Sono forse io un mostro ?
Breve riassunto delle puntate che precedono questo post. Qualche giorno fa sul Foglio, che io abitualmente leggo ed apprezzo molto, Giuliano ferrara ha scritto un articolo in difesa della legge che si sta dibattendo nel parlamento italiano circa la fecondazione assistita : o meglio, di quello che rimane - poco e niente - della fecondazione assistita dopo che ci è passata la restaurazione clericale alla quale stiamo assistendo, che è stata giustissimamente motivata dal mitico Senatore D'Onofrio con il desiderio di fare un regalo di natale al papa, della serie e meno male che natale viene solo una volta all'anno. L'articolo di Ferrara ha provocato molte critiche e molti consensi - io ho visto più le prime, ma tant'è - e dal mio amico Sorvegliato Speciale, col quale già in passato ho incrociato le lame su questioni religiose ho ricevuto la richiesta di dire la mia. Lusingato ho ringarziato, e ho detto andando un po' di fretta come la pensavo, già sapendo che non me la sarei cavata così facilmente. Il mio amico mi ha risposto assegnandosi il punto, mentre nel frattempo anche sul Foglio impazza come è giusto che sia il botta e risposta. Qui c'è la mia risposta al sorvegliato. To be continued ...
E vabbè, le solite chiacchiere preconfezionate. Ma tu sei l’arbitro o il giocatore ? I punti chi li assegna ? Amico mio, o fai l’uno o fai l’altro, tutti e due no. Mi sembra che tu ambisca, più che legittimamente, a giocarla, questa partita. E allora, che giudichino gli altri. Io rispetto loro ed il tuo pensiero. Però continuo a leggere nelle tue parole – ed in quelle di Ferrara – la insopprimibile voglia di omologare sulle vostre posizioni chi non la pensa come voi. Davvero, leggi nelle mie parole la volontà di obbligarti a comportarti come mi comporterei io ? Sarei curioso di sapere dove. Ma quando invece mi si dice che certe cose io non le posso fare, perché altri non le farebbero, allora altro che roncola, mi tiro su le maniche e se c'è da menare in difesa di un diritto eccomi, come mi è capitato l'unica volta in cui ho fatto a botte in tutta la mia vita. Hai ragione, sono ideologico : la mia ideologia è la libertà, che fa rima con laicità. Non piace ? Va benissimo. Ma non puoi spacciare per laico chi professa la propria fede (e fa benissimo) e pretende di estenderne il risultato anche a chi non la pensa come lui (e fa malissimo). Io ho 34 anni, una moglie che adoro, e il problema me lo sono posto. Fare figli … che vuol dire ? Non è un diritto ? Lo è ? A me proprio non va di passare per quello che voi cattolici credete sia lo stereotipo del laico, quello con pochi valori e così via e poco illuminato dalla luce della fede. Fare un figlio è una cosa bella e difficile, responsabilità enorme e miracolo incredibile, pesante fardello e grande soddisfazione. Significa dedicare la propria vita ad un altro che è parte di te ma anche sè stesso, significa inventare una cosa con la persona che ami, nel senso di donare la vita e poi aiutare chi è nato sacrificando il proprio tempo, la propria vita, il proprio necessario ... per avere in cambio cacca e amore, una fantastica avventura e qualche arrabbiatura, tanti soldi spesi, un mare di responsabilità e un'esplosione di gioia per ogni sorriso che ricevi. Avere un figlio ... è qualcosa che in quanto a problemi, spese e fatiche si può anche arrivare a capire quando non si è genitori, ma mai ci si può immedesimare nella fantastica esperienza di sentirsi chiamare mamma o papà, di esser realmente orgogliosi per una poesia recitata a memoria, per la dimostrazione che, magari, qualcosa di noi ci sopravviverà con una diversa personalità ma forse anche un amore che non morirà con il nostro corpo. E’ un diritto tutto ciò ? Si. Ma non solo questo. Ci sono cose che si possono definire diritti, e basta : il diritto allo studio, alla libera circolazione … ma quando la cosa coinvolge un altro essere umano (non sto parlando di embrioni, a differenza di voi), non può esaurirsi tutto in un semplice diritto soggettivo dei genitori. Eppure … eppure come la vuoi chiamare quella cosa per la quale si aiutano gli uomini e le donne a procreare ? I bambini nati in provetta cosa sono, se non il frutto dell’aiuto della scienza a godere del diritto di essere genitori ? Se la scienza va avanti, perché volete attribuire ogni progresso al demonio e dipingere come perversi ideologizzati senza un valore coloro che chiedono di essere aiutati ? Siamo ancora al "non lo fo per piacer mio ma per dare un figlio a dio" ? Mi arrabbierò molto con chiunque si azzardasse a dirmi che l'ha voluto il cielo, e non mia moglie ed io. E’ stupido sostenere che avere un figlio sia solo un diritto : almeno quanto sostenere che non lo sia. Ma la cosa più stupida, lo dico con il massimo del rispetto, è stravolgere il mio pensiero fino ad attribuirgli il paragone tra figli e carote. Perché andare così palesemente fuori strada ? Perché sottolineare che Ferrara – che mi piace moltissimo, questo sia chiaro – ha coscienza dell’umano ? E perché, chi non la pensa come lui e come te, caro sorvegliato, non ce l’ha ? Ma davvero da quello che io esprimo tu ricavi che qui c’è qualcuno che non rispetta l’essere umano ? Proprio io che sostengo che ognuno possa combattere per non vedersi negati i propri diritti non rispetterei l’uomo (e la donna) ? Non credo proprio, amico mio. Senza voler essere polemico, ti sono anzi grato per la possibilità di confronto, chiedo piuttosto a te : chi vi dà il diritto di ergervi a paladini di una cosa che non si vede nemmeno al microscopio, e di considerarla equiparabile ed equiparata ad un essere umano ? Io sono convinto che se smetteste di dipingere chi non la pensa come voi come i mostri che tu stesso nomini, vi accorgereste che avete indossato un elmetto che non serve, e che comunque non si addice alle vostre teste … cattoliche, per le quali ribadisco di portare il mio più grande rispetto. Il bambino non si può difendere da chi – esiste, certo, ma è lontano anni luce dal mio pensiero – ne vuole fare un mero oggetto di diritti altrui senza alcun diritto proprio : ma non si può difendere nemmeno da chi lo brandisce come una bandiera per imporre il proprio pensiero e spacciarlo per l’unico moralmente accettabile. E’ la mia una posizione prepotente ? In base a quale logica, di grazia ? Oggi ci sono solo in Italia dodici milioni di persone alle quali voi e la vostra legge state dicendo che no, non debbono sperare in una cura, perché piuttosto che scongelare gli embrioni destinati alla spazzatura (destinati alla spazzatura. alla spazzatura. alla spazzatura. ALLA SPAZZATURA) e dare loro un destino infinitamente più onorevole, voi preferite pietosamente condannarli a non avere speranza. Pronti, in base alla carità cristiana, a tenere loro la mano mentre si spengono, o mentre spendono la loro vita in difficoltà e sofferenza, sapendo che la ricerca potrebbe aiutarli ma qualcuno ha deciso che non si deve. Dov’è l’illuminazione in tutto ciò ? La carità cristiana è questa ? Questa è solo l’ultima frontiera di una posizione retrograda che era quella che un tempo impediva le autopsie, e poi i trapianti, e oggi la ricerca sulle cellule staminali embrionali. E’ la battaglia disperata di chi non accetta che il mondo va avanti, che si secolarizza – accidenti, se lo fa – e che non giudica chi non vuole accettarlo, ma difende con le unghie il proprio diritto al libero arbitrio. Perché non avete il diritto di sentirvi migliori : perché non siamo tanti futuri Dottor Mengele, e dipingerci così equivale solo alla disperata richiesta di fischiare un fuorigioco inesistente all’attaccante che vi è scappato via, nella vostra difesa di una porta che non è il diritto del bambino, né del neonato, né dell’embrione : ma il presuntissimo e presuntuosissimo diritto della chiesa di ingerire nelle cose dello stato laico. Scomposte reazioni di evidenti timori, che avete tutto il diritto di esercitare fino a quando non intercettate il diritto altrui. Anche, e lo dico sottovoce perché non amo strumentalizzare, il diritto a nascere di un bambino frutto di una unione differente da quella che io definisco numericamente più probabile e voi – mostruosamente – vi permettete il lusso di definire pomposamente naturale. Fino a difendere una legge in base alla quale si arriverebbe (non voglio scrivere arriverà) ad obbligare con la forza una donna ad impiantare un embrione per poi tartufescamente concederle il diritto di abortire nella maniera più dolorosa ed umiliante. Quale difesa può esistere di una pratica siffatta ? Chi viene difeso da questo obbligo di legge ?

