'antifascismo militante ma barcollante che, diciamo così, viene buono sospendere quando fa comodo alle dinamiche elettorali (attenzione, sospenderlo solo in alcune parti: quando si deve tirare fango sul padre - che non si può difendere dalle accuse infamanti inventate perchè è morto - del candidato di centrodestra dalle pagine dell'Unità l'antifascismo torna ad essere una pietra miliare: è la campagna elettorale, bellezza, e se l'Unità non ha mai fatto giornalismo serio vuoi che cominci durante una campagna elettorale?).
Il problema è che, come dicevo, il centrosinistra è una coalizione composita. E a fianco di coloro che hanno condannato la vicenda e di quelli che magari sono stati zitti ma in cuor loro non l'hanno approvata, alleati con loro e pronti a spartirsi un pezzettino di potere ci sono coloro i quali una mattina si son svegliati, e hanno deciso che per vincere un'elezione regionale dovevano mandare all'ammasso 60 anni di retorica: tanto sanno benissimo che da loro ci si aspetta nient'altro che stupide urla idiote.
Fermi su una posizione non ci possono stare, nè metaforicamente nè fisicamente: si chiamano movimenti perchè c'è un mucchio di gente che ce li ha mandati e continua a mandarceli.
Chères concitoyennes, cher concitoyens
Insomma, è sceso in campo l'infamissimo presidentissimo della Repubblica francese, con lo sguardo grave e con la formula di rito che dà il titolo al post. Chirac annusa l'aria della batosta, più della metà dei francesi sembra essere contrario a quell'elenco telefonico che hanno avuto l'ardire di chiamare costituzione europea, e sulla quale loro, noi no ma loro, voteranno un referendum. E lo faranno prima di andare in ferie, perchè almeno su questo loro, noi no ma loro, hanno uno straccetto di rispetto per la sovranità popolare e un'anticchietta di senso civico che loro, noi no ma loro, esercitano da tempo.
E insomma, Chirac è sceso in campo. E cosa ti fa per convincere i suoi concittadini a votare come vuole lui?
Vi ricordate l'ultima volta che fece campagna elettorale? Io si, ero in Francia. Le Pen aveva vinto il primo turno, e qualsiasi cosa dicesse Chirac c'era l'80 % dei francesi che gli dava ragione: meglio lui del fascista. E lui picchiava duro su Le Pen. E vinse a mani basse. Oggi, per guidare il suo paese, non trova di meglio che dire che se vincessero i no ne trarrebbero un beneficio gli Stati Uniti. Nella ricerca di un nuovo nemico contro il quale rassemblare (RPR significa Rassemblement pour la République) i francesi, ecco che dopo l'apologo del fascismo vengono buoni gli americani, nel nome di quel bieco antiamericanismo che anima Chirac non da oggi: volete mettere dare addosso a chi ha stoppato gli affari d'oro che il buon Jacques - primo da destra nella foto - faceva con quel democraticone di Saddam Hussein - terzo da destra nella foto, mentre esaminano simpaticamente un reattore nucleare irakeno fornito dalla Francia? Miliardi, mica bruscolini, tutto sparito, chères concitoyennes e cher concitoyens). Qui da noi c'è già qualcuno che alla luce dei sondaggi francesi e della posizione di Chirac si bagna le mutande, in un senso o nell'altro: adesso che Annan è stato fatto scendere dal trespolo disvelando tutti i suoi scandali, all'antiamerianismo italiota (per larghissima parte formato da quei signorini che all'epoca di Mururoa consideravano Chirac nè più nè meno un criminale mondiale) rischia di saltare anche Chirac, tra i non dittatori: se crollasse pure lui si dovrebbero rintanare nell'apologia dei vari Castro, Assad, Chavez e virare decisi verso la beatificazione del comunismo cinese. E' grosso modo quello che sta facendo Zapatero (Cossutta è avanti anni luce ...).
A me spiace che anche l'unico politico francese di cui ho stima, Sarkozy, si sia dichiarato favorevole al si nel referendum per decidere sulle pagine gialle costituzionali: lo ha fatto con parecchi distinguo, ma lo ha fatto e non è piccola la sua influenza sull'elettorato di centrodestra francese. Mi fa sorridere pensare che, avendo sposato una donna francese, potrei anch'io, dopo aver superato una serie di prove atte a testimoniare la mia volontà di far parte della ciurma, prendere la cittadinanza francese: non mi interessa proprio (me ne interessa un'altra, com'è ovvio), ma è gustoso il pensiero. Come fu gustoso il pensiero di quel bel pernacchione che si beccò il presidentissimo francese quando provò a rampognare i nuovi Paesi dell'UE contro il loro appoggio alla liberazione dell'Iraq. Un pernacchionesteuropeo che ancora gli deve rimbombare (Rimbombement pour la République?) nelle orecchie, chères concitoyennes e cher concitoyens.
Altri tempi
Ma vi ricordate quando un susseguirsi di eventi politici come quello che coinvolge la CdL oggi avrebbe indotto a crolli della borsa manco fosse il venerdì nero di Wall Street? Io non capisco nulla di borsa, ma mi sembra di capire che queste due settimane di litigate nel governo non hanno spostato una virgola da questo punto di vista, o comunque hanno influito pochissimo.
Era su per giù anche l'epoca in cui un ministro delle finanze tedesco dalle folte sopracciglia si permetteva di bacchettarci sui conti pubblici. Oggi è meglio che stiano zitti, i tedeschi, sull'economia. Ci bacchetta uno spagnolo, ma almeno lo fa da Commissario Europeo (il che peraltro non gli dà ragione di default).
Ah, ricordo un'altra cosa di quei tempi. Il Governo indiceva referendum con date balneari malcelando il suo fastidio e consigliando vivamente gli italiani ad andare al mare. Ma pensa un po'.
A Silvio quel che è di Silvio
Va detto che dal saluto inviato da berlusconi all'ambasciatore Sembler per il suo commiato dall'Italia, letto da Marzano l'altra sera in quello che credo sia stato uno dei suoi ultimi atti da Ministro della Repubblica, e dalla risposta di Sembler (che non ha mancato di sottolineare come sia stato l'unico rappresentante diplomatico americano da 50 anni ad oggi ad aver avuto a che fare con un solo governo italiano durante il suo mandato), si capisce bene come il rapporto tra questo governo (mutaforma) e la Us Embassy sia stato davvero stretto. Ecco, il discorso del Berlusca mi è piaciuto, a parte la solita battuta che evidentemente non riesce a risparmiarsi nemmeno quando interviene per interposta persona. Quello di Sembler, però, ancora di più. Lucido, semplice, onesto. Un gran bel personaggio, e a detta di molti il migliore ambasciatore del dopoguerra.
Bella serata, bella gente, Mel e Betty che hanno ballato sulla musica di Simon & Garfunkel.
Unica piccola preoccupazione, lo sguardo del tipo di Biella seduto al nostro tavolo quando, alla richiesta di un applauso alla memoria del papa, si è girato verso di noi e ha visto che nè io nè il capo applaudivamo (io bevevo vino ...). Mi ha incenerito un sopracciglio. E poi non mi ha rivolto più la parola per tutta la sera.
Oh, non se ne perde uno
Ma ci avete fatto caso che ogni volta che c'è un funerale con qualche telecamera intorno spunta Pierferdinando Casini? Vittime del terrorismo, servitori dello stato, uomini dello spettacolo, papi ... c'è sempre lui.
Domani è a Montecarlo, figurarsi se si perdeva le esequie a Ranieri.
See that flag?
Grazie a Shark, ospite del Sorvegliato Speciale
See that flag, Mr. Reid? That's the flag of the United States of America. That flag will fly there long after this is all forgotten. That flag still stands for freedom. You know it always will. Custody,
Farewell Gala Dinner
Il titolare e la sua dolce metà stasera saranno al Westin Excelsior di Roma per il Farewell Gala Dinner di saluto in onore dell'Ambasciatore Mel Sembler, che ritorna negli USA. Il suo sostituto sarà Ronald Spogli, dalla California. Contestualmente, è anche il 90esimo anniversario della Camera di Commercio Americana in Italia, l'Amcham.
Ronald dalla California, si presenta benissimo ...
Per oggi, give it up for Mr. Mel Sembler.
Take care
Karol come il Che?
E' guardando MTV ed ascoltando la bella musica che trasmette ininterrottamente (intervallata solo da testimonianze di ragazzi e ragazze su quanto amassero il pontefice) da sabato scorso, senza titoli nè scemenze, solo belle melodie ed il testo dei tanti sms che gente giovane invia per omaggiare il papa ... è in questo momento che mi chiedo: ma tra 30 anni la gente andrà in giro indossando le magliette con la faccia del papa come fa oggi con Che Guevara?
Resto convinto che si è trattato, in buona parte ma non solo, di una colossale, azzeccatissima, mediaticamente detonante e eccellentemente efficace cavalcata di marketing, di character building che ha incrociato alcune fortuite coincidenze, molte maliziose e vincenti scelte del papa stesso, la fortuna di durare così tanto, lo spregiudicato e micidiale uso della comunicazione, del mito del viaggio, della globalizzazione che prendeva piede, di eventi storici vissuti, provocati, accompagnati. Un'opera davvero eccezionale ma non nel senso nel quale molti la dipingono.
Ad esempio, chissà se il geniale ideatore della pubblicità Telecom Italia con Gandhi che immaginariamente usufruiva dei mezzi di comunicazione di oggi si rendeva conto che è esattamente quello che ha fatto questo papa, del quale tutti ci siamo abituati ad ascoltare la voce, domenica dopo domenica. Questo papa dal quale i laici, i non credenti, i non praticanti hanno udito per anni costantemente parlare di qualsiasi cosa tranne che della religione, relegata quella ai documenti ufficiali e alle manifestazioni per gli "addetti ai lavori"; questo papa del quale io, da laico sottoposto da 27 anni domenica dopo domenica (e spesso anche durante la settimana) al servizio di ogni telegiornale, ho conosciuto a forza le posizioni su tutto, come se non fosse la religione il suo campo di appartenenza e il suo orizzonte.
Così credo che sì, è più che possibile che fra 30 anni i ragazzi porteranno le magliette (se si porteranno ancora magliette) con la foto di Giovanni Paolo II, a volte con la stessa magnifica incoscienza un po' ignorante di quelli che oggi con l'effige di un sanguinario come Che Guevara sfilano alle manifestazioni per la pace. E lo credo anche perchè non so, e temo molto, come la chiesa riuscirà ad uscire dal problema derivante dalla morte di un'icona che tutto ha racchiuso dentro di sè in questi 27 anni sempre sulla scena, come una rock star, come un idolo delle folle il cui poster appiccicare nella cameretta. Un personaggio quasi irreale, costruito giorno dopo giorno, evento dopo evento, uscita dopo uscita, al quale tutto perdonare, sempre, e dal quale aspettarsi, certi di essere accontentati, quelle banalità populiste e buoniste che dette da ogni altro uomo sul pianeta provocherebbero solamente una stanca smorfia di malcelata e depressa antipatìa, accompagnata da una compassionevole pena per questo chiunque che dovesse parlare per frasi fatte, per slogan, per ovvietà fantasticanti una via che viene osannata nello stesso momento in cui si rifiuta anche solo di prendere in considerazione la maggioranza delle soluzioni che propone, con riferimento alla propria vita quotidiana.
Questi giovani, ma anche questi adulti, strepitosi in fila per ore, instancabili in viaggio per ore, spirituali in pena per ore, alla ricerca di un momento nel quale stare insieme, di un ultimo saluto a chi considerano veramente un padre, di un commiato da chi non li ha mai rimproverati e ha dedicato loro solo sorrisi: chi si prenderà cura di loro ora? Chi li aiuterà ad andare avanti senza la forza che veniva loro dal credere in un uomo venduto per essere la rappresentazione della loro perfezione immaginaria fatta persona? Cosa, oltre il suo ricordo, che basterà solo nei primissimi tempi, li farà andare avanti? Prevedo crisi depressive, e pianti. Lacrime amare di chi si disintossica da un sogno, problemi di equilibrio di chi esce da un leggero, benevolo, incantato coma durato anni, nel quale hanno fatto credere loro che tutto avesse una risposta nelle parole semplici e universali di un anziano simpatico dai capelli bianchi, caparbio e sorridente quanto basta per costituire l'icona.
Vorrei tanto, da laico e anticlericale, che questi milioni di persone avessero sollievo. Vorrei che fosse davvero come credono convintamente, cioè che l'insegnamento di chi non c'è più li accompagnasse e desse loro la via per sempre. Vorrei che non dovessero arrendersi presto nell'intimità del loro io, senza magari ammetterlo all'esterno, alla crudezza della grande bolla che farà presto flop, e del fatto che la vita fuori dallo show del grande papa buono prosegue ed è sempre esistita con le sue casuali bellezze e con i suoi tristi quotidiani piccoli inganni. Vorrei che avessero la felicità che gli è stata promessa: e se davvero, ma davvero, dovessero verificare che rinascono nella catarsi di una sofferenza, bè allora auguro loro con tutto il mio amore di fare e rifare questa esperienza un po' mistica e un po' costretta, servisse a ritrovarsi sarei contento per loro.
Ma soprattutto, vorrei che affrontassero la laicità degli altri, la scelta di chi non partecipa al loro collettivo rito pieno di fumo sorridente, la vita di chi non è come loro ... con la stessa naturale e illuminata bontà della quale riterranno sempre sia stato riempito il messaggio del loro papa, oggi già santo per acclamazione. Lasciate che la vita scorra per tutti. Abbandonate la dottrina rigida e cieca che avete benevolmente perdonato al vostro idolo delle folle. Non gli mancherete di rispetto, tutto ha una fine e questa concessione di una schizofrenica divaricazione tra dottrina proposta dall'icona e comportamenti realmente mantenuti deve finire con la morte dell'icona, morte terrena per rimanere nel mito eterno che sempre giustamente idolatrerete, che accompagni un mondo che non si ferma e che ha bisogno di ripartire dai diritti negati a chi è discriminato veramente, dal libero arbitrio di tutti, dalla reale apertura ad una modernità che è stata troppo a lungo usata e maltrattata, descrivendola come un delitto mentre la si usava come un feticcio.
Si è fermato il mondo, è bene che scendiate. La vita continua.
Leva lo "stra"
Ma scusate, visto che ormai c'è tutti i giorni perchè le quotidiane edizioni di Porta a Porta continuano a chiamarle "straordinarie"?
La settimana tanta
Massimo Gramellini su La Stampa di oggi (grazie alla eccellente newsletter Notizie Radicali)
A Dio piacendo, oggi insieme al Papa dovrebbe andarsene quel pizzico di delirio idolatrico che ha accompagnato questa Settimana Santa fuori stagione. L’eccezionalità del personaggio è incontestabile. La scarsità di maestri capaci di trasmettere un valore avvolgendolo nelle emozioni, pure. Ma tutto ciò c’entra assai poco con il raddoppio delle giocate al Lotto, la superstizione già galoppante e l'atteggiamento turistico dei troppi che davanti alla salma anziché una preghiera hanno sfoderato un videofonino.
Intendiamoci: chi ha scelto la dimensione privata del dolore, piangendo in tinello il suo Papa fra un tg e l’altro, non è infastidito dall'omaggio che milioni di fedeli stremati hanno voluto riservare all’uomo che del corpo ha insegnato a fare un uso spirituale. Rimane invece perplesso di fronte all’enfasi con cui si è appesantito un evento già potente di suo, come testimonia la decisione assunta da un sindaco ex comunista di intitolare al Pontefice defunto la stazione ferroviaria della capitale di uno Stato confinante, quello italiano. Ma persino le esasperazioni sarebbero apparse meno indigeste se ad amplificarle non fosse intervenuta la bulimia dei media mondiali, che dai tempi della prima guerra del Golfo sembrano in grado di ingozzarsi solo di una notizia alla volta. Come gli adolescenti totalizzanti che si riempiono la stanza con i manifesti di un’unica popstar per rimpiazzarli in blocco con quelli di un’altra, la settimana dopo.
Pellegrinaggi
Certo che è un peccato ... tutti 'sti polacchi in giro per Roma e nemmeno una macchina per pulirle i vetri ... (se non m'arriva un fulmine in testa in questo periodo, non m'arriva più) 
Se l'editore è uno sporco nazista
Sul Corriere della Sera di oggi c'è un'intervista a Veronica Lario, che a occhio sembra proprio la parte più intelligente della famiglia. Un'intervista interessante.
Ora, lungi da me il voler speculare su cose che costituiscono tragedia per qualsiasi donna. Va portato il massimo rispetto per decisioni gravi e sofferte come quella di cui si parla. Quindi, da qui, nessuna strumentalizzazione.
Però non si può tacere sul fatto che nell'intervista di oggi la moglie del premier rivela che tempo fa, quando ancora il signore non aveva unto suo marito, i due decisero di procedere ad un aborto terapeutico perchè il feto che la Lario aveva in grembo era malsano.
Se Ferrara non fosse preso dalla crisi mistica che lo porta a promuovere un processo di beatificazione per qualsiasi embrione e per il loro condottiero Antonio Socci, qui ci sarebbe davvero da aspettarsi le roboanti dimissioni dell'elefantino con effetto retroattivo e relativo licenziamento in tronco dei vari Agnoli e Tilliacos con pignoramento dei loro beni per ingiustificati stipendi pagati, che da mesi danno tutti in coro del nazista (Giovanardi docet) a chiunque si permetta di accennare alla libera scelta su queste questioni, anzi, su questioni molto più tecniche e bisognose di microscopi mille volte potenziati.
Veronica Lario, difatti, è l'editore del Foglio.
P.S. Colgo l'occasione del post per dire le uniche due parole che si possono dire sulla decisione del governo di indire i referendum per il 12 giugno.
Ignobili carogne.
Rectius (mi avete convinto)
Ci sono anch'io (ci sarò, quando si aggiorna l'elenco).
Mi piace ToqueVille: è il nome che avrei votato. E c'è un sacco di gente che mi piace molto.
Grazie a chi mi ha chiesto di farne parte. Quanti amici qui 
E se contassimo anche gli embrioni nel quorum ?
Insomma, ha votato il 71,4 % degli aventi diritto.
Io non ho votato.
Perchè non ho votato? Perchè non c'era il mio partito, e perchè sia che vincesse Storace sia che vincesse Marrazzo non mi sarebbe cambiato più di tanto. E perchè non mi interessava votare scheda bianca, non sarebbe cambiato nulla in termini di risultato finale.
Ora, se i radicali italiani fossero della stessa pasta di cui sono fatti i propugnatori dell'astensionismo al referendum, voi leggereste dichiarazioni di Pannella che si approprierebbe di molti, se non di tutti, quei facenti parte del 28,6 % (partito di maggioranza relativa) che non ha votato. Dato che però non siamo di quella pasta lì, dichiarazioni del genere non le leggerete.
Intendo dire che è molto sporco pretendere di sostenere una tesi, affermare che essa ricopre importanza fondamentale, e invece di battersi per sostenerla convincendo altri a votare in quel modo mischiarsi a quelli che non votano per abitudine, nella speranza poi di arruolarli subdolamente nelle file dei contrari all'abrogazione della legge 40.
Personalmente, credo che la differenza sia proprio qui, e non è per niente piccola. Se io avessi riscontrato di particolare rilevanza l'elezione di uno o dell'altro dei candidati dei due poli, sarei andato a votare, eccome. Se la si giudica importante, la battaglia la si fa: fà quel che puoi, accada ciò che deve. Qui invece ci si imbatte in persone alle quali si assicura il massimo rispetto per la loro fede e le loro convinzioni, ma che poi rinunciano a difenderle nel gioco democratico in nome della regoletta idiota (e pressochè esclusiva nel nostro paese).
I radicali, senza campagna elettorale e silenziati come i due poli regime sanno fare, valgono massimo un 3 % dei voti. Toglieteli al 28,6 % e avrete 25,6 %. Ad arrivare al 50 % di non votanti necessario per invalidare i referendum bisogna convincere il 24,4 % (+ 1 voto) degli aventi diritto, se nelle liste rimangono morti, dispersi e naufraghi su isole sperdute (sennò ce ne vorrebbero di più).
Insomma, tutti questi prelati e atei devoti e fedeli alla linea di Ruini e difensori della vita e militia christi e chi più ne ha più ne genufletta devono convincere ad andare al mare, probabilmente aiutati da una data che sarà molto infame circa l'esercizio del diritto di voto, meno di un quarto degli italiani che possono votare.
Ragazzi, se non riuscite a fare nemmeno questo state veramente con una mano davanti e una di dietro (e la batosta dell'asse Ruini-Andreotti sembra confermarlo), direi ancora peggio che ai tempi di divorzio e aborto. Anche se avete il 100 % dei media dalla vostra, come stiamo vedendo in questi giorni tra messe, rosari, omelie, coccodrillo, santificazioni anticipate e siffusione a piene mani di ipocrisia buonista e cecità sugli enormi errori - insieme alle ottime cose - di questo papa.
Se è vero, che batosta
Vediamo un po' se le mie fonti sono corrette. Sono le 13.24 di lunedì, mi dicono che gli exit poll danno 11 a 2 per il centrosinistra.
Mi dicono che le uniche due regioni che vanno al centrodestra sono Lombardia e Piemonte.
Mi dicono che, qui nel Lazio, Storace sta tre punti sotto le liste che lo portano: il che significherebbe che il 3 % di quelli che hanno votato lo ha fatto per un partito di centrodestra, ma preferendo come Presidente del Lazio la Mussolini (o Marrazzo).
Se è vero, scorrerà del sangue nel prossimo consiglio dei ministri. Ammesso che se ne farà un altro con questo governo.
Ma può essere che non sia vero, e allora le mie fonti hanno cannato. Strano, perchè non si tratta di gente che parla a vanvera; quel che è certo è che abbia accesso ai dati.
Si vedrà più o meno tra novanta minuti.
Update delle 17.31
Sembra proprio che le mie fonti avessero ragione. Ammazza che sleppa. A caldo, considerando che sono comunque solo exit poll, la prima considerazione che mi viene di fare per il Lazio è che se Ruini aveva mandato avanti Andreotti a dire che lui avrebbe votato Storace e questi sono i risultati, vuol dire che la Chiesa elettoralmente non conta nulla. E questa, particolarmente in questi giorni, è una NOTIZIONA.
Chissà se ora i due poli la smetteranno di ghettizzare chi non si genuflette. Bè, magari adesso adesso no. Quando sarà passata la sbornia da morte/funerale/conclave/trigesimo/etc etc dovranno pur farlo questo calcolo. Anche perchè è alle porte un certo referendum ...
We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.
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