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giovedì, 16 settembre 2004

 

Ma intanto che voi dialogate …

 

Il lessico della politica prevede di questi tempi la predominanza della fortunata formuletta “dialogare con l’Islam moderato”. La usano, in particolare, quelli che si sono sempre opposti alla liberazione di milioni di persone da feroci dittature, limitando la loro unica attività in merito a dispensare insegnamenti su ciò che non si dovrebbe fare e stuprando la parola “pace” da tutte le possibili e pervertite posizioni. Nel frattempo, coloro che agli occhi di questi principi dello stuzzicadenti in bocca vengono costantemente riconosciuti come i responsabili di qualsiasi efferata cosa accada sulla faccia della terra – gli Stati Uniti – si occupavano non senza errori di andare a scovare gente come i talebani e Saddam Hussein. Ora, per prima cosa, qualcuno dovrebbe spiegarmi per quale motivo il dialogo con l’Islam moderato dovrebbe essere alternativo alla caccia nei confronti di mostri come talebani, terroristi e dittatori: a meno di non voler far professione di ennesimo relativismo affermando che questi fossero moderati (non che non ci si aspetti di tutto, tra le piroette sulle capocchie di spillo da parte dei simpatici e coloratissimi pacifisti). In secondo luogo, sarebbe bello arrivare alla comprensione del perché i loro nuovi eroi – Chirac, De Villepin e Barnier – vengono omaggiati di grande saggezza (d'altronde sono o non sono eredi di chi inventò la ghigliottina ? sempre di far saltare le teste dai corpi si trattava) ma poi si ostinano a dichiarare che i turchi in Europa non ce li vogliono e quanto al presidente del nuovo Iraq non si parla nemmeno lontanamente di fargli mettere piede in Francia, fosse pure per andare al Parlamento Europeo (via da Strasburgo, subito, allora: non l’irakeno, il Parlamento Europeo). Però nel frattempo si va in moschea a genuflettersi a gentaglia come Hamas e gli Hezbollah, e a baciare i piedi di vari imam e mullah che alla faccia della moderazione predicano lo sgozzamento degli occidentali infedeli.

 

Ma soprattutto, a cercare di dialogare con l’Islam moderato qualche volta ci si rimette le penne, come insegna Baldoni che questo cercava di fare, dialogare. O voleva fare altro ? Non credo, no ? Voleva dialogare. Se questo non basta per spiegare quanto la formuletta – come tutte le formulette – sia inadeguata e serva solo a far prendere aria alle bocche antiamericane tra un “Bush è come Saddam” ed un “Se ragazzini di 15 anni si fanno esplodere insieme a 20 civili la colpa è degli americani” … se questo non basta, fatemi capire una cosa: ma mentre voi dialogate con l’Islam moderato, senza peraltro capire chi sia moderato e perché (fa molto ridere e spaventa anche un bel po’ che oggi ad esercitarsi nel distribuire patenti di moderazione ci sia gente che marcia convinta sotto bandiere e si candida in partiti che richiamano esplicitamente ed orgogliosamente un’esperienza come quella comunista che ha fatto qualche decina di milioni di morti), con l’Islam non moderato che succede ? Esiste, l’Islam non moderato, oppure tutti i milioni di morti che ha fatto sono responsabilità della CIA ? Le due Simone secondo voi ci hanno provato a dialogare ? Si ? E com’è che le hanno rapite e minacciano di sgozzarle ? Ma allora non sono moderati quelli che le detengono oggi ? E che vogliamo fare con quelli, acclarato che non sono moderati ? Che succede se la Siria testa armi chimiche sui sudanesi, nell’assordante silenzio di tutto ma proprio tutto il carrozzone del multilateralismo del quale vi riempite le gengive ? Se l'Iran si prefigge pressochè ufficialmente di arrivare ad avere ordigni nucleari, voi che dialogate avete una ricetta ?

 

Si, già conosco la risposta, frutto dell’ennesima formuletta. La risposta è “non lo so, ma certo non la guerra”.

 

Non lo sapete mai, quando c’è da essere concreti. Però sfilate e manifestate che è un piacere, alla moda arcobaleno e bruciando con grande invidia le bandiere dei vostri alleati.
Un post di Mixumb delle 09:03 politica, i love america · commenti (6)