Il pericolo Huckabee e la strategia Giuliani
Mille le possibili analisi del magnifico supertuesday: la prima credo sia la conferma della incredibile vitalità della democrazia americana. Milioni di persone alle urne, sfidando (nel sud) uragani e tifoni; candidati nuovi e carismatici, a rappresentare e contendersi le tante sfaccettature della galassia sociale a stelle e strisce; entusiasmo da tutto il mondo. Ieri notte mi sono divertito a seguire per 20 minuti la trasmissione su Al Jazeera, con due (finissimi) analisti in collegamento da una terrazza da Washington con la Casa Bianca alle spalle (credo fosse il roof del mitico Hotel Washington, dal quale una volta vidi decollare l'elicottero con Mr. Prez che andava a Quantico): una lezione, quella della macchina politica americana, da imparare in tutto il mondo, occidentale ed orientale, democratico e dittatoriale, religioso e laico, sviluppato e in via di sviluppo.
Due flash, su tante cose da dire.
1) Sembra proprio che la base repubblicana della bible belt abbia voluto mandare un chiaro segnale al front runner a loro abbastanza inviso, John McCain: se non ti prendi Mike Huckabee come vice, scordati i nostri voti, e vedi che sono tanti e che siamo compatti. E così Huckabee si è trasformato anche lui in comeback kid e si è portato a casa addirittura 5 Stati. Se fossi nel Senatore dell'Arizona sarei molto preoccupato. Perchè è vero che gli servirà un vice che tenga buona la base degli evangelici del sud; è vero che il suo vice dovrà essere abbastanza giovane da anestetizzare il problema dato dai 71 anni di McCain, soprattutto se correrà contro il 46enne Obama; è vero che è dal 1960 che il Presidente non è un ex Governatore o un ex Vice Presidente: e se guardate l'identikit del Vice Presidente che esce da queste tre considerazioni diventa pressochè obbligatorio il ticket con Huckabee (pastore, 52enne ex governatore dell'Arkansas, Stato del sud). Ma per McCain presentarsi contro un osso durissimo, come sarà chiunque vincerà la nomination democratica, con la possibilità di lanciare la volata tra 8 anni o magari 4 ad un Huckabee Vice Presidente incumbent potrà anche esaltare gli evangelici della bible belt ma ti fa scappare un mucchio di altra gente che - per usare un eufemismo - storce il naso e non poco quando ascolta i proclami fondamentalisti dell'ex Governatore dell'Arkansas: e non parliamo solo di indipendenti, ma anche di molti repubblicani. Un bel problema, di non facile risoluzione.
2) In quanto supporter (lo dico subito, molto deluso) del Sindaco d'America, non posso fare a meno di notare quanto azzeccata continui a dimostrarsi parte della strategia di Giuliani. Intendiamoci, la prova data da Giuliani mi ha fatto ricredere sulle sue capacità: una tattica come quella messa in atto (e non parlo solo della decisione di dove correre e dove no, ma anche del come si è rivolto agli elettori, con quali mezzi e tempi e con quale messaggio) dimostra una mancanza di visione che ritengo pericolosa se proiettata alla Casa Bianca. A questo punto, meglio di no: che sarebbe successo se una volta a Pennsylvania Avenue Giuliani avesse commesso una serie di errori così madornale come quella di queste primarie? E tuttavia, su una cosa il major aveva ragione in pieno: non si può fare a meno di notare come i risultati del supertuesday nel campo repubblicano confermino come nessuno dei candidati sia vincente sugli altri. Togliete a McCain e Romney i voti che - in altre circostanze, con un altro tipo di campagna - avrebbe perso Giuliani, ed avrete un quadro in cui l'analisi iniziale di Rudy continua ad avere un suo dannatissimo motivo di ragione. Questo, per mia parte, accentua il rimpianto: Giuliani non ha saputo comprendere che questo primo scorcio di primarie si è giocato sulle persone e non sui programmi, sugli ideali e non sulle promesse, sul futuro e non sul passato. Tutto il contrario del suo messaggio.
Per finire, riprendo una vecchia utopia del sindaco di noi Tocquevillers, il migliore di tutti: McCain gli dia retta (che dite, possiamo sperare che glielo abbia suggerito in questa occasione?) e bussi alla porta di Clarence Thomas per la Vice Presidenza, mettendo Giuliani Attorney General e Petraeus al DOD e annunciandolo prima di novembre. Fantapolitica? Certo: ma se devo sognare, a quale campagna pensate che io possa rivolgere i miei desideri, a quella italiana o a quella americana?

