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lunedì, 13 giugno 2005

 

TocqueVille

Grandissimi complimenti a coloro che hanno lavorato per iniziare questo splendido percorso. Bravi Paolo, Andrea, Pierluigi e tutti coloro che ci hanno dedicato tempo, azione e pensiero. Bene così. Grazie

Tra i preferiti, assolutamente. Voi sapete che ora ci perdiamo ma ci reincontreremo presto, altrove.

 

Avete (stra)vinto voi

Mi sembra di vederli, alcuni simpatici cattoliconi acquattati lì a fare il reolad per vedere che dice adesso quell’anticlericale che tanto si è speso per il sì ai referendum. A metà giornata (scrivo alle 14) ci sono 45 accessi, manco ci fosse qualche flame come ai bei tempi. Eccomi qua, nudo come mamma mi ha fatto. Io mi arrendo, senza condizioni.
 
Semplicemente, avete vinto voi: anzi, avete stravinto. Sarei stato pronto a dar battaglia, viste le mille scorrettezze escogitate e messe in atto con scientifica impudicizia, se il mancato quorum avesse comunque testimoniato un affluenza dal 40% in su. C’è da scrivere un manuale su come violentare la democrazia, con l’indicazione di tutti i mezzucci infami usati dall’establishment chiesa/ministero dell’interno/televisioni. E questo rimane agli atti come una vergogna che vi marchierà per tutta la vostra sperabilmente lunghissima vita. Ma qui, invece, si tratta di un’ecatombe. E’ corretto, e però molto doloroso, riconoscerlo. Noi siamo sconfitti, voi vincitori.
 
Ma c’è di più.
 
Questo non è un referendum sulla fecondazione assistita. Era partito così, ma ha mutato di significato in conseguenza con la crociata messa in atto da preti e atei devoti, clericali e cattolici, monsignori e politici tartufescamente genuflessi, che hanno deciso di accoppiarsi con una grande quantità di cittadini ignavi, abulici, addormentati, che producono sonnifero da tutti i pori. E più la crociata si è estesa, più si è cibata di ignobili falsità sulle quali nel mondo occidentale faranno tesi di laurea a dimostrazione di quanto sia povera oggi la civiltà democratica in Italia, più ha coniato slogan vigliacchi e messo su una caciara indegna anche e soprattutto perché in nome di valori così alti, più gli italiani avrebbero dovuto reagire. Non l’hanno fatto. Bisogna prendere atto di ciò, i dati sono sotto gli occhi di tutti e non c’è nulla da dire. Se la chiesa e le sue armate avessero tenuto un basso profilo, paradossalmente la sconfitta sarebbe stata meno violenta: invece non hanno inteso rinunciare a nessuna delle loro indebite ingerenze, e il risultato è che hanno stravinto.
 
Le conseguenze sono gravi, sono gravissime. In termini numerici, e non solo in quelli, questa non è una sconfitta, questa è una catastrofe. Ne va preso atto.
 
Questo risultato apre scenari che credo, temo sarà difficile scansare. Non si tratta solo di assistere ormai impotenti ai salti di gioia di gente che esulta per il pietoso stato della partecipazione democratica nel Paese in cui vive, in un consapevole gorgo che trascina nella melma ogni volta di più gli ultimi scampoli di opposizione ad un regime dolce che invece dell’olio di ricino ti somministra un reality show con la tiara imbevuta di valium. La legge sull’aborto, come ammette lo stesso Tar del Lazio, sarà solo il primo, naturale, inevitabile tassello. Io credo davvero che tutti coloro che ancora hanno un cervello dovrebbero riflettere seriamente sull’ipotesi di tornare alla religione di stato, con il reato di bestemmia, il crocifisso obbligatorio ovunque, le omelie del papa a reti unificate più di quanto già non accada: c’è almeno un buon 25 % di aventi diritto che non se ne accorgerebbero nemmeno, bontà loro. Sotto l’ala finto-protettiva della religione cattolica, molti italiani stanno semplicemente meglio, anestetizzati dal pensare che è tanto difficile, in questa grande casa di cura per lungodegenti di ogni età chiamata Italia gestita rigidamente dalle gerarchie cattoliche che solo qui hanno così tanto potere. Oggi, la stragrande maggioranza degli italiani si sono pronunciati non pronunciandosi. Alcuni di essi hanno vinto, e lo sanno; alcuni non lo sanno nemmeno e si cullano beati nella loro ignoranza; altri, infine, ma credo pochi, si renderanno conto solo in un secondo momento di cosa hanno partecipato a creare. Ha ragione Pannella: un giorno tutti ci ricorderemo come abbiamo votato in questo referendum. E' evidente che non tutti quelli che si sono divertiti a giocare al piccolo astensionista clericale si rende conto delle conseguenze della sua condotta: ad ogni livello. Il gioco è finito, c’è un vincitore schiacciante, che vinca e tutti ne paghino le schiaccianti conseguenze. Durissime.
 
Personalmente, ho due riflessioni da fare.
 
La prima è che mi vergogno amaramente, profondamente di essere italiano. La mia sofferenza maggiore va a riguardo del fatto che ad ottobre mi nasce una figlia, e francamente di farla crescere in questo paese, e in quello che andrà a (ri)diventare dopo il voto di oggi, non ho alcuna voglia. Se fosse per me oggi, me ne andrei lontano, sapete dove, definitivamente. Non si può per troppi motivi, e certo che ognuno di essi da oggi è da me ancora più odiato. Ma - e chi mi conosce sa quanto questo sia indicativo dello schifo che sento - adesso mi accontenterei anche della cittadinanza d’oltralpe da acquisire per aver sposato una cittadina francese. Per il momento, sono contento di essere riuscito a sposarmi con rito civile: spero che mi permettano di non battezzare mia figlia, forse la fortuna è che ottobre è molto vicino. Ma ve la dico come la penso, credo che se domani un Volontè qualunque proponesse una legge per introdurre l’obbligo di battesimo per tutti i figli nati in territorio italiano non avrebbe nemmeno tutti i torti dal punto di vista morale. Per certi versi, mi sembrerebbe giusto, non scherzo. Un’ora al giorno di religione cattolica obbligatoria in tutte le scuole pubbliche, e rubrica settimanale su tutti i giornali affidata al cardinal Ruini: ce le meritiamo, che ci vengano inflitte. Otto per cento, e solo alla chiesa: altro che otto per mille e pure ad altre religioni. Consultazioni doppie, al Quirinale e pure in Vaticano, per le cariche politiche da adesso in poi.
 
La seconda riflessione, che nell’universo mondo conta ancora meno della prima che già contava poco, è che non so quando e se mi tornerà la voglia di scrivere qualcosa su questo blog. Al momento mi verrebbero in mente solo improperi, e non vale la pena. Adopererò le energie che mi sono rimaste per scavare e cercare, con notevole difficoltà, qualcosa di buono in questo Paese, in vista di un bellissimo appuntamento che avverrà tra 20 giorni esatti. Poi si vedrà cosa accade: se ci saranno le condizioni per continuare il blog, e come. Probabilmente no, e non solo per la cocente e detonante sconfitta di oggi.
 
Ad ogni modo, se non ci sono eclatanti novità, che al momento non intravedo proprio, appuntamento intorno al 4 luglio. Grazie davvero a tutti coloro che hanno frequentato questo blog. E complimenti ai vincitori di oggi. Se fossi cattolico, ad alcuni di essi (a quelli in buona fede, e ne conosco: sebbene io abbia letto oggi con grande dispiacere un post di una vigliaccheria feroce - non politicamente scorretto, vigliacco: è un’altra cosa - sul blog di un amico che evidentemente non sa vincere, e sarebbe invece bastato mantenere un profilo di classe, ma quella la si usa solo se la si ha) ricorderei che qualcuno che gode di una certa vostra stima disse: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Tanto voi vi si perdona sempre, no? Quattro ave maria e tutto passa, tranne la sofferenza altrui. Ma a voi che vi frega, voi avete gli embrioni, quello che diventeranno e perché e quanto soffriranno non è tra le vostre preoccupazioni, questo s’è capito.
 
Ecco, tra qualche decennio la chiesa chiederà scusa anche per questa infamia, come ha sempre fatto per le precedenti infamie delle quali si è macchiata con l’entusiastico avallo dei suoi sostenitori. Adesso, voi che giustamente esultate, divertitevi e brindate. Il giocattolo Italia è tutto vostro: vi meritate, reciprocamente.
 
A noi italiani laici sconfitti rimane sapere che dalla nostra parte c'è il resto del mondo, a parte il Costarica.
Un post di Mixumb delle 14:27 politica, personale · commenti (20)

venerdì, 10 giugno 2005

 
Quattro si
 
Delle argomentazioni per le quali voterò quattro si, direi che ormai ho abbondantemente detto, riassumendone alcune – ma non tutte – nella lettera che ci siamo scambiati col mio amico Mario.
Qui, a conclusione, vorrei dire che tira una brutta aria: un’aria di revanscismo clericale, di restaurazione bigotta, di assalto alla laicità dello stato e di attacco alla secolarizzazione della società civile italiana. Il tutto con l’avallo silente dell’astensionista seriale, quel tot per cento dell’elettorato attivo che dorme beato sugli allori della democrazia (per la quale altri hanno versato il loro sangue) fregandosene bellamente di quello che gli capita intorno, salvo poi lamentarsi tutto il giorno perché non gli sta bene cosa accade nel suo Paese. Complice e anzi protagonista del menefreghismo italiota, questa percentuale di concittadini che non mi piacciono affatto costituisce tuttavia la speranza di raggiungere il quorum. Io penso infatti che l’italiano astensionista seriale, molto vicino all’italiano medio, abbia stipulato un tacito patto con coloro i quali sono da lui dileggiati snobisticamente tanto quanto legittimati dalla sua ignavia. Questo nostro amico ti prende in giro se lo metti di fronte al fatto che quelli contro i quali lui protesta rifiutando di esercitare il proprio diritto sono coloro che più di tutti traggono beneficio dalla sua condotta. Lui lo sa benissimo, ma fa finta di non saperlo, e dorme. Dorme, ronfa, consapevole che intanto si spartiscono la torta grazie anche al suo complice sonno. Questo simpatico esemplare di occidentale troppo bene abituato, però, qualche volta s’incazza. Gli capita, guarda un po’, sempre in concomitanza con un referendum (per il quale altri hanno versato sudore, per fortuna non sangue, almeno fino ad adesso chè del doman non v’è certezza), e ha dimostrato in passato che quando s’incazza lo fa perché coloro i quali avevano ricevuto il suo implicito lasciapassare, invece di stare buoni e farsi gli affari loro lo hanno svegliato dal suo sonno. S’incazza perché non accetta che l’interlocutore del tacito accordo non capisca che l’unica cosa che deve fare è rispettare il sonno dell’italiano astensionista seriale, senza esagerare, senza strafare. Se si comincia ad urlare e strepitare, se si intraprende una crociata con lo scolapasta in testa, se ci si agita troppo quello si sveglia. E s’incazza. E punisce votando. Questa è la speranza oggi in Italia, a questo ci siamo ridotti. Se non s’incazza, sono cazzi.
 
Io proporrei invece di ponderare il quorum tenendo conto di questa astensione seriale. Io propongo, ufficialmente per quanto me lo consenta questo piccolo blog poco frequentato, che il quorum rimanga del 50% +1 ma venga calcolato non più sul 100% degli aventi diritto (tralasciamo per pietà la tristissima e incivile vicenda del voto degli italiani all’estero) bensì sul 100% meno la media dell’astensione delle ultime tre tornate elettorali. Per capirci, se nelle ultime tre elezioni l’astensione in media è stata del 25%, io propongo che il quorum per l’eventuale successivo referendum sia la metà+uno del 75% degli aventi diritto. Poi voglio vedere i furbetti come si mettono. Ma non si farà, questo paese è troppo poco civile sui diritti civili.
 
L’altra notte ho fatto un sogno. Ho sognato un uomo con la barba che lanciava anatemi iracondi sui suoi concittadini, ammonendoli sul non andare a votare, richiamandosi spesso e volentieri alla dottrina e ai pronunciamenti della religione più in voga nella parte di mondo dalla quale minacciava la sua gente dipingendo apocalittici scenari qualora essi fossero andati a votare. Non sono in grado di ricordare le sembianze di quell’uomo.
 
Secondo voi chi era, Al Zarqawi o Giuliano Ferrara ?
Un post di Mixumb delle 15:50 politica · commenti (12)

giovedì, 09 giugno 2005

 
IL NEW SORVEGLIATO BLOG SPECIALE
 
Il Sorvegliato Speciale e New Blog New Blog imitano IL FOGLIO e RADIO RADICALE. Si "ospitano" a vicenda. Qui di seguito il post del Sorvegliato Speciale che Mixumb leggerà solo dopo averlo "postato".
Speriamo che questo sia un esempio di rispetto reciproco fra chi si ritrova su posizioni differenti, o addiruttura opposte. Per noi è facile farlo essendo veri amici. E avendo ciascuno rispetto delle ragioni dell'altro pur disapprovandole. Speriamo diventi possibile anche per altri.
Non è "buonismo" è una "battaglia culturale", non può che esprimersi in questi termini.
Mario (Sorvy) e Umberto (Mixumb)
 
 
 
Lettera ad un amico (radicale)
 

Caro Umberto, non sarebbe necessario alcun preambolo se la lettera che sto per scriverti la leggessi solo te. Ma poiché sarà letta da gente che non conosce né me né te mi sento in dovere di dire subito che l’amicizia fra noi due è cosa non virtuale e neanche formale. Abbiamo iniziato a conoscerci - anche se non ci siamo mai incontrati nonostante i ripetuti tentativi degli ultimi due mesi - e a polemizzare, scherzare, ritrovarci e poi contestarci, comunque sempre cercarci, non partendo dalle nostre reciproche opinioni ma da una simpatia (sim-pathos: medesima passione) che ci unisce oltre ogni nostra diversità di opinione e politica.
Ci siamo conosciuti praticamente nello stesso periodo in cui sono nati i nostri due blog: il Sorvegliato Speciale e New Blog New Blog. Sono passati due anni. 
Più volte ho notato come perfino graficamente i nostri blog si somiglino. Ho spesso la netta percezione che noi due siamo molto simili pur vivendo in posti diversi e facendo esperienze umane e politiche differenti.
Possono bastare queste poche righe di preambolo per quelli che ci leggono. In realtà fra noi due il preambolo non serviva affatto. Siamo amici, ci stimiamo, lo sappiamo, punto.
Non userò mai una volta rivolgermi a te usando il “VOI RADICALI”. Non userò neanche il “NOI CATTOLICI” perché voglio essere  franco e appassionato al cuore della questione che tocca me e te, prima ancora che la politica e le fazioni. La mia è una lettera, infatti, con tanti IO e tanti TU.
Entro subito nell’oggetto della lettera: questo maledetto referendum. 
Per chi non lo sapesse spiego:
Io non  andrò a votare e mi batto perché altri insieme a me si astengano dal voto. Consapevolmente non vado a votare, attivamente mi astengo. Faccio di tutto per convincere la gente a non votare, affinché il quorum non si raggiunga (furbetto!!!) e il “SI” non passi.
Tu altrettanto consapevolmente e entusiasticamente andrai a votare e ti batti perché più gente possibile esprima il suo voto (si, no, nulla, bianca) … non importa come voterà  purché si raggiunga il quorum (furbetto!!!) sapendo che superato il quorum il “SI”  vincerà senza ombra di dubbio.  
Chi vota “NO” oppure “SI” oppure “bianca” oppure “nulla” farà vincere il “SI”.
Chi si astiene fa perdere il “SI”.  
Chi pensa di fare una cosa diversa dal votare Si o dall’astenersi o è scemo o “ci marcia”, insomma bleffa.  Rosy Bindi docet. 
Adesso ti spiego perché e da cosa nasce la mia posizione.
Non devi stupirti né scandalizzarti se la mia opinione e che chi vuole votare “NO” deve per forza di cose astenersi in quanto il voto aiuta l’innalzamento del quorum e il voto per “NO” equivale a votare “SI”. E’ una posizione “furbetta”? Certo che lo è, l'ho gia detto. Non lo nego. Ma... 
Per impedire che passi una grave ingiustizia a favore di un voto democraticamente espresso a maggioranza, io non voto e sfrutto la mancanza del quorum.  Ho anche dalla mia parte il valido motivo che i referendum non li ho voluti io. Che la legge del Parlamento mi sta più che bene. Che se lo votino quelli che lo hanno voluto. Con l'onere di trascinare la gente a votare, non di rinfacciargli di essere dei farabutti se invece a votare non ci vanno. 
Amo la democrazia ma non la dittatura della maggioranza. La democrazia deve riconoscere i diritti umani che sono inalienabili e non possono essere messi in discussione da nessuna maggioranza, altrimenti a maggioranza si potrebbe votare per la reintroduzione dello schiavismo e secondo lo stesso principio “democratico” della maggioranza ed in nome del popolo sovrano approvare una legge che consideri “illegale” l’omosessualità, accettare la pena di morte (vedi che non stiamo parlando di cose fantasiose?), eliminare con una iniezione letale tutti i portatori di handicap, approvare l’eutanasia, accettare la clonazione, legalizzare il commercio di organi, ristabilire le caste sociali, l’aborto del giorno dopo (fino a due mesi dopo la nascita) …  perpetuare insomma mille gravi ingiustizie. In nome della maggioranza. In nome del popolo sovrano.
Aldus Axley aveva scritto tutto quello che sta accadendo oggi già nell’ottocento. Passo dopo passo, non sta sbagliando un colpo. Arriveremo alla clonazione. L'eutanasia. Le caste genetiche (uomini con codice genetico di serie A e di serie B e scarti destinati ad ammalarsi). 
Il principio della sacralità dell’uomo è una cosa naturale non religiosa. Laica non clericale. I diritti umani devono essere tutelati sempre. Anche dalla cattiva opinione della maggioranza. Anche se UNA PARTE degli scienziati dicono che FORSE non si può dire quando un uomo ha la dignità di persona. Anche se un famoso oncologo confonde un embrione umano da un embrione di scimpanzé.
Ogni strumento in mano alle minoranze deve essere perseguito per difendere l’uomo.
Questa non è una battaglia per il diritto dei malati né il diritto delle donne ad avere un figlio. E’ la battaglia di tutte le battaglie. Quella sulla origine e la dignità dell’uomo.
L’uomo è cosa troppo seria per decidere “convenzionalmente” o a maggioranza quando e come “farsi” nascere e morire. Non spetta all’uomo decidere in che modo possa essere utilizzato un altro uomo a scopi scientifici. Tutto questo per me è aberrante. Spetta alla natura (io qui non parlerò mai di Dio) decidere, quando e come nascere. Vorrei anzi in questo momento non essere cattolico. Non esserlo mai stato. Vorrei per un momento essere un agnostico, un ateo, un anticlericale, perché fosse più chiara a te che la mia posizione è laica. Pienamente laica.
L’uomo deve essere tutelato in ogni modo fin dalla sua origine perché è ragionevole che ciò venga fatto. In nome della natura. In nome del rispetto dei diritti umani. In nome della donna embrione. E anche dell’uomo embrione. E anche del malato embrione. In nome dell’embrione uomo. In nome dell’uomo. L’embrione è uomo finito. Completo. Nulla dovrà essere aggiunto a quelle prime cellule per farsi uomo. Contiene già tutto. Mia figlia è nata la scorsa settimana è stata quel mucchio di cellule lì che chiamiamo semplicisticamente "embrione". Dentro quelle cellule che si sono moltiplicate da sole vi erano già i capelli neri e la pelle scura (una vera Condoleezza, per telefono non te lo avevo detto!). Non è stato aggiunto nulla né tolto nulla a quel mucchio di cellule che era mia figlia. Ciò vuol dire che era già mia figlia. Non l'ho selezionata fra altri embrioni, ci ha pensato la natura. Come potevo io scegliere un figlio. Sarebbe stato come dover decidere di gettare oggi dalla torre uno dei miei tre figli, magari quello più fragile o meno bello. Con che diritto posso io selezionare i miei figli?
Di fatti ciò che ti fa più arrabbiare non è Antonio Socci per il quale nutri una antipatia particolare e che posso capire (magari anche condividere in alcuni casi). La cosa che ti fa più arrabbiare è che ci siano delle persone laiche, libere, che pensano con la loro testa che difendono quella “cosa lì” chiamata embrione che loro dicono essere “qualcuno” e non “qualcosa”. E chi se ne frega se quel “qualcuno” possa essere usato per curare delle malattie, cosa per altro mai provata fino ad oggi per stessa ammissione degli scienziati e dello stesso Partito Radicale.
L’embrione non si tocca. Sai perché? Perché l’uomo non si tocca.
Neanche per guarire un’altra persona qualora si dimostri (e ad oggi non lo è) che questo sarà possibile. Lo dice benissimo Oriana Fallaci “non vorrei diventare una cannibale… una Medea”, ma lo dice anche il laicissimo Ferrara e l’altrettanto laico Marcello Pera (o sono tutti dei “clericofascisti”?)Lo diceva anche Bobbio: “perché noi laici lasciamo alla Chiesa il compito che dovrebbe essere nostro di difendere l’uomo e la sua dignità fin dalle origini?”.
Difendo l’embrione come difenderei il diritto ad essere persona di un ebreo in uno Stato Nazista. Difendo il “negro” da una legge del Congresso Americano che nell’ottocento teorizzava che era un essere umano ma non una persona e quindi “per legge e a maggioranza dei cittadini” i neri dovevano essere schiavi.
Difendo ciò con tutti i mezzi leciti possibili. L’astensione sarà anche una “furbata” ma è una cosa lecita. Ed io la utilizzo. Perché non dovrei farlo?  Perché tu non faresti lo stesso? Non avresti usato questo metodo se in linea teorica ti fosse possibile eliminare la pena di morte in alcuni Stati Americani. Oppure vivendo nell’America dell’ottocento per eliminare la schiavitù. Parlo dell’America perché so che è il nostro amore più grande. Eppure anche lì.
Non mi basta la legge, né lo Stato, né la maggioranza. Neanche i principi liberali o libertari. 
Io lotto innanzitutto per i diritti umani! 
Perché non può essere lo Stato, né la maggioranza, né il referendum a difendere l’uomo e i suoi diritti inalienabili. Questi devono essere riconosciuti come diritti naturali inalienabili ed universali. Questa è una battaglia innanzitutto culturale. Ma se passa il referendum si insinua una idea nichilista e relativista dell'uomo.
Un uomo vale quanto la maggioranza ha deciso che valga. Inaccettabile!
Tu puoi obiettarmi che sto costruendo un castello sul nulla perché nulla è l’embrione. Mi dirai che sono un prepotente perché quel “nulla” lo impongo a forza agli altri.
Ma se non fosse così?
La verità, mio caro Umberto, è che occorre guardare le cose con occhi semplici come io e te abbiamo fatto in questi mesi quando abbiamo accompagnato le nostre mogli a fare l’ecografia. Bastava avere gli occhi ben aperti. Insieme al cuore. Bastava osservare quel miracolo che si manifesta ai nostri occhi. Quelli lì non sono “organismi” sono i nostri figli.
E lo sono fin da subito.
Un abbraccio, Mario

Post scriptum:
 
Il tuo post qui sotto lo intitoli “provocazioni” ma io di provocazioni non ne trovo neanche una.
Trovo una serie di invettive contro gli astensionisti laici e cattolici. Dove non c’è l’invettiva c’è l’idea di fondo che il mio pensiero di “astensionista” sia stato “dettato” dalla “cupola clericale”. Lo stesso vale per Giuliano Ferrara, Marcello Pera, Oriana Fallaci che da laici, personalità di cultura e intelligenza si trasformano ai tuoi occhi in colonne "clericali".
Hai scritto che “Socci & Ferrara sono Stanlio e Ollio della degenerazione clericale”.
Parli di “beceraggine”, di “assurdi estremismi”, auguri agli astensionisti i “peggior gironi dell’inferno”, parli di “inutile e stupido terrorismo clerico fascista”, usi il termine “mafioso”, “furbesco”, “vescovone”, “fanatici dell’astensione”,“millantatori”, “truppe cammellate”, “cupola clericale”, “infamissime tesi” “imposizioni della cupola”, “parola d’ordine clericale”. Ma ti scandalizzi se qualcuno ricorda che l’eugenetica è stata utilizzata soprattutto dai nazisti. Dato ineccepibile e che fa riflettere.
Io non mi offendo se mi dai del becero-mafioso-clericofascista-fanatico etc. etc. Ti conosco e mi conosco. Siamo sanguigni. Scriviamo spesso “di pancia”. Poi ci passa … abbiamo testa e cuore oltre alla pancia.
Mi offendo invece quando supponi che io non parlo a mio nome ma per obbedienza a qualcuno. Qunado eseguo ordini venuti dall'alto. Quando insinui che c'è del plagio nella mia testa.
Mi offendo quando pensi che gli astensionisti siano persone senza testa alla mercé di un papa retrogrado e oscurantista che mi detta la linea da seguire. Mi offendo quando non mi ritieni capace di ragione. Io non approvo quello che pensi, Umberto, ma ti comprendo. Capisco anche le tue buone intenzioni. Tu sforzati di capire le mie. Sii tollerante con me. Semplicemente la pensiamo diversamente. Non sono uno sprovveduto ignorante bigotto. Sono un laico che crede nella necessità di salvaguardare i diritti umani, non è una colpa se poi sono anche uno che crede in Dio. Se non fossi stato un credente sarei stato comunque un Giuliano Ferrara, un Marcello Pera, una Oriana Fallaci uno come tantissimi non credenti che difendono l'uomo. Quindi l'embrione.

sabato, 04 giugno 2005

 
Provocazioni
 
Non passa giorno che il magnifico duo Socci & Ferrara, novelli tragicomici Stanlio & Ollio della degenerazione clericale, porti più in là la beceraggine con la quale insultano, mistificano e pericolosamente sbeffeggiano persone che, lungi dal voler prefigurare percorsi aperti all’eugenetica. Si è perso di vista, da parte di questi assurdi estremisti dell’antisecolarizzazione, che è l’amore e solo l’amore ciò che guida chi vuole aiutare la ricerca per combattere malattie e problematiche naturali quanto meritorie di essere sconfitte. Altro che bimbi biondi con gli occhi azzurri, Luca Coscioni vorrebbe solo sperare di poter vivere. O forse, Luca già sa che non durerà abbastanza, ma la battaglia la fa per coloro che verranno. E ci vuole una coscienza lercia come una fogna per dargli del pericoloso eugenetista, del criminale, del nazista. Più questi personaggi si professano devoti a dio, più io che non ci credo tendo a immaginare che, se mai ci fosse, quando – il più tardi possibile – anche a loro capiterà di passargli davanti, credo che giustizia divina vorrebbe che il contrappasso dantesco del peggior girone dell’inferno fosse solo l’antipasto di quello che li aspetta per la loro tanto amata eternità.
 
Ma dov’erano tutti questi filosofici sibillini profeti quando la legge 40 non c’era? Perchè allora non proferivano verbo contro il presunto macello del quale oggi farneticano? Stanno chiedendo scusa del fatto che a quel tempo accettavano supinamente nazismo, criminalità scientifica, far west, obbrobri, stragi genetiche? Si stanno battendo il petto per la loro incosciente cecità, il loro colpevole silenzio, la loro borrida accettazione di un mondo scientifico italiano tiranno e genocida contro i poveri embrioni equiparati a persone? Oggi sostengono che nazisti sono coloro che vorrebbero cancellare 4 dei moltissimi divieti contenuti nella loro legge feticcio. Ma quando la legge non c’era, se non nelle speranze di qualche tunica porporata, dove gridavano gli atei devoti e i fanatici dell’astensione? In quello che, se tanto mi dà tanto, avrebbe dovuto essere un far west mille volte peggiore di quello (inesistente) che proverrebbe da quattro si, dove ululavano i nostri eroi? Ferrara taceva preparandosi a cambiare posizione una decina di volte, Pera e Rutelli si pronunciavano a favore della ricerca e contro i principi di quella stessa legge che poi, appena ricevuta la parola d’ordine clericale, avrebbero pavlovianamente eletto a nuova bibbia. Si rendono conto, questi fondamentalisti del dolore altrui, che in tutto il mondo siamo gli unici insieme al Costarica a professare una legge di tale cieco, inutile e stupido terrorismo clericofascista? Persino la Corte Costituzionale ha sblindato verso l’assurdo, e non per la prima volta, affermando clamorosamente che senza una legge 40 si avrebbe una vacatio legis di stampo costituzionale … come se fino al 2003 tale presunta vacatio pur esistendo non avesse avuto alcuna importanza nei pronunciamenti di chicchessia, primi tra tutti quei campioni del “non si vota sulla vita” che recludono i diritti altrui relegando mafiosamente a cosa loro l’esercizio della sovranità popolare sulla salute e sulla speranza di tutti gli italiani, siano essi laici, cattolici, di destra o di sinistra, atei devoti o gente perbene. Affermando senza vergogna che il no è minoritario, e confessando dunque che minoritaria è nel Paese la loro posizione, ma allo stesso tempo approfittando furbescamente di quelli ai quali nulla interessa e arruolandoli nella loro crociata a favore del dolore altrui, in una assurda ammucchiata formata tra chi si darebbe fuoco pur di difendere l’embrione e chi se la legge da abrogare dicesse di dare fuoco agli embrioni se ne fotterebbe lo stesso (e interrogatevi sulla differenza tra dare fuoco e buttare nel cesso, di grazia), oggi inconsapevole compagno di viaggio e domani novello nazista da equiparare a Mengele, ad uso e consumo delle peggiori ignominie comandate da qualche vescovone nel nome di chi con lo stato laico ci si pulisce sappiamo cosa. Mentendo e appropriandosi indebitamente del titolo di portabandiera dell’embrione, accettando supinamente che 30.000 dei loro protetti vengano gettati nell’immondizia in nome del loro millantato ed esclusivo diritto a decidere della vita altrui, autoincensandosi a difensori di chi condannano a morte, queste persone distribuiscono del criminale e del nazista - con la facilità con cui si lavano i denti ma mai si sciacquano la bocca - nei confronti di altre persone, ricercatori ai quali dovrebbe andare tutta la nostra gratitudine, che prima della legge 40 facevano il loro lavoro (come accade in tutto il mondo) senza che alcuno dei vari Butttiglioni, Giovanardi e Socci si permettessero di denunciare alcun far west. Allora non c’era stato il richiamo delle truppe cammellate del conducator Ruini, non con l’ingerente intensità con la quale la cupola clericale ha inteso rinnovare l'antica illegale pratica di farsi gli affari di tutti gli italiani perpetrando sulla pelle altrui le proprie infamissime tesi su chi deve vivere soffrendo e chi deve morire senza speranza, con la sola colpa di essere nati in un Paese che lungi dall’essere laico soffre l’occupazione manu militari di una casta che chiede l’abiura ai propri dissenzienti nel nome di un presunto liberalismo, che però allo stesso tempo a detta del loro capo è assimilabile al comunismo in quanto a pericolosità, tra una condanna alla repressione e alla cura forzata per chi ha la presunta colpa di essere omosessuale ed una ignobile esaltazione della dottrina che chiede sofferenza, dolore e pena per chi vorrebbe solo avere un po’ di pace, laica, liberale, legittima, viva.
 
Il fronte degli astensionisti, per fortuna, non è composto solo da questa gente. Smettano, però, le brave persone che legittimamente ritengono di astenersi senza peraltro condividere la degenerazione dei loro compagni, di accettare che questa nuova guerra di religione sia combattuta sulla pelle delle persone vive, vere, oggi. Non aspettate che la chiesa chieda perdono, tra qualche decennio o qualche secolo. Non mischiatevi con chi usa termini come criminali e nazisti nei confronti di coloro che hanno lo scopo di salvare vite umane, e alleviare le sofferenze altrui. Non fingete di non sapere che tra viaggi all’estero limitati solo ai ricchi e calo delle nascite in un Paese già sotto la crescita zero si va verso una situazione ingiusta e pericolosa, che proprio chi crede dovrebbe combattere invece di accettare supinamente. Esercitate il vostro libero arbitrio, difendete - voi che ci siete in mezzo - i vostri simili che non accettano il pensiero unico imposto dalla cupola, chiedetevi se il vostro dio vorrebbe che voi con il silente assenso a posizioni che condannano a soffrire vi rendiate complici di una posizione antistorica, iniqua, inaccettabile, incomprensibile nei confronti di altre persone più sfortunate di voi. Rinunciate a preferire il microsocopio ai vostri occhi. Guardate chi soffre, ma non vi illudete che ad essi basti uno sguardo, soprattutto se ad esso accompagnate – magari con un sorriso – l’annuncio a chi oggi sta come tutti noi potremmo stare domani che la speranza è un male, che la ricerca è peccato, che la rassegnazione è un destino.
Un post di Mixumb delle 09:48 politica · commenti (8)

venerdì, 03 giugno 2005

 

L'eugenetica è solo un pretesto

Massimo Teodori su Il Giornale di oggi

C’è qualcosa di ambiguo, trasversale e intellettualmente non limpido nel parlare in questo momento di eugenetica, a pochi giorni dal referendum indetto per abrogare solo quattro punti della legge 40 sulla fecondazione assistita. E’ legittimo chiedersi il motivo per cui, proprio oggi, si evocano gli orrori dell’eugenetica – sì, gli orrori! – dato che la questione è estranea alla materia referendaria. Se anche i quattro “Sì” abrogativi prevarranno con il raggiungimento del quorum nel referendum, sia nella legge in vigore sia nel regolamento di attuazione resterebbe immutato il divieto di pratiche eugenetiche.
E’ per ciò che evocare lo spettro dell’eugenetica è oggi pretestuoso. Meraviglia che per iniziativa del Foglio alcuni autorevoli politici e intellettuali si siano prestati ad alimentare l’ambiguità di una campagna contro l’eugenetica che in questo momento non ha senso alcuno in Italia mentre avrebbe avuto altra legittimità e forza se fosse stata lanciata nel momento di discussione della legge e venisse ripresa dopo il voto del 12-13 giugno. Parlarne ora è un imbroglio perché si mescola un discorso teorico, generale e internazionale con una scelta puntuale, precisa e nazionale.
Non depongono a favore dell’ipotesi riformista di  socialismo europeo le firme all’appello del Foglio di leader come Giuliano Amato e Piero Fassino che si sono prestati al gioco di una crociata culturale all’ultimo respiro in cui si mette nello stesso calderone, senza distinguo, la ricerca scientifica su cellule staminali, il numero degli embrioni da impiantare, l’inizio della vita umana, e gli orrori praticati non solo dai nazisti. E mi pare che non possa interpretata come una rigorosa riflessione su libertà e responsabilità la motivazione delle firme di intellettuali liberali come Ernesto Galli della Loggia e Angelo Panebianco, troppo frettolosamente annessi, con il pretesto dell’eugenetica, al fronte unico anti-referendario.
Se c’è qualcuno che pensa che andare a votare, e votare “Sì” al referendum, significa aprire la strada alle mostruosità eugenetiche, lo dica apertamente. Forse Giuliano Ferrara nella sua crociata culturale anti-relativismo, anti-secolarismo e anti-scientismo è fra questi, mentre pare improbabile che gli altri firmatari condividano le sue tesi, pur lasciando da parte le chiacchiere di quei cristiani che straparlano di nazisti referendari. Se, invece, come mi pare più probabile, le firme di Amato, Fassino, Galli della Loggia, Panebianco, Mafai e altri ancora vogliono soltanto esprimere una presa di distanza dai referendum, mi pare che abbiano scelto il tema e il tempo sbagliati.
 Confondere, anche se trasversalmente, le abolizioni referendarie di quattro norme assurdamente proibizionistiche con il via libera alla creazione di chimere, di manipolazioni biologiche e selezioni genetiche, è un equivoco. Perciò non si sa cosa pensare del Corriere della Sera che sceglie questo momento per sbattere in pagina culturale un’orribile vicenda di eugenetica americana (“La rivolta dei figli di Stato” del giornalista italo-americano Michael D’Antonio, 1 giugno 2005), quasi a fare sinergia con “l’Appello contro l’eugenetica” firmato da suoi autorevoli editorialisti.
Si rassicurino gli italiani che andranno alle urne: la vittoria dei “Sì” non aprirà la strada all’eugenetica. Si rassicurino i leader politici che hanno deciso di rendere pubblico il loro voto: nessuno li accuserà di connivenza con le mostruosità bio-genetiche. Si rassicurino gli intellettuali: non sono necessari espliciti proclami anti-eugenetica per essere considerati liberali responsabili ed etici. Non mi pare che in Italia vi sia qualcuno che abbia in mente alcunché di simile, salvo che non si voglia valorizzare qualche macchietta esibita in Tv che parla di clonazioni realizzate in paesi arabi.
Quando vent’anni fa presentai in Parlamento una proposta di legge per regolamentare la “disciplina dell’inseminazione artificiale umana”, primo progetto non proibizionista per arginare il cosiddetto Far West, inserii, tra le norme qualificanti, le seguenti raccomandate dal Consiglio d’Europa: a) divieto di pratiche eugenetiche e di ingegneria biologica, b) responsabilità del medico, e c) consenso dell’altro coniuge. E’ passato molto tempo, le tecnologie di intervento si sono assai sviluppate, ma il buon senso e la moralità verso la comunità nazionale dovrebbero ancora tenere in conto alcuni presupposti che restano immutati: libertà e responsabilità; regole e non proibizioni; solidarietà e non anatemi.

Un post di Mixumb delle 12:47 politica, copio & incollo · commenti (1)

 

Vincere. E ci asterremo

Filippo Facci su Il Giornale di oggi

È persa. Si aveva scommesso che Giuliano Ferrara avrebbe cambiato idea sul referendum prima della fine di maggio ed è persa per due giorni, pazienza. Mesi orsono annunciò che sarebbe andato dai Radicali a firmare per un referendum che si doveva assolutamente fare ­ disse - per quanto avrebbe poderosamente battagliato per il No, e fece tutto quanto: ci andò, firmò, battagliò, per il No. Disse che l'astensione era segno d'insicurezza e d'ignavia,  si chiese dove cominciasse una forma di vita per centinaia di pagine mentre noi ci chiedevamo quale forma di vita avrebbe potuto leggerle. Ora ha cambiato idea perché ha pensato che solamente il partito dell'astensione potrebbe vincere, diversamente da quello del No dove s'annida, peraltro, gente disposta a riconoscere che la legge andrebbe comunque migliorata. La conversione, politicamente ineccepibile,  delude solo noi imbecilli nostalgici della coerenza, convinti che le battaglie si vincono sempre. Ma Ferrara si è stufato e per una volta una battaglia vorrebbe vincerla davvero, per quanto la vittoria - direbbe Biagi ­ avrà mille padri. Forse un po' meno madri. 

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Meet the AWAR

Il sottoscritto e la Sua gentile consorte stasera saranno al gala della American Women's Association of Rome che compie 50 anni (e li porta benissimo!), sul roof garden di uno dei più begli alberghi romani. Sarà anche l'occasione per una silent auction a sfondo benefico.

Un altro pezzetto di America in Italia da coinvolgere nel progetto più grande ...

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giovedì, 02 giugno 2005

 

Noi non diremmo di andare al mare

Il costituzionalista Michele Ainis ha ieri dimostrato, codici alla mano, come esistano due leggi che assolutamente vietano a personaggi che ricoprono incarichi pubblici e a ministri di culto la propaganda astensionista nei confronti di un referendum.

Qualche considerazione, da parte mia.

1) Tutti quelli che sostenevano la legittimità dell'astensione, non nel senso della posizione tenuta e veicolata dal singolo cittadino (quella rimane legittimissima) ma - appunto - da personalità istituzionali e ministri di culto, dovrebbe ammettere l'ignoranza. Io la ammetto, non conoscevo le leggi, ma la notizia parla di due leggi, non di due opinioni. E le leggi contengono quel verbo che agli astensionisti regala tanti piccoli brividi di piacere: "vietare".

2) Ciò che emerge è, anche, lo spirito dei legislatori, che è palesemente violentato dalla furbetteria della somma tra ignavi astensionisti seriali e astensionisti millitanti. Questo lo capiva anche da prima chiunque fosse dotato, al di là delle sue idee politiche e della sua fede, di onestà intellettuale, e fosse in pace con sè stesso tanto da usarla: io per esempio conosco un paio di amici che ne hanno, eccome se ne hanno, ma su questo sembra la stiano dimenticando. E fa male constatarlo, perchè invece io li stimo.

3) Fermo restando che per me andrebbe abolita, sappiamo tutti che in Italia esiste l'obbligatorietà dell'azione penale. La si applichi, la miseriaccia, la si applichi. L'estensione di quella norma ai ministri di culto non mi fa auspicare certo che vadano in galera i responsabili delle parrocchie militarizzate e militanti, ma la distinzione tra stato e chiese (non chiesa, chiese) passa anche dall'applicazione e la salvaguardia di questa norma.

4) Se coloro ai quali questa notizia risulta ferale, essendo essa la dimostrazione della illiceità di grande parte del fronte che tartufescamente per dire no dice di non dire nulla (astenersi in parlamento invece di fare quello che ora dicono non vada fatto - "votare sulla vita" - pareva brutto, all'epoca: all'epoca si votava per la vita, oggi no ... loro si, noi no, ecco la differenza), allora indirizzo loro una proposta. Raccogliete le firme (siamo certi che non vi accadrà di farlo nel silenzio di tutti i media come è capitato a noi); passate il vaglio della Corte di Cassazione; poi passate il vaglio della Corte Costituzionale (dove è evidente che vi vogliano più bene di quanto ne vogliano a noi e siamo certi che non falcidieranno le vostre proposte com'è accaduto a noi); poi attendete che il Ministro dell'Interno indica i due referendum nella data più appropriata, e non l'ultima domenica utile; poi fate una campagna referendaria su tutti i giornali e tutte le televisioni con abbondanza di informazione in prima serata senza che nessuno si sogni di darvi dei nazisti, degli aggressori contro i diritti umani e dei criminali; accogliete con piacere il fatto che, a quel punto e solo a quel punto, finalmente verranno sistemate le liste dei morti, dispersi e fantasmi che compaiono nelle liste elettorali solo per far alzare il quorum; accertate che si risolva quella mostruosità volutamente mostruosa secondo cui mandiamo in Paesi che hanno avuto problemi con l'esercizio del diritto alla democrazia soldati che lì tutelano il diritto di voto altrui, ma non possono esercitare il loro.

Noi, che quelle due leggi vorremmo rimanessero intatte, faremmo campagna per il NO.

Noi non diremmo di andare al mare. E non solo perchè vi indirebbero il referendum quando al mare non ci andrebbe ancora nessuno.

Un post di Mixumb delle 08:19 politica · commenti