On this day in American history: 7/31
1875 Andrew Johnson's death
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the world is a blog
On this day in American history: 7/31
1875 Andrew Johnson's death
On this day American history: 7/30
1619 The first representative assembly in America convenes in Jamestown, Va
1965 President Lyndon B. Johnson signs the Medicare bill into law
Sic transit gloria mundi
Vi ricordate della Parigi libertina e simbolo rivoluzionario di modernità e apertura di costumi? Il bacio alla francese, le ragazze più alla moda, Pigalle, il Moulin Rouge?
Chissà come sarà il nuovo termine per perizoma a Teheran ... parlando d'altro.
Parlando d'altro?
On this day in American history: 7/29
1805 Alexis De Tocqueville's birthday
1958 President Dwight D. Eisenhower signs the National Aeronautics and Space Act, which created NASA
On this day in American history: 7/28
1868 The Fourteenth Amendment to the U.S. Constitution, guaranteeing due process and the equal protection of the laws to former slaves, is declared in effect
On this day in American history: 7/27
1789 Congress establishes the Department of Foreign Affairs, the forerunner of the State Department
Voglio vedervi ballare
Voi non ci crederete, ma oggi, 26 luglio 2006, tra conferenze mondiali di una ovvietà ... disarmante, indulti che (forse) saltano e fiducie che reggono, ministri congelati che si autocriticano e farmacisti che scioperano per non poter comprare la quarta casa al mare (son problemi che nemmeno le aspirine possono guarire), Tronchetti che pretendono di ricostruirsi un'imene di trasparenza avendone combinate più di Carlo (De Benedetti) in Francia e governi che subiscono ultimatum da senatori propri necessari sostenitori a nemmeno due mesi dalla loro nascita e pseudo intellettuali fiorentini che a forza di recitare il sommo poeta stanno riuscendo nella titanica - e ritenevamo impossibile - impresa di farcelo diventare antipatico ...
bè, dicevamo, in mezzo a questo trambusto è successo qualcosa che si attendeva da ben 17 anni. L'Inter ha vinto (diciamo, gli è stato assegnato) uno scudetto. Il già consigliere di amministrazione inerista oggi neo commissario/duce/titolare/padrepadrone/sotuttoiofacciotuttoio/moccepensoio di quello che rimane della Federcalcio (che viste le simpatie sinistrorse di Moratti e co è quanto mai ben riassunta dall'acronimo FIGC) Dott. Grand. Uff. Onestiss. Guido Rossi (nomen omen) ha deciso che era giusto così. A nulla vale che il presidente di quella squadra ha incontrato designatori arbitrali, tramato per passaporti falsi, confessato di aver violato la legge, schierato in campo consapevolmente giocatori che non avevano il diritto di essere tesserati in Italia e per finire rinnovato il contratto a Recoba (questo non è contrario alla legge, ma al buon senso si, eccome). Niente, bruscolini, da premiare con un bello scudetto finto, ma vero. Ora, vedete di passare altri 17 anni a buttare soldi e svendere campioni, che forse ve ne regaleranno un altro. E fate i bauscia con i rivoluzionari del chapas, buffoni. Almeno prima eravate simpatici, come Paperino che perde sempre. Adesso restate solo degli incompetenti spendaccioni che non sanno gestire il giocattolo che una volta era di papà.
Voglio vedervi ballare.
Update: apprendo dal leggendario DAW che è aperto il blog vergognainter.
Gli opposti si attraggono
Oggi ho conosciuto di persona un amico, che già frequentavo via internet, e per telefono. Lui è alto, io più basso. Lui è magro, io al contrario. Lui fuma, io no. Lui beve vino, io no. Lui è ciellino, io anticlericale. Però, siamo tutti e due innanorati degli USA.
Una delle cose per le quali è bello avere un blog è proprio questa: si incontrano e si conoscono persone davvero interessanti. Alcuni, diventano amici. Non è per niente poco.
Ciao Mario, sei una bella persona. Non cambiare.

On this day in American history: 7/26
1788 New York becomes the 11th state to ratify the Constitution
1947 President Truman signs the National Security Act, creating the Department of Defense, the National Security Council, the Central Intelligence Agency and the Joint Chiefs of Staff
On this day in American history: 7/25
1866 Ulysses S. Grant is named general of the Army, the first officer to hold the rank
1868 Congress passes an act creating the Wyoming Territory
1952 Puerto Rico becomes a self-governing commonwealth of the United States
On this day in American history: 7/24
1862 Martin Van Buren's death
1866 Tennessee becomes the first state to be readmitted to the Union after the Civil War
1929 President Herbert Hoover proclaims the Kellogg-Briand Pact, which renounced war as an instrument of foreign policy
On this day in American history: 7/22
1943 American forces led by Gen. George S. Patton captures Palermo, Sicily
On this day in American history: 7/21
1949 The U.S. Senate ratifies the North Atlantic Treaty
On this day in American history: 7/20
1861 The Congress of the Confederate States begins holding sessions in Richmond, Va
1969 Apollo 11 astronaut Neil Armstrong becomes the first man to walk on the moon
Rudy!
Poi, un giorno non ancora precisato del 2008, durante le primarie, non dite che non ve lo avevo detto.
E poi, il secondo martedì di novembre del 2008, non dite che non ve l'avevo detto.
Rudy+Condi, direi: e quindi Rudy e poi Condi. E se ne riparla nel 2024.
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2006 Jun 26-29 |
Yes, acceptable |
No, not acceptable |
No |
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% |
% |
% |
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Former New York City Mayor, Rudy Giuliani |
73 |
25 |
2 |
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Secretary of State, Condoleezza Rice |
68 |
29 |
3 |
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Arizona Senator, John McCain |
55 |
41 |
5 |
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Former Speaker of the House, Newt Gingrich |
45 |
50 |
5 |
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Florida Governor, Jeb Bush |
44 |
52 |
4 |
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Tennessee Senator, Bill Frist |
38 |
44 |
18 |
|
Virginia Senator, George Allen |
36 |
35 |
29 |
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Vice President, Dick Cheney |
34 |
61 |
5 |
|
New York Governor, George Pataki |
33 |
51 |
17 |
|
Massachusetts Governor, Mitt Romney |
31 |
42 |
27 |
|
Arkansas Governor, Mike Huckabee |
17 |
40 |
43 |
|
Kansas Senator, Sam Brownback |
14 |
43 |
43 |
On this day in American history: 7/16
1790 The District of Columbia is established as the seat of the U.S. government
Se fossi in parlamento
Per favore, qualche parlamentare (Della Vedova?) faccia una interrogazione parlamentare ponendo al Ministro degli Affari Esteri una semplice domanda.
Qualora il nostro Paese fosse fatto oggetto di razzismo; non dovesse essere riconosciuto da quasi tutti i Paesi che lo circondano; fosse negata la sua legittimità ad esistere da chi sta sviluppando armamenti nucleari con la esplicita intenzione di cancellarci dalla cartina geografica; fosse quotidianamente tacciato di nazismo mediante una campagna di disinformazione perseguita costantemente su giornali, televisioni, radio, internet, libri di scuola e non; fosse oggetto da decenni di incursioni, attacchi, attentati, bombardamenti, rapimenti, esecuzioni, omicidi ... il tutto nonostante esso sia l'unica democrazia della zona dove esiste, sia legittimato da risoluzioni ONU, abbia un governo che ha vinto le elezioni su una piattaforma programmatica che prevede il ritiro unilaterale da alcune zone oggetto di dissidi internazionali
di grazia, quale reazione il governo metterebbe in pratica senza considerarla sproporzionata?
Se gli italiani stessero al posto degli israeliani, il nostro Ministro degli Affari Esteri cosa riterrebbe di fare per evitare che altri suoi presunti alleati col ditino alzato parlassero di equidistanza e se ne uscissero dicendo che siamo sporporzionati nel difenderci da tutto ciò? Bisognerebbe parlare? E di grazia, cosa bisognerebbe dire a questi signori che ci volessero eliminare dalla faccia della terra?
Cuba libre
Washington – Gli Stati Uniti sono al fianco del popolo cubano nella sua lotta per la libertà, approfondiscono il loro sostegno ai leader dell’opposizione cubana e si preparano a lavorare con un governo di transizione che porti Cuba fuori dalla dittatura, secondo il segretario di Stato Condoleezza Rice.
Il 10 luglio, la Rice e il segretario al Commercio Carlos Gutierrez hanno annunciato, in un incontro con i giornalisti a Washington, la pubblicazione del secondo rapporto al presidente della Commissione per l’assistenza a una Cuba libera (Cafc, nell’acronimo inglese). Il rapporto, ha detto la Rice, rispecchia la determinatezza degli Stati Uniti ad aiutare il popolo cubano.
“Sotto la guida del presidente Bush, gli Stati Uniti stanno mantenendo la loro promessa di mettere in campo le loro risorse e le loro competenze, e di incoraggiare tutte le nazioni ad unirsi a noi per sostenere il diritto di tutti i cubani a plasmare un futuro di libertà e democrazia per se stessi e per il loro Paese”, ha spiegato.
Nel quadro di questi sforzi, gli Stati Uniti stanno fornendo un sostegno concreto alla lotta per un cambiamento democratico a Cuba, sostegno che include un nuovo programma biennale da 80 milioni di dollari per cercare di spezzare la macchina propagandistica del regime cubano. Questa iniziativa, inoltre, consolida gli sforzi per aprire la strada a future elezioni libere e paritarie.
“Stiamo preparando il terreno per offrire assistenza specifica e sostanziale a una transizione democratica a Cuba, aiuti umanitari compresi”, ha detto la Rice.
Oltre alla pubblicazione del secondo rapporto del Cafc, la Rice e Gutierrez hanno diffuso anche il testo del Patto con il popolo cubano, con cui gli Stati Uniti si impegnano ad aiutare il popolo cubano e un nuovo governo di transizione a Cuba.
“Il patto è un messaggio di speranza e rassicurazione rivolto ai cubani: voglio dire loro che possono contare sul nostro aiuto concreto in aree come le esigenze umanitarie, la ripresa economica e libere elezioni”, ha detto Gutierrez.
Il segretario al Commercio ha spiegato che con questo patto gli Stati Uniti si impegnano a fornire cibo, acqua, carburante ed equipaggiamento medico per la fase di emergenza. Gli Stati Uniti si impegnano anche a dare il loro contributo alla ricostruzione della disastrata economia cubana, a migliorare la situazione della sicurezza personale e a incoraggiare altri Paesi, associazioni e società private a fornire assistenza. Sempre nell’ambito di questo patto, secondo Gutierrez, gli Stati Uniti scoraggeranno altri soggetti dall’intervenire per ostacolare la volontà del popolo cubano.
Gli Stati Uniti faranno questo e altro, ha detto il segretario al Commercio, purché a chiederglielo sia un governo cubano di transizione, impegnato a smantellare tutti gli strumenti della repressione di Stato e a introdurre i diritti e le libertà rispettati a livello internazionale. Secondo il patto, tra le libertà garantite dovrebbero figurare: la libertà di parola, la libertà di stampa e la libertà di culto; la legalizzazione di tutte le attività politiche pacifiche, il rilascio di tutti i prigionieri politici; l’istituzione di una magistratura indipendente; l’autorizzazione di sindacati e associazioni indipendenti; il diritto alla proprietà privata. Il governo cubano di transizione dovrebbe anche impegnarsi, dice sempre il patto, a organizzare entro 18 mesi elezioni libere e paritarie per dotare Cuba di un governo democraticamente eletto.
Caleb McCarry, coordinatore della transizione a Cuba per il dipartimento di Stato, ha detto che il patto e l’offerta di un maggiore sostegno all’opposizione cubana sono un tentativo di sfruttare in modo costruttivo la spinta per un cambiamento democratico che il movimento di opposizione sta già creando a Cuba.
“In quanto comunità di libere nazioni, è il momento di intensificare i nostri sforzi per sostenere il popolo cubano nei suoi sforzi per garantire la libertà, la prosperità e la riconciliazione quando Cuba diventerà libera”, ha detto McCarry.
Il funzionario americano ha detto che è importante sottolineare che l’offerta di assistenza americana è esattamente questo, un’offerta, e che alla fine spetterà ai cubani dare forma al futuro democratico del loro Paese. Come recita il patto;
“Il popolo cubano ha una scelta: o libertà economica e politica e opportunità, oppure altra repressione politica e altre sofferenze economiche sotto l’attuale regime”.
Caressa vs White Stripes
Niente di meglio per chiudere le celebrazioni del mondiale. Peccato non ci fosse niente di simile nell'82, sono certo che ancora oggi ce lo ricorderemmo come tra 24 anni ci ricorderemo di questo.
è Italia for USA: numero 3
Tra breve in edicola in panino con America Oggi sulla east coast. Da oggi online
Sommario:
Siamo lieti di ospitare in questo numero l’intervista a Ronald Spogli... ("Editoriale")
Italia-USA: un’alleanza per la crescita ("In prima pagina")
A NY, Festa della Repubblica all’insegna di Moda & Cinema ("Dal Consolato di NY")
Un “lembo d’Italia” nel South West americano ("Dal Consolato di L.A.")
Con TETRA, comunicazioni efficienti e sicure ("Finmeccanica ")
“Italia, dove la realtà supera la fantasia” ("èItalia for USA")
Il “Made in Italy” al Fancy Food ("ICE")
Shine on, you crazy diamond
E' morto Syd Barrett
On this day in American history: 7/11
1767 John Quincy Adams' birthday
1798 The U.S. Marine Corps is created by an act of Congress
1977 The Medal of Freedom is awarded posthumously to the Rev. Martin Luther King Jr. in a White House ceremony
Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!
Dal 2003 questo è il primo post a voce rauca che scrivo ... Campioni del Mondo. Ai rigori.
Sulla Francia.
Non ho parole, e non ho più voce.
Campioni.
Cannavaro migliore in campo, e del mondiale. Materazzi mitologico, Grosso spettacolare.
Mossa decisiva: Gattuso su Zidane. Ricorda qualcosa?
On this day in American history: 7/9
1850 Zachary Taylor's death
On this day in American history: 7/8
1776 Col. John Nixon gives the first public reading of the Declaration of Independence to a crowd gathered at Independence Square in Philadelphia
On this day in American history: 7/7
1898 The United States annexes Hawaii
Italia - Francia: maneggiare con cura
Istruzioni per l'uso di una delicata situazione, nella quale avevo sperato di non ritrovarmi più.
Il sottoscritto è molto felicemente sposato con una magnifica donna italo-francese, nata a Lione ma vissuta praticamente da sempre qui a Roma. I suoi genitori parlano tra di loro francese (lui ha anche cittadinanza italiana, lei no) e vivono in una casa che è una specie di enclave francese dove generi alimentari, beni di domestico consumo, arredamento, trasmissioni televisive, medicamenti e molto altro sono rigorosamente francesi. Per capirci: sono persone splendide, non avrei potuto immaginare suoceri migliori. Però, insomma, sono francesi: e a me, in generale, i cittadini d'oltralpe stanno sonoramente e storicamente sulle palle. Un po' di meno da quando ne ho sposata una e mi sono imparentato con altri tre, tutte persone meravigliose. Ma insomma, non è che il resto dei loro concittadini faccia molto per togliersi questo alone di puzza sotto il naso sciovinista che si portano dietro da quel dì.
Ora, è dal 1998 che il sottoscritto ha ancora la carogna sul groppone per la partita dei mondiali nella quale ci hanno dato un sonoro calcio in culo, poi ribadito senza problemi 2 anni dopo agli europei. Signori, sono cose: è una feritina piccola ma che butta sangue da allora, e tutto speravo tranne di rischiare di riallargarla. Dietro alla rivalità sportiva c'è una sana rivalità culturale ed etnica, ovviamente, e non è difficile capire che la cosa riguarda il mio essere italiano (critico, disilluso, scontento ma profondamente italiano) come pure il mio sognare di essere americano (chevvelodicoaffà).
Ora, mia moglie (il capo) ieri era sinceramente dispiaciuta della vittoria sul Portogallo. Sperava che non si ponesse proprio il problema in finale. Non verrà con me a vederla nella "tana" dove mi sono visto tutte le partite dopo il primo turno: sono tutti amici carissimi, ma in quel clima è meglio evitare. Ha l'alibi della bimba, giacchè la bay-sitter difficilmente sarà disponibile, e dato che i miei suoceri (con un tempismo formidabile) ora sono in Francia e da tempi non sospetti hanno programmato di tornare lunedì. Loro tornano lunedì, il giorno dopo di questo scontro epocale che, comunque vada, riattizzerà (lo sta già facendo) le rivalità e gli attriti tra due Paesi cugini ma nel senso di parenti serpenti (tralasciamo per pietà Prodi che va a baciare le pile di un bollitissimo Chirac). A me spiace lasciare da sole le mie donne, ma tutto sommato forse è meglio così.
Tra l'altro, ieri era il compleanno della mia ex, che vive a Parigi (dove vedrà la finale un'altra mia amica italiana che vive a Londra ed è incinta di un australiano di origini francesi incazzato come un canguro con noi ... giuro che è vero): l'ho sentita e mi dice che ci sono alcuni casseur che approfittano dei festeggiamenti per fare casino e sprangare. Ieri a Parigi uno è morto durante i festeggiamenti, e insomma il concetto è che dove c'è casino i malintenzionati ci vanno a nozze e questo oggi rischia di succedere a Parigi molto più che a Roma (dove tutto si svolge festeggiando goliardicamente ma senza nessun tafferuglio).
Si aggiunga che naturalmente il capo ed io siamo invitati alla festa in Ambasciata per il 14 luglio, dove qualcuno avrà poco da festeggiare perchè saranno passati solo 5 giorni.
Si aggiunga che sabato, la vigilia, siamo invitati ad una rimpatriata con i compagni di scuola del capo al liceo francese di 20 anni fa. E insomma, anche lì ci sarà una micidiale commistione Francia/Italia che mi sarei risparmiato volentieri, tanto più che staranno tutto il giorno a rivangare il loro passato parlando francese e mangiando rane, tutte cose che non mi appartengono. Il giorno prima la finale, è pura intelligenza col nemico, mannaggia a loro.
Vabbè insomma, alla fine mi sto facendo troppe pippe mentali: forza azzurri, sarà bellissimo se vinceremo e sfotterò i suoceri quando torneranno. Mi spiace, se succederà, non poter consolare il capo ma me la sono cavata dicendole che lei è la vera trionfatrice del mondiale: ha la cittadinanza dei 2 paesi in finale, più di così che si può volere?
On this day in American history: 7/6
1946 George W. Bush's birthday
Messaggio dell'Ambasciatore Ronald P. Spogli durante la Festa del 4 luglio, Villa Taverna, Roma, 4 luglio 2006
Buon pomeriggio a tutti e benvenuti alla festa del 4 luglio. La nostra festa nazionale ricorda la data in cui la Dichiarazione d’Indipendenza fu proclamata pubblicamente. In realtà era stata approvata con un voto del Congresso Continentale due giorni prima, il 2 luglio 1776.
Nel giorno che intercorreva tra i due avvenimenti, il 3 luglio, John Adams, delegato della Colonia del Massachussetts e futuro secondo presidente degli Stati Uniti, scriveva a sua moglie Abigail: “Il secondo giorno del mese di luglio del 1776 sarà il più memorabile nella storia d’America. Credo che sarà celebrato dalle generazioni che verranno come un grande anniversario. Dovrebbe essere ricordato come il Giorno del Riscatto, con atti straordinari di devozione a Dio Onnipotente. Dovrebbe essere celebrato solennemente da un estremo all’altro del continente, oggi e per sempre, con sfarzo e sfilate, con spettacoli e giochi, gare sportive e salve di cannone, suono di campane, falò e luminarie”.
La Dichiarazione offre un magnifico esempio di prosa illuministica. “Noi riteniamo che siano per se stesse evidenti queste verità….”
Gli estensori della Dichiarazione, seguendo criteri di razionalità e guidati da Jefferson, non si ispirarono ai loro principi personali o alla loro fede, ma alla realtà dei fatti. Il loro messaggio si rivolgeva pertanto anche agli italiani e agli americani delle generazioni future. E in questa occasione ci piace pensare che parlassero anche a loro nome.
Noi italiani e americani sottolineamo spesso i nostri valori comuni, che sono sicuramente una realtà. Un valore aggiunto, sul quale alcuni italiani hanno recentemente insistito molto, consiste nella possibilità di avere e di esprimere, come facciamo, “le nostre divergenze”. Siamo peraltro d’accordo che la sincerità è un segno di vera amicizia.
Le nostre relazioni bilaterali sono storicamente molto forti, e i punti di disaccordo sono pochi. E’ tuttavia naturale che ci si concentri su quella piccola percentuale nelle nostre relazioni, diciamo il 10 percento, su cui non siamo d’accordo, invece che sulla stragrande percentuale che ci unisce, l’altro 90 per cento. Tra alleati bisogna essere schietti, specialmente quando si hanno opinioni diverse. Mi riferisco a quel dieci per cento su cui dobbiamo lavorare. Ma è altrettanto importante valutare molto attentamente il modo in cui affrontiamo queste divergenze. Dobbiamo allontanare da noi la tentazione di indebolire l’affidabilità reciproca sulla quale poggia il 90 percento dei nostri rapporti. Dobbiamo gestire le relazioni tra i nostri due paesi in modo tale da mantenere saldi i legami tra le due culture. Per quanto ciò possa a volte apparire attraente e utile in politica, non eleviamo il disaccordo a valore positivo e non consideriamolo una pietra di paragone. Il lavoro che dobbiamo fare insieme è molto più importante.
Jefferson sosteneva che era evidente di per sè “che tutti gli uomini sono creati uguali, che sono dal Creatore dotati di certi inalienabili Diritti, tra i quali vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità”. Jefferson li elencava in ordine logico. La libertà è infatti un presupposto indispensabile per il perseguimento della felicità. E, cosa ancora più fondamentale, la vita è presupposto indispensabile per essere liberi. Quando i talebani fanno saltare in aria una scuola, o quando al-Qaeda fa scoppiare una bomba in un mercato affollato, essi sferrano un attacco diretto alla vita stessa, da cui dipendono sia la libertà che la felicità. Ecco perché dobbiamo sempre esprimere la nostra condanna per queste azioni e rispondere al dovere di intervenire per fermarle. Se ciò non avviene, le divergenze tra noi potrebbero indebolire la nostra volontà di difendere i nostri ideali più sacri.
Jefferson aggiungeva che, “per garantire questi diritti, sono istituiti tra gli uomini i governi”. E’ esattamente la missione affidata a quelli di noi che operano nelle istituzioni, ed è il motivo per cui ci troviamo qui.
Non abbiamo mai avuto tanto lavoro da svolgere come in questo momento. Vogliamo e dobbiamo lavorare in stretta collaborazione con i nostri amici italiani per ottenere risultati importanti. Ci saranno sicuramente alcuni punti su cui non saremo d’accordo. Nell’affrontare insieme le nostre divergenze, dovremmo tuttavia evitare di ricorrere ad una retorica di breve effetto che suggerisce che siamo diversi, e che produce automaticamente una certa resistenza alla collaborazione.
La sfida che abbiamo davanti è invece quella di consolidare nel tempo la capacità di realizzare i nostri obiettivi comuni: cioè garantire ad ogni essere umano, in ogni parte del mondo, il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.
We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness.
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