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sabato, 31 maggio 2003

 

Le responsabilità di chi fa il leader

MI capita spesso, a dire il vero quasi sempre, di essere d'accordo con quanto dice 1972. Da qualche giorno c'è il solito personaggio che si sente in diritto di distribuire arrogantemente lezioni di saggezza ed aggettivi poco simpatici a chi non gli aggrada che polemizza con 1972, sostenendo che il suo sia un blog spazzatura. Devo dire che non fa mai piacere essere parte di una polemica, almeno per me, che pure dico la mia senza insultare e a volte verifico che dall'altra parte invece di argomentare si tira fuori il vocabolario degli insulti : evidentemente non si sfugge da qualcosa del genere, se si ha un blog, e si ritiene liberi di postare links o commenti liberamente. Credo sia un prezzo da pagare. Per quanto possa valere, e purtroppo non molto dato che il mio è un piccolo blog, io credo che invece quello che mette online 1972 sia sempre molto interessante. Oggi, per esempio, c'è un link ad un articolo dell'economist che parla del Congo. Di quello che sta succedendo, e non da qualche giorno, laggiù. A parte il grande assordante silenzio che regna, a proposito della tragedia in Congo, in tutti i blog pacifisti che frequento : silenzio vigliacco, perchè questi blogs dimostrano di sapere e volere cercare le notizie, quando vogliono ; ma a parte questo, a me fa davvero senso e continua a farlo e non mi si dica che è normale, che i leaders pacifisti che hanno mobilitato tutto il casino della prima parte dell'anno contro una guerra che ha fatto un cinquantesimo dei morti che loro prevedevano ed ha liberato un popolo dalle fosse comuni, sui milioni di morti in Congo non stiano alzando un dito, dicendo una parola, dimostrando alcunchè. C'è una incredibile ipocrisia, grandemente colpevole, nel narrare alle persone semplici che la pace va preservata in Iraq, dove non c'era, e non dire una sola sillaba sui milioni di morti in Congo. E' contro la coerenza, contro il neopauperismo che ha mosso il movimento pacifista, ma soprattutto è contro l'umanità che si è detto di voler peservare con slogan facili e immediati quanto illusori e parziali. Non era difficile prevedere che sarebbe andata a finire così : dove non ci sono gli USA, non c'è mobilitazione. E intanto le bandiere della pace sono sempre di meno, e i leaders pacifisti tacciono. Secondo loro morire in Congo non vale una parola : essere liberati in Iraq invece va condannato in piazza. Preferisco di gran lunga coloro che sinceramente dicono di fregarsene, allora, degli uni e degli altri. Il tutto, naturalmente, mentre l'ONU continua a dimostrare la sua inaffidabilità, agli occhi di tutti tranne di quelli che l'hanno trasformata in una foglia di fico. Non è normale, è vomitevole. I veri leaders sono tutt'altro da questi populisti senza spina dorsale, che passeranno alla storia per quello che sono : mistificatori demagoghi che verranno disprezzati da tutti i ragazzi che oggi hanno dato loro retta, quando questi cresceranno e scopriranno che le cose stanno in maniera ben diversa da quello che hanno raccontato loro nel 2003.

Un post di Mixumb delle 09:02 · commenti (10)